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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 961
SCICLI - 25/09/2010
Cronache - Modica: il 52enne scomparso il 10 settembre scorso dalla provincia di Frosinone

Amati voleva uccidersi con un cacciavite. Prognosi riservata

Pare che alla base della drastica decisione vi fossero dei gravi problemi di salute. I familiari si erano rivolti al programma Rai "Chi l’ha visto", la cui redazione si era occupata del caso Foto Corrierediragusa.it

Voleva tentare il suicidio negli amati luoghi del commissario Montalbano, di cui era rimasto folgorato dopo averli visti nella popolare fiction di Rai Uno di cui era appassionato. Mario Amati, 52 anni, era partito dalla provincia di Frosinone alla volta di Sampieri con il preciso intento di farla finita, nel più doloroso dei modi. L’uomo aveva difatti utilizzato un grosso cacciavite per infliggersi una mezza dozzina di profonde ferite al petto e, la più grave, alla gola.

E’ quanto accertato dai Carabinieri, coordinati dal capitano Alessandro Loddo, che hanno scritto la parola «Fine» alle indagini sul ferimento dell’uomo, scomparso di casa senza lasciare traccia. I militari hanno ritrovato il cacciavite insanguinato all’interno della Wolksvagen Passat verde in cui l’uomo giaceva agonizzante e visibilmente disidratatato, in stato di semi incoscienza. Erano stati i residenti a chiamare il 112, dopo aver visto per oltre due giorni l’auto parcheggiata dinanzi ai ruderi del cosiddetto «Stabilimento bruciato» di Sampieri (nella foto), raro esempio di archeologia industriale che nella serie di Montalbano era nota come «La mannara», frequentato dalle prostitute. Ecco, in quel luogo di rara bellezza Amati voleva farla finita, non riuscendo per fortuna nell’insano intento.

L’uomo è stato subito condotto all’ospedale «Maggiore» di Modica con l’ambulanza del 118, dove si trova ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione. La famiglia aveva segnalato la scomparsa di Mario Amati alla trasmissione di Rai Tre "Chi l´ha visto". Nel corso della trasmissione in diretta, aveva chiamato la presunta receptionist di una struttura ricettiva di Sampieri, dicendo che l´uomo aveva soggiornato nell´hotel il 13 e 14 settembre scorsi, fornendo i propri documenti, anche se si faceva chiamare col nome di Valerio. Mario Amati aveva lasciato lo scorso 10 settembre la sua abitazione di Filettino, dove risiedeva con la compagna e il figlioletto di 11 anni, al quale lo stesso Amati aveva telefonato qualche giorno fa per dirgli che gli voleva tanto bene.

Un chiaro messaggio da parte di chi ha intenzione di farla finita. Pare che alla base della drastica decisione di Amati vi fossero dei gravi problemi di salute. Per questo motivo, l’uomo era da tempo piuttosto depresso. In origine si era pensato ad un caso di aggressione, per motivi da accertare. Si era ipotizzato che Mario Amati fosse fuggito per allontanarsi da qualche nemico che sarebbe poi riuscito a rintracciarlo nel Ragusano e a ferirlo con l’intento di ucciderlo. Nulla di tutto questo.

Mario Amati si era ferito da solo con l’arma impropria rinvenuta nell’auto, assieme ad alcuni libri di Camilleri, creatore del celebre commissario, con la quale aveva raggiunto la nostra provincia. I carabinieri non hanno dubbi, avendo individuato anche il movente, legato ai problemi di salute di cui Mario Amati soffriva da tempo. Una triste storia che, solo per mera fatalità, non è sfociata in tragedia.

L´UOMO E´ STATO SOTTOPOSTO AD INTERVENTO CHIRURGICO PERFETTAMENTE RIUSCITO

E’ riuscita perfettamente la delicata operazione chirurgica alla quale è stato sottoposto nel pomeriggio Mario Amanti all’ospedale «Maggiore» di Modica per rimarginare le gravi ferite che si era auto inflitto con un grosso cacciavite. Lo squarcio più grave quello alla gola, che aveva in parte intaccato la carotide.

L’uomo è entrato in sala operatoria poco dopo le 14, rimanendo sotto i ferri per oltre un paio d’ore. Per fortuna le ferite, circa una mezza dozzina sparse per il petto, non erano mortali, a parte quella alla gola, risultata più difficile da rimarginare per i medici, tramite un intervento di tracheotomia. Come riferito al telefono dal primario de pronto soccorso Carmelo Scarso, «Il paziente ha superato il delicato intervento chirurgico e si trova adesso ricoverato nel reparto di rianimazione. Determinante – ha concluso il primario Scarso – si rivelerà adesso il decorso post operatorio». Le condizioni cliniche del paziente sono tuttavia stabili e non dovrebbe più essere in pericolo di vita, come si evince dal cauto ottimismo dei medici, che, comunque, non sciolgono la riserva sulla prognosi.

Sotto, la foto della vittima. Cliccateci per ingrandirla

Mario Amati