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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 7
SANTA CROCE CAMERINA - 03/03/2015
Cronache - Intanto è stato fissato per mercoledì prossimo l’incidente probatorio

Tolta potestà genitoriale a Veronica

I giudici hanno deciso per l’affidamento esclusivo del piccolo di 4 anni al padre dopo aver letto la relazione dei servizi sociali Foto Corrierediragusa.it

Nuova doccia fredda per Veronica Panarello (foto), la presunta assassina del figlio Loris, neanche 48 ore dopo essere tornata in carcere a seguito del ricovero lampo in ospedale a causa di una caduta in cella che le aveva procurato una leggera contusione: il tribunale per i minorenni di Catania ha difatti stabilito di far venir meno la potestà genitoriale per quanto riguarda l’altro figlio della donna di appena 4 anni. I giudici hanno nominato il padre Davide Stival tutore unico del bimbo, di cui si prende cura pure la nonna paterna da quando la madre è stata arrestata nel giorno dell’Immacolata con la terribile accusa di aver strangolato lo scorso 29 novembre il figlio Loris di 8 anni con una fascetta di plastica stringi cavo, gettandone poi il corpo nel canalone nei pressi del mulino vecchio, nelle campagne di Santa Croce Camerina. Il venir meno della potestà genitoriale sull’altro figlioletto di 4 anni costituisce un colpo durissimo per la giovane mamma, che, dopo l’incidente in cella, aveva ripetuto che se non avesse visto il piccolo per riabbracciarlo, ne sarebbe morta. Difficile, anche alla luce della decisione del tribunale per i minorenni, che Davide Stival assecondi la richiesta della moglie, che ha visto due volte in tutto in quasi tre mesi di carcerazione, nell’ambito di incontri tutt’altro che affettuosi.

I giudici hanno deciso per l’affidamento esclusivo del piccolo di 4 anni al padre dopo aver letto la relazione dei servizi sociali e anche alla luce della «Presenza rassicurante della nonna paterna». Veronica Panarello si è sempre detta innocente, lasciando intendere che avrebbe dato la sua stessa vita per i suoi due figlioletti. Ma per l’accusa non ci sono dubbi: è lei l’assassina del piccolo Loris. E per cristallizzare gli indizi in prove, è stato fissato al prossimo 11 marzo l’incidente probatorio che sarà incentrato sulle famose immagini delle telecamere di sicurezza di Santa Croce che non solo quella fatidica mattina, ma anche nei giorni precedenti, ripresero Veronica al volante della sua auto durante i tragitti da casa alle varie destinazioni.

Proprio nel giorno dell’omicidio la donna cambiò l’abituale itinerario e non sarebbe affatto transitata nei pressi della scuola elementare per lasciare Loris, come lei invece ha sempre dichiarato agli inquirenti e ai giudici, tra cui il gip di Ragusa Claudio Maggioni che ha fissato per mercoledì prossimo l’incidente probatorio sull´acquisizione delle registrazioni dei filmati delle telecamere agli atti dell’inchiesta della procura iblea. All’incidente probatorio, oltre ai magistrati, parteciperanno gli avvocati dei due indagati nell’inchiesta, ovvero la mamma di Loris e Orazio Fidone, il pensionato noto come il «cacciatore» che trovò per primo il corpo del piccolo in fondo al canalone durante le ricerche che videro impegnati decine di uomini tra forze dell’ordine e volontari.

Sarà presente anche il legale che tutela la parte lesa nella vicenda, ovvero il padre del piccolo Loris. Anche i giudici del riesame di Catania, rigettando la richiesta di scarcerazione della Panarello, avevano concordato sul fatto che le riprese inchiodano la donna, dimostrando che ha sempre mentito. «L’evidenza delle immagini nitide, che più volte sono state visionate dal collegio – avevano scritto i giudici –conclama il mendacio della Panarello perché lasciano irrisolto il contrasto tra la sua categorica affermazione di «avere accompagnato quel giorno Loris a scuola» e la tesi sostenuta dalla Procura secondo cui «La vettura della donna fa un altro percorso e passa per due volte vicino al luogo dove è poi stati trovato il corpo del bambino».

Intanto entro fine mese si pronuncerà la Cassazione sulla nuova richiesta di scarcerazione della donna già rigettata dal giudice per le indagini preliminari e dal tribunale della libertà.