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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 257
SANTA CROCE CAMERINA - 02/02/2015
Cronache - Rese note le motivazioni del Riesame sul mantenimento della custodia in carcere

Per i giudici: "Veronica Panarello ha agito da lucidissima assassina uccidendo il figlio Loris e presentando una elevatissima capacità criminale"

Il bimbo fu strangolato con una fascetta di plastica da elettricista e abbandonato nel canalone vicino al mulino vecchio Foto Corrierediragusa.it

Veronica Panarello (foto) ha "una capacità elaborativa di una pronta strategia manipolatoria" e una "insospettabile tenuta psicologica" che supportano "il giudizio di elevatissima capacità criminale". Lo scrive Tribunale del riesame di Catania nelle motivazioni contenute in ben 109 pagine sulla conferma dell´arresto della donna 26enne per l´omicidio del figlio Loris di 8 anni, strangolato con una fascetta di plastica da elettricista e abbandonato nel canalone vicino al mulino vecchio, nelle campagne di Santa Croce, lo scorso 29 novembre. Veronica Panarello, "con agghiacciante indifferenza, ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile" con la "volontà di organizzare l´apparente rapimento del figlio Loris". Nelle motivazioni i magistrati etnei scrivono ancora che Veronica Panarello ha agito con la "volontà di organizzare l´apparente rapimento del figlio Loris mantenendo una assoluta glacialità nell´ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale", una "impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone" per "lucidamente occultare le prove del crimine". "E´ evidente - concludono i giudici - il rischio di inquinamento probatorio per la necessità di preservare le indagini dal concreto rischio di contaminazione di cui l´indagata potrebbe rendersi artefice". Per i giudici "Sussiste il rischio di recidivanza" perché ha dimostrato una "odiosissima crudeltà e assenza di pietà" nel delitto con "una totale incapacità di controllo della furia omicidiaria".

"L´evidenza delle immagini nitide, che più volte sono state visionate dal collegio, conclama il mendacio della Panarello". Lo scrive il presidente ´estensore´ della quinta sezione del Tribunale del riesame di Catania, Maria Grazia Vagliasindi, nelle motivazioni con cui il 3 gennaio scorso è stata rigettata la richiesta di scarcerazione della Panarello. Secondo i giudici, "la ricostruzione accusatoria è ulteriormente confermata dal fatto oggettivo che Loris, a scuola, la mattina del 29 non arriva mai e dal dato narrativo, inedito nelle primissime dichiarazioni di giorno 29, relativo all´illogico rientro a casa della donna per sbrigare faccende domestiche nonostante l´appuntamento al castello di Donnafugata fissato per le 09.30". Per il Tribunale, "l´indagata descrive percorsi illogici" e "mente spudoratamente per accreditare una normale quotidianità sconfessata dalle sue artificiose ricostruzioni".

E, si legge nelle motivazioni, "tutte le versioni della Panarello sono dense, così come rettamente dedotto dall´accusa, di incongruenze, menzogne e ricordi postumi". Anche sulle fascette consegnate alla maestre due giorni dopo il delitto, che sarebbero compatibili con quelle utilizzate per strangolare Loris: i giudici scrivono che "l´iniziativa è da ritenersi dolosamente preordinata a liberarsi del macigno accusatorio della disponibilità del reperto"

La donna da parte sua si è sempre proclamata innocente, ma la sua versione dei fatti non ha mai persuaso il marito Davide Stival, che, dopo un unico incontro in carcere nel corso del quale sperava di sentirsi dire parole mai dette sull´omicidio, aveva preso di nuovo le distanze dalla moglie. Si attende adesso la mossa della difesa della Panarello. E´ a questo punto probabile che il suo avvocato decida di ricorrere in Cassazione.