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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 673
SANTA CROCE CAMERINA - 02/07/2016
Cronache - Chi era la sfortunata 54enne originaria di Santa Croce

Bandiere a mezz´asta per la morte di Adele

La donna sarebbe dovuta arrivare sabato mattina in Italia per una vacanza
Foto CorrierediRagusa.it

Bandiere a mezz´asta a Ragusa e in altri comuni, non solo iblei, compreso Catania, per la tragica notizia che tra le vittime dell’attacco terroristico di venerdì sera in un ristorante di Dacca, in Bangladesh, ci fosse pure Adele Puglisi, 54 anni, nativa di Catania, ma che sin da piccola, insieme al fratello Matteo e al cugino Costantino, trascorreva le vacanze a Punta Secca, in territorio di Santa Croce Camerina, territorio reso celebre dalla "Casa di Montalbano". Il padre era nativo di Santa Croce e molti sono i parenti che vivono tuttora nella cittadina camarinense e a Vittoria. La ferale notizia è piombata come un macigno fra i «puntasecchesi» veraci che conoscevano sin da bambina Adele e la sua famiglia, che l’hanno vista crescere e apprezzarne la giovialità, la simpatia, il sorriso e l’affabilità verso tutti. Il padre, colonnello dell’esercito, deceduto da anni, aveva scoperto Punta Secca e le sue bellezze e le aveva trasmesse ai figli, comprando poi una abitazione nella frazione rivierasca santacrocese. Adele si era innamorata della piccola borgata ed era conosciutissima fra la maggior parte dei residenti e villeggianti. La donna viveva da tanti anni ormai in Bangladesh dove lavorava nel settore tessile nella ditta ArtSana, come responsabile controllo qualità. La società forniva abbigliamento a molte marche italiane conosciutissime sia nel settore dell’abbigliamento per bambini che in quello per adulti.

Con il fratello ed il cugino, come accennato, era una appassionata di Punta Secca, dove trascorreva le vacanze e dove puntualmente ritornava ad ogni rientro in Italia. L’ultima volta era venuta per le festività di Pasqua, a fine marzo scorso, e aveva incontrato parenti e amici nella borgata, sempre animata e frequentata anche in pieno inverno. Adele sarebbe dovuta partire per l’Italia subito dopo la cena al ristorante del centro di Dacca e doveva arrivare proprio sabato mattina intorno alle ore 8. Aveva deciso di prendersi una lunga vacanza prima di far ritorno in Bangladesh. Un tragico e beffardo destino che non è facile, per parenti e amici, da accettare. Adele era entusiasta del lavoro, ma le mancavano le persone ed i luoghi a lei cari.

La prospettiva di tornare in Italia negli ultimi giorni, ci ha raccontato una amica, era offuscata dal pensiero di transitare dall’aeroporto di Istanbul, teatro di un altro attacco terroristico appena pochi giorni fa. Quasi un presagio del suo tragico destino. Con Adele è morta pura la sua amica del cuore Nadia Benedetti, originaria del viterbese, e con la quale condivideva la vita nel Paese asiatico. Un altro beffardo segno del destino. Si è invece chiuso nel dolore, barricato nella sua casa di Punta Secca, il fratello Matteo, dopo essere stato colto da malore quando ha ricevuto la comunicazione della morte della sorella da parte dei carabinieri. L´uomo non ha voluto parlare con nessuno, chiedendo di essere lasciato in pace tramite i militari che hanno presidiato la sua abitazione "assediata" dai media.

Nella foto la casa di Punta Secca dove si è chiuso nel suo dolore Matteo, il fratello di Adele Puglisi (nel riquadro)