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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 916
SANTA CROCE CAMERINA - 13/11/2015
Cronache - Il comunicato dei carabinieri fa luce sulla vicenda

Denunciato aggressore pizzaiolo

Le indagini proseguono per chiarire le rispettive posizioni Foto Corrierediragusa.it

I carabinieri di Santa Croce Camerina hanno identificato e denunciato l’autore delle lesioni subite il 29 ottobre scorso dal pizzaiolo di via Caucana nell’azienda agricola di proprietà del fratello. Lo scorso ottobre un giovane tunisino ubriaco scagliò una pizza appena sfornata addosso al pizzaiolo che, per risposta, gli mollò un paio di ceffoni. Alcuni giorni dopo, il pizzaiolo fu colpito al volto con un pugno e con un fendente di taglierino da uno sconosciuto tunisino. Ora i militari hanno identificato e denunciato il presunto aggressore: si tratta di un incensurato bracciante agricolo residente a Santa croce da decenni. Lo stesso, saputo che i carabinieri lo cercavano, si è spontaneamente presentato in caserma per deporre sulla vicenda e rendere nota la sua versione dei fatti. Pare che il povero pizzaiolo sfregiato al volto e suo fratello non si siano proprio comportati in maniera cristallina e in particolare il pizzaiolo non avrebbe raccontato le cose per filo e per segno ai carabinieri, stando a quanto spiegato nel comunicato diramato dagli stessi militari dell´arma.

"Pare infatti che il tunisino - si legge nel comunicato dei carabinieri - lavorasse regolarmente come bracciante agricolo presso le serre in contrada Menta della Marina, campagna sita nel territorio del comune di Ragusa al confine con quello di Santa croce, vicino a Randello. Quella mattina però, dopo alcuni giorni di lavoro, il tunisino s’era avvicinato all’imprenditore agricolo rappresentando che il proprio coltello (usato nelle serre) era poco affilato e chiedendone un altro. Per tutta risposta, l’agricoltore lo avrebbe appellato malamente. Ne è nato un diverbio, poiché il tunisino non accettava di farsi maltrattare in quanto, a suo dire, da tre decenni lavora con serietà nelle serre camarinensi.

A questo punto il pizzaiolo è intervenuto e i due italiani avrebbero iniziato a picchiare lo straniero che, per difendersi e divincolarsi, avrebbe colpito il pizzaiolo al volto. Altri braccianti sono quindi intervenuti e la situazione s’è calmata. A questo punto il tunisino se ne sarebbe andato. Quindi il pizzaiolo già conosceva il tunisino, mentre coi carabinieri ha negato di averlo mai visto prima. Il tunisino ha inoltre detto ai carabinieri - conclude il comunicato - di non conoscere assolutamente il ragazzo della pizza e che la lite coi due catanesi nulla ha a che vedere con la questione della pizza lanciata".

I carabinieri ora stanno cercando di capire che motivi o che interessi avesse il pizzaiolo per non dire la verità. La questione e le singole posizioni, del tunisino ma anche dei due fratelli catanesi, è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Ragusa.