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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1072
SANTA CROCE CAMERINA - 08/08/2015
Cronache - La giovane mamma ha deposto un mazzo di fiori composto da girasoli gialli e rose rosse

Veronica sulla tomba di Loris: "Scoprirò chi ti ha ucciso"

La donna, che si è sempre proclamata innocente, secondo la pubblica accusa è l’unica autrice del delitto Foto Corrierediragusa.it

Sotto un cielo plumbeo e ancora gonfio di nuvole, con tuoni che echeggiavano anche dopo il temporale che si è abbattuto negli iblei, una mamma ha pianto e pregato per un’ora china sulla tomba del figlio morto. Nulla di strano se non fosse che la madre in questione è Veronica Panarello, la 26enne accusata di aver strangolato Loris, il figlioletto di 8 anni e il cui corpo giace in quel cimitero dove la donna ha potuto mettere piede a quasi nove mesi dall’omicidio terribile di cui è accusata. Dopo il permesso ottenuto dal gip di Ragusa con il parere favorevole della procura, ieri la donna è stata scortata dal carcere di Agrigento, dove è detenuta, fino al cimitero comunale di Santa Croce Camerina, dove sono stati sepolti i poveri resti. Una scorta degna di un capo di stato ha vigilato su Veronica, tutta vestita di nero, rendendo inaccessibile a chiunque il camposanto. Di fatto, da ben prima delle 17.20, orario di arrivo della Panarello, e fino alla sua partenza circa un’ora dopo, il cimitero è stato letteralmente blindato per un raggio di mezzo chilometro, in particolare a cronisti e troupe televisive.

Veronica, smagrita e vestita con maglietta e pantaloni neri, è scesa dal furgone blindato della polizia penitenziaria scortato dalla polizia di Stato (foto) e subito si è diretta, quasi come fosse in trance, verso la tomba di Loris, dove, guardata a vista, ha deposto un mazzo di fiori composto da girasoli gialli e rose rosse. Poi una lunga e sommessa litania, mentre il viso pallido ed emaciato veniva solcato dalle lacrime che scendevano giù dagli occhi gonfi. La donna, che si è sempre proclamata innocente, non crollando mai di fronte alla più terribile ed infamante delle accuse, ha sfoderato anche in questa penosa circostanza la sua combattiva tenacia. «Lo scoprirò chi è stato»: queste le parole pronunciate da Veronica, riferendosi al reale assassino del figlio, che, per la pubblica accusa, resta lei e soltanto lei, anche se le indagini non si sono mai chiuse. Poi via, di nuovo in carcere, dove la giovane madre lotta giorno dopo giorno, leggendo e rileggendo carte e documenti, alla ricerca spasmodica di qualunque dettaglio utile a dimostrare la sua innocenza.

Parecchi i curiosi che, a distanza, hanno visto arrivare e poi ripartire dopo circa un’ora il furgone della polizia penitenziaria. Poi la folla si è diradata, le telecamere hanno sbaraccato e i divieti di accesso al camposanto sono stati rimossi. Tutto è tornato alla normalità, dopo una giornata densa di attesa e bagnata da una fitta pioggia estiva che ha evidenziato l’atmosfera cupa, carica di dolore. Quel cimitero è stato e sarà ancora per molto tempo meta di visite da parte di turisti che vengono a pregare e a deporre un fiore sulla tomba di quel bimbo strappato alla vita, forse dalla sua stessa madre che pure si dice innocente e lo piange ogni giorno.

Anche ieri mattina, come riferito dal custode del camposanto, era arrivato un turista per pregare, ma la polizia non lo aveva fatto avvicinare. Pure il luogo dove il corpo del piccolo Loris è stato trovato, quel tetro canale di contrada Vecchio Mulino, è meta di pellegrinaggio, come testimoniato dai fuori e dai pupazzi che rendono il posto anche un po’ surreale.