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SANTA CROCE CAMERINA - 23/02/2015
Cronache - Ancora troppo da chiarire nel delitto Loris a distanza di quasi 3 mesi

Digiuno di Veronica, necessaria la flebo

A tutt’oggi non si sa ancora se esistano o meno ipotetici complici Foto Corrierediragusa.it

E’ certamente emblematico dell’inferno personale che questa donna sta vivendo sulle proprie spalle il ricorso addirittura alla flebo per rimetterla in sesto. Veronica Panarello (foto), la 29enne rinchiusa in carcere da due mesi e mezzo con la terribile accusa di aver strangolato il figlio Loris di otto anni con una fascetta di plastica stringi cavo, non mangiava da quasi una settimana. A stento beveva qualche sorso d’acqua, per non rischiare la disidratazione. I valori comunque alterati dal digiuno volontario hanno consigliato la somministrazione di una flebo e, con l’aiuto ed il conforto delle guardie del carcere di Agrigento, Veronica ha ripreso a mangiare, seppure poco. La circostanza è confermata dal legale di fiducia, secondo cui la sua assistita è ridotta a pelle e ossa. «Ho incontrato Veronica una settimana fa, ha avuto un crollo fisico perché non mangiava. Dopo la necessaria flebo ha ripreso ad alimentarsi da sola, grazie alla vicinanza degli operatori penitenziari».

Stando sempre a quanto dichiarato dall’avvocato nell’ennesima intervista televisiva sulla vicenda, la Panarello sotto il profilo processuale è sempre più determinata ad andare avanti nel ribadire la propria innocenza. «Non teme alcunché – dice il legale – dall’analisi dell´autovettura a quella delle forbici, passando per l’analisi della cintura del bambino trovata in casa dal padre Davide Stival a fine dicembre assieme alle altre cose che il piccolo usava abitualmente». Entro un mese si dovrebbe conoscere la decisione della Cassazione, al quale il penalista ha avanzato ricorso contro le motivazioni del tribunale del riesame di Catania che ha sposato l’impianto accusatorio, confermando la custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Ragusa.

Secondo l´avvocato, il riesame non avrebbe valutato appieno la prova scientifica eseguita dal perito di parte sulla sagoma che entra dal portone d’ingresso dell’abitazione della famiglia Stival e che esclude possa trattarsi con certezza di quella di Loris. Un’altra perizia su cui punta il penalista è relativa all’allineamento delle telecamere di sicurezza che hanno ripreso la Panarello al volante della sua «Polo» nera durante quasi tutto il tragitto di quella fatidica mattina del 29 novembre 2014. Nelle more della decisione della Cassazione, si attende anche la fissazione dell’incidente probatorio per cristallizzare il quadro indiziario in prove.

D’altronde nessuna novità si è registrata nelle indagini, che, stando a quanto trapelato dal riserbo, si dovevano chiudere a fine gennaio con l’acquisizione di ulteriori indizi a carico della Panarello e con il vaglio delle posizione di un paio di sospettati. A tutt’oggi non si sa ancora se esistano o meno ipotetici complici (l’esistenza di almeno uno resterebbe molto probabile) e non si intuisce un movente certo alla base del delitto, se non quello d’impeto ipotizzato dal riesame, secondo cui il bimbo quella mattina rappresentava un ostacolo nei programmi della madre. Il piccolo difatti non voleva andare a scuola per stare con lei.