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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 620
SANTA CROCE CAMERINA - 19/02/2016
Cronache - I due sarebbero stati amanti e Loris li sorprese più volte in atteggiamenti intimi

Veronica conferma accuse al suocero

Andrea Stival avrebbe strangolato il nipote con un cavetto usb stando a quando rivelato dalla nuora Foto Corrierediragusa.it

Oltre 12 ore di interrogatorio fiume nel corso di cui Veronica Panarello (foto) ha confermato le pesanti accuse mosse al suocero Andrea Stival, ribadendo che erano amanti e che quest’ultimo ha ucciso il piccolo Loris, strangolandolo, perché il bambino aveva scoperto per caso la tresca e minacciava di riferire tutto al papà. Il dato saliente di questi eclatanti sviluppi è dato dall’individuazione del movente e di una nuova arma del delitto: non più le famose fascette di plastica stringi cavo a strozzo, quanto piuttosto un più comune cavo usb di circa un metro per collegare periferiche (mouse, stampanti etc.) al computer che Andrea Stival, stando alla versione della donna, avrebbe stretto attorno al collo del nipote, soffocandolo.

LA NUOVA VERSIONE CON LE FASI DI QUELLA DRAMMATICA MATTINA
La donna, esortata dal suocero, avrebbe poi preso la «Polo», parcheggiandola nel garage dove l’uomo avrebbe portato dall’appartamento al terzo piano il corpo del bambino in braccio, fingendo che dormisse, e adagiandolo nel portabagagli. Poi la Panarello si è messa alla guida dell’auto, mentre il suocero si sdraiava sul sedile posteriore, coperto da un lenzuolo, per non farsi vedere. Tutto questo ovviamente stando sempre all’ultima versione fornita dalla donna, la quale ha confermato quanto già detto in precedenza, con qualche aggiunta di particolari, ovvero che furono quindi entrambi a liberarsi del corpo del bambino, scaraventandolo in fondo al canalone di contrada Vecchio Mulino. Poi ciascuno per la propria strada: Andrea Stival si sarebbe ricongiunto con la compagna, mentre la Panarello si è invece recata al corso di cucina al castello di Donnafugata. E’ il sunto di quanto dichiarato dalla donna nel carcere di Piazza Lanza a Catania dalle 10 del mattino fino a sera inoltrata al sostituto procuratore del tribunale di Ragusa Marco Rota.

ORA BISOGNA VERIFICARE QUESTE DICHIARAZIONI SHOCK
Ora gli inquirenti dovranno verificare le dichiarazioni della Panarello, in primis sentendo Andrea Stival, il 53enne dipendente in mobilità dell’Ance e nonno di Loris, chiamato in correità dalla Panarello nel delitto dopo oltre un anno di carcere e per questo motivo pure lui indagato per omicidio ed occultamento di cadavere, ovvero gli stessi reati di cui deve rispondere la presunta madre assassina, con l’aggravante della crudeltà. Andrea Stival si è sempre detto estraneo alle accuse della nuora, contro la quale ha dato mandato al suo legale Francesco Biazzo di sporgere querela per calunnia.

ANDREA STIVAL SARA´ SENTITO NELLE PROSSIME ORE DA INDAGATO
L’uomo sarà sentito nelle prossime ore come indagato, mentre quasi certamente sarà interrogata pure la sua compagna per meglio verificare l’alibi che gli fornì a suo tempo, sostenendo che quella maledetta mattina del 29 novembre 2014 la trascorsero insieme. Tornando alle terribili rivelazioni fatte dalla Panarello in precedenza anche allo psicologo incaricato della perizia che deve determinare se sia pazza o no, la donna ha confermato frequenti rapporti sessuali col suocero, talvolta consenzienti e tal’altre no. Pare che la donna fosse succube del padre di suo marito Davide Stival, stando almeno alle sue dichiarazioni.

IL SUOCERO LA RIEMPIVA DI ATTENZIONI. PER LORIS ERA COME IL PAPA´
Il suocero l’avrebbe riempita di attenzioni e affettuosità, tanto che più volte Loris li avrebbe sorpresi in atteggiamenti intimi al punto da fargli esclamare (stando sempre alle dichiarazioni della presunta mamma assassina) che «Il nonno con te (la madre, n.d.r.) sembra come il papà». Forse qualche altra parola di troppo da parte del piccolo o più verosimilmente l’aver visto qualcosa che proprio non avrebbe dovuto vedere, costituisce un movente plausibile che, se confutato, giocherebbe una valenza fondamentale e decisiva nel procedimento giudiziario.

LE GIUSTIFICAZIONI DELLA PRESUNTA ASSASSINA SONO DEBOLI
Certo, appare molto debole la giustificazione addotta dalla donna sul perché abbia taciuto finora, per poi arrampicarsi sugli specchi nelle ultime settimane con improbabili affermazioni: «Temevo per l’incolumità dell’altro mio figlio piccolo e poi avevo rimosso tutto dalla mente – aveva detto Veronica – ma all’improvviso tutto riemerse quando mi consentirono di far visita alla tomba di Loris al cimitero». Cosa ci sarà di vero in tutta questa ubriacante girandola di nuove e gravissime rivelazioni? Toccherà agli inquirenti, ancora una volta, il difficile compito di dipanare l’intricata matassa di un delitto atroce e i cui effetti nefasti sembrano essere senza fine, mentre un bimbo innocente da lassù grida giustizia.