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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 769
SANTA CROCE CAMERINA - 18/04/2015
Cronache - L’utilizzo di un sofisticato software rimette tutto in discussione e riapre scenari inquietanti

Ad uccidere Loris non è stata la madre Veronica?

E sempre dall’utilizzo di questo programma si evincerebbe che l’auto scura che passa vicino al luogo del ritrovamento del corpo non è quella della madre accusata di essere l’assassina del suo stesso figlio Foto Corrierediragusa.it

Il bimbo che entra nel palazzo di casa Stival meno di un minuto dopo che Veronica Panarello (foto), il figlio Loris e il fratellino di quest´ultimo escono di casa di buon mattino non sarebbe lo stesso Loris ma un altro ragazzino. Veronica non ha chattato o comunicato con nessuno la mattina del delitto. L’orario della morte del piccolo coinciderebbe con quello in cui la madre, accusata dell’orrendo delitto, si trovava al castello di Donnafugata per seguire il corso di cucina. L’auto che si vede transitare nei pressi del mulino vecchio dove il corpo del bambino era stato nascosto non sarebbe la Polo di Veronica, ma una Punto. Sono questi i punti salienti che il difensore di fiducia di Veronica Panarello, l’avvocato Francesco Villardita, ha illustrato venerdì sera in diretta a Quarto grado, smontando la tesi accusatoria secondo cui la sua assistita sarebbe l’unica colpevole dell’omicidio di Loris, verificatosi quella mattina del 29 novembre a Santa Croce.

Villardita è un fiume in piena quando evidenzia il dato eclatante che apre un grosso punto interrogativo nell’impianto accusatorio della procura e relativo al bambino che rientrerebbe in casa: stando a quanto emerso dalle perizie di parte quel bambino non è Loris. Già in passato la circostanza era stata messa in dubbio, in riferimento all’altezza che non coincide tra quella di Loris che esce di casa con mamma e fratellino e quella della seconda piccola sagoma ripresa pochi secondi dopo da una telecamera prendendo come punto di riferimento la cassetta delle lettere. Ora ogni dubbio sul fatto che quel ragazzino che rientra nel palazzo non è Loris viene fugato dalle analisi forensi delle immagini tramite il sofisticato software «Amped Five», utilizzato a livello mondiale in questo genere di indagini. Dal colore del negativo delle immagini la sagoma del bimbo che rientra è tutta bianca, mentre quella di Loris che esce di casa è bianca e nera. Di conseguenza si tratterebbe di bambini vestiti in modo diverso.

E sempre dall’utilizzo di questo programma si evincerebbe che l’auto scura che passa vicino al luogo del ritrovamento del corpo non è quella della madre accusata di essere l’assassina del suo stesso figlio. Le perizie di parte avvalorano quindi la tesi sostenuta sempre da Veronica, secondo cui Loris quella mattina sarebbe stato da lei stessa accompagnato a scuola e non avrebbe mai fatto rientro a casa, dove invece, secondo l’accusa, si sarebbe consumato il delitto. Dai dati ricavati dallo smartphone della donna, inoltre, non emergerebbero chat, messaggi o telefonate a presunti amanti o complici di sorta. Insomma, tutto viene rimesso in discussione e Villardita ha sottolineato in diretta tv le lacune dell’impianto accusatorio, che saranno ulteriormente evidenziate, a detta del penalista, dopo l’analisi approfondita delle immagini originali delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private che sono in corso di acquisizione dai server nell’ambito dell’incidente probatorio.

Alla luce di questi eclatanti sviluppi che avvalorano le tesi difensive, la stessa Veronica Panarello ha chiesto di essere nuovamente sentita dai pm. La donna si è sempre professata innocente dal carcere di Catania prima e di Agrigento poi, dove si trova attualmente detenuta. I nuovi sviluppi mantengono in vita scenari inquietanti, tra cui quello del delitto avvenuto per mano di una persona allo stato ignota e in un luogo diverso da casa Stival. Su questi punti il penalista ha annunciato una battaglia serrata nelle opportune sedi.

Giova infine ricordare che a distanza di quasi cinque mesi dal delitto le indagini, sebbene non siano state ancora chiuse, non hanno fatto registrare novità di rilievo, a cominciare dal movente del delitto, che allo stato dei fatti non è affatto chiaro, per finire con il mancato ritrovamento del famoso zainetto di Loris. Al termine dell’incidente probatorio, dunque, la situazione potrebbe risultare del tutto ribaltata, a meno di ulteriori novità dell’ultima ora.