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SANTA CROCE CAMERINA - 25/04/2015
Cronache - L’omicidio del bambino di 8 anni non smette di far discutere

Parla Veronica in 6 ore di interrogatorio in carcere

Intanto la difesa si prepara all’udienza in Cassazione del 29 maggio Foto Corrierediragusa.it

Cambia qualche dettaglio, ma la sostanza è sempre la stessa: Veronica Panarello si proclama innocente. Chi si attendeva rivelazioni sconvolgenti dalla mamma 26enne ritenuta dalla procura di Ragusa colpevole di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni la mattina del 29 novembre a Santa Croce Camerina, è rimasto per certi versi deluso. Era stata la stessa Panarello a richiedere con forza di essere nuovamente sentita dagli inquirenti, quasi a lasciare intendere che potesse essersi ricordata di qualche particolare determinante ai fini delle indagini. Invece, nelle oltre sei ore di interrogatorio nel carcere di Agrigento davanti al sostituto procuratore del tribunale di Ragusa Marco Rota, la donna accusata di omicidio volontario aggravato dalla parentela e dalla crudeltà e occultamento di cadavere ha mantenuto la medesima linea difensiva: quella maledetta mattina accompagnò il figlio a scuola, come sempre. «Posso avere sbagliato nel ricordare il percorso, confuso qualche strada, che non è importante, ma è certo che io Loris l’ho portato a scuola».

La Panarello ha in sostanza ammesso di aver potuto fare qualche pezzo di tragitto diverso dal solito, prendendo ad esempio la circonvallazione, perché era in ritardo. Eppure, nell’ambito delle cinque volte precedenti in cui la donna è stata sentita dagli inquirenti, aveva confermato sempre il medesimo percorso, peraltro effettuato in auto con le forze dell’ordine con tanto di cronometraggio per accertare il tempo impiegato nel percorso da casa Stival all’istituto scolastico. Tutte prove che verosimilmente saranno ripetute alla luce delle nuove indicazioni rese dalla donna nell’interrogatorio, in cui ha peraltro suggerito al sostituto procuratore di visionare anche altre videocamere di sorveglianza private nel perimetro della periferia di Santa Croce, che dovrebbero avvalorare le sue tesi. Ma tutte le immagini disponibili sarebbero già state acquisite a suo tempo nel corso delle indagini, peraltro ancora aperte.

Alla luce di tutto questo l’esito dell’incidente probatorio sull’acquisizione delle immagini originali potrebbe riservare qualche novità, ma nulla di sconvolgente. La Panarello ha poi manifestato dubbi su comportamenti di alcune persone, in particolare della cerchia della famiglia Stival, ma ha precisato di non accusare nessuno, né di sospettare chi possa avere ucciso Loris. Una circostanza quantomeno curiosa, dal momento che il dubbio in sé porta il sospetto. In altre parole, se non si nutrono sospetti, non possono esserci dubbi, quindi delle due l’una. Ultimamente era stata esclusa l’esistenza di complici, visto che dallo smartphone della donna non erano emerse telefonate, sms o chat all’indirizzo di una o più persone durante quella mattinata. Eppure, nonostante non accusi nessuno e non nutra sospetti di sorta, la Panarello ha di nuovo ribadito le parole di sempre: «Non ho ucciso mio figlio, trovate il vero colpevole».

Nell’ambito strettamente personale del rapporto in essere con il marito Davide Stival, logorato da questa drammatica vicenda, la Panarello ha lanciato invece messaggi inequivocabili al consorte: «Che chieda il divorzio se non crede alla mia estraneità al delitto. Come fa – ha detto la donna – a tenersi una moglie che ritiene essere l’assassina di suo figlio? Sia allora coerente e interrompa ogni rapporto e ogni legame con me». Pare che Davide Stival sia pronto a compiere questo passo. Alla donna non è stato mai consentito di visitare la tomba in cui giace il figlio, dopo il divieto a prendere parte ai funerali.

Loris, come si ricorderà, fu strangolato con delle fascette di plastica stringi cavo di quelle in uso agli elettricisti e poi lasciato privo di vita in fondo ad un canalone nei pressi del mulino vecchio, nell’omonima contrada immersa nelle campagne di Santa Croce, dove poi fu trovato da Orazio Fidone, noto come il «cacciatore» per il suo hobby della caccia. Alla donna è stata pure tolta la potestà genitoriale sull’altro figlioletto di quattro anni, di cui il padre è stato nominato tutore unico dal tribunale dei minori. A questo proposito una perizia psichiatrica dovrà stabilire se la donna è capace o meno di fare da mamma. Una cosa è al momento certa: la vicenda è ancora ben lontana dal concludersi.

GLI ASSI NELLA MANICA DELLA DIFESA PER L´UDIENZA IN CASSAZIONE
L’ultima parola sulla scarcerazione di Veronica Panarello spetta alla Cassazione, la cui udienza è stata fissata al 29 maggio. In vista di quella data l’avvocato di fiducia della donna, Francesco Villardita, sta lavorando alla produzione di nuove memorie difensive sulla scorta degli esiti delle perizie di parte che avvalorerebbero le tesi sostenute dalla sua assistita. Villardita punta molto sulla circostanza che il bimbo che entra nel palazzo di casa Stival meno di un minuto dopo che Veronica Panarello, il figlio Loris e il fratellino di quest´ultimo escono di casa di buon mattino non sarebbe lo stesso Loris ma un altro ragazzino. Altro asso nella manica della difesa è l’orario della morte del piccolo, che coinciderebbe con quello in cui la madre, accusata dell’orrendo delitto, si trovava al castello di Donnafugata per seguire il corso di cucina: non le 10, come sostenuto dalla procura, ma mezzogiorno.

Inoltre, sempre secondo quanto emerso dalle perizie di parte, l’auto ripresa dalle videocamere di sorveglianza mente transita nei pressi del mulino vecchio, dove il corpo del bambino era stato nascosto, non sarebbe la Polo di Veronica, ma una Punto. Secondo il penalista ogni dubbio sul fatto che quel ragazzino che rientra nel palazzo non è Loris viene fugato dalle analisi forensi delle immagini tramite il sofisticato software «Amped Five», utilizzato a livello mondiale in questo genere di indagini. Dal colore del negativo delle immagini la sagoma del bimbo che rientra è tutta bianca, mentre quella di Loris che esce di casa è bianca e nera. Di conseguenza si tratterebbe di bambini vestiti in modo diverso. E sempre dall’utilizzo di questo programma, come accennato, si evincerebbe che l’auto scura che passa vicino al luogo del ritrovamento del corpo di Loris non è quella della madre.

Nella foto in alto Veronica col marito Davide nei tempi felici