Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 23 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 11:37
SANTA CROCE CAMERINA - 13/04/2015
Cronache - Sviluppi eclatanti dalla perizia di parte

Loris ucciso mentre la madre Veronica era via?

La perizia di parte rimetterebbe tutto in gioco, come confermato da un soddisfatto avvocato Villardita Foto Corrierediragusa.it

Il piccolo Andrea Loris non sarebbe stato strangolato verso le 10, come sostenuto dall’accusa, ma tra mezzogiorno e le 12.30, quando la madre accusata dell’orrendo delitto si trovava al corso di cucina al castello di Donnafugata, dove è stata vista da parecchie persone. Si alleggerirebbe di parecchio la posizione di Veronica Panarello (foto), in carcere dal giorno dell’Immacolata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla parentela e occultamento di cadavere. La circostanza clamorosa emerge dalla perizia effettuata dal consulente di parte nominato dal difensore di fiducia della donna 26enne, l’avvocato Francesco Villardita, che intende calare questo asso assieme ad un altro carico: l’assenza di certezze al di là di ogni ragionevole dubbio sulla effettiva arma del delitto. Si è sempre parlato delle fascette di plastica da elettricista a strozzo, ma i segni lasciati sul collo della piccola vittima smentirebbero questa ipotesi.

Se le fascette, come sostenuto dall’accusa, fossero state utilizzate correttamente con il sistema automatico di bloccaggio garantito dalle zigrinature, i segni trovati sulla salma del piccolo di otto anni sarebbero stati seghettati. Invece, stando a quanto emerso dalla perizia di parte, i segni sarebbero continui, senza zigrinature. Ciò significherebbe che le fascette (se di questo si tratta) sarebbero state utilizzate al contrario, dalla parte liscia, che non farebbe scattare il bloccaggio automatico, rendendone pressoché impossibile l’utilizzo, specie per serrare il collo di un bambino, data la lunghezza ridotta delle fascette, anche piuttosto sottili. Dunque la perizia di parte rimetterebbe tutto in gioco, come confermato da un soddisfatto avvocato Villardita. Tutto questo si evincerebbe, tra l’altro, dall’assenza sul corpo di Loris di macchie ipostatiche complete (che diventano tali dopo otto ore) e che sposterebbe l’ora del decesso dalle 10 alle 12, se non oltre.

Intanto è cominciato l´incidente probatorio per trasferire le immagini registrate a Santa Croce Camerina dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati la mattina del 29 novembre, giorno dell’omicidio del piccolo Loris, e anche nei giorni precedenti al delitto. Anche Davide Stival, papà del bimbo ucciso, ha nel frattempo nominato un proprio consulente di parte. Si tratta di Maurizio Scalone, titolare della «Crea», una società di impianti, che prenderà parte alle operazioni assieme a Luca Losio, perito nominato dal gip, al consulente della procura Giovanni Tessitore, al direttore tecnico della polizia di Caserta, e a quello di Veronica Panarello, ovvero Pierdavide Scambi con l’ausiliario Cristian Mendola.

Al termine del riversamento delle immagini, che non dovrebbe durare meno di un paio di settimane, i server saranno riconsegnati al comune di Santa Croce Camerina ed ai privati proprietari delle telecamere. Le immagini oggetto del lavoro degli esperti sono relative ai percorsi effettuati in automobile da Veronica Panarello quella fatidica mattina e dalle quali si evincerebbe un tragitto diverso dal solito, che rafforzerebbe la tesi accusatoria sul fatto che quella mattina il bimbo non fu portato a scuola, come invece sempre sostenuto dalla donna, che si proclama innocente.