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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 727
SANTA CROCE CAMERINA - 19/01/2015
Cronache - Settimana decisiva per la chiusura del cerchio

Caso Loris: sospettati e scagionati nelle indagini

Intanto è slittato di qualche giorno il previsto incontro in carcere tra Veronica Panarello e la madre
Foto CorrierediRagusa.it

Sarà una settimana decisiva per la chiusura del cerchio nel delitto Loris. Le indagini dovrebbero concludersi a giorni con almeno un colpo di scena del tutto inatteso e sul quale nulla trapela per via del più assoluto riserbo. Si tratterebbe comunque della chiave di volta dell’intera vicenda che ha calamitato l’interesse di tutto il Paese. L’attenzione resta puntata sui soggetti ritenuti i complici di Veronica Panarello nello strangolamento del figlio di otto anni. Il numero di sospettati è sceso da tre a due e tra questi, a differenza di quanto in questi giorni sussurra la vox populi (spesso infondata, come nel caso in oggetto) non figura il genero del «cacciatore» Orazio Fidone, ovvero Fausto Mandarà, 42 anni, dipendente del «Donnafugata resort» e che già in passato aveva precisato di non avere mai avuto nessun tipo di rapporto con la 26enne mamma del bambino assassinato la mattina del 29 novembre e il cui corpo fu gettato nel canalone vicino al mulino vecchio, dove proprio Orazio Fidone, l’ex dipendente Enel in pensione con il vecchio pallino per la caccia, lo trovò per primo nel pomeriggio dello stesso giorno mentre era in corso una imponente ricerca delle forze dell’ordine.

Proprio a Fidone e Mandarà la sorella di Veronica, Antonella Panarello, aveva lanciato pesantissime accuse in diretta tramite le telecamere di «Mattino 5», lasciando presagire senza mezzi termini una relazione extraconiugale con la presunta esecutrice materiale del delitto. Ipotesi rigettata con forza da Veronica, che si è sempre detta innocente. Anche Fausto Mandarà ha ribadito di essere totalmente estraneo ai fatti. Pure lui è stato sentito dalle forze dell’ordine. In passato i due sarebbero stati colleghi nello stesso resort, ma senza che nascesse un rapporto di conoscenza e meno che mai di amicizia. Per il giorno e l’ora del delitto Fausto Mandarà ha un alibi di ferro e infatti, come accennato, non è stato indagato: l’uomo è rimasto al lavoro fino a mezzogiorno e mezzo, mentre Orazio Fidone si trovava con la moglie al mercato del sabato di Vittoria. Fidone resta invece indagato non in maniera diretta nel delitto del bambino, ma solo formalmente per il possesso delle cartucce trovategli in casa dagli investigatori. La famiglia di Fausto Mandarà è molto nota a Santa Croce. Il fratello Salvatore è stato consigliere provinciale del Pdl ed è impegnato nel mondo del volontariato, l’altro fratello Piero è stato assessore provinciale, sempre in quota Pdl. A carico di chi ha alimentato certe voci e anche di chi avrebbe avanzato addirittura minacce (in particolar modo telefoniche), gli interessati hanno annunciato azioni legali per tutelare l’onorabilità della famiglia e sgomberare il campo da qualsiasi dubbio, perchè Fausto Mandarà non ci sta ad essere dipinto come il fantomatico «Mister X», ovvero il complice di Veronica, di cui si è parlato in questi giorni.

Antonella Stival, pro zia paterna di Veronica e ospite venerdì scorso di «Quarto grado», ha ribadito la sua ferma difesa nei confronti della nipote e della sua innocenza. In un post inviato alla nostra redazione la signora Stival precisa: "Sono garantista e credo nella giustizia, ma credo nell´innocenza della mia acquisita nipote fino a prova contraria e nessuno mi vieta di professare la mia opinione, in quanto libera e garantita dalla costituzione italiana".

Nel corso della trasmissione si era pure parlato di una fantomatica macchina rossa dalla quale si vede scendere un tizio che getta qualcosa nel cassonetto dove la stessa Veronica aveva buttato la spazzatura. Il tutto era stato ripreso dalle telecamere di una ditta privata della zona e dalle cui immagini non si distinguevano però né il modello di questa auto rossa, né tantomeno le fattezze fisiche del guidatore, di cui si intuisce solo che indossava del «jeans a zampa d’elefante». Tutti elementi giudicati irrilevanti dagli inquirenti ai fini delle indagini prossime all’epilogo.

Intanto è slittato di una settimana il previsto incontro in carcere tra Veronica Panarello e la madre Carmela Anguzza, che, non disponendo di un mezzo proprio, si recherà ad Agrigento da Comiso in taxi, con una corsa gratuita messa a disposizione dai tassisti di Ragusa.

Nel frattempo Davide Stival sta riflettendo assieme al padre Andrea sulla proposta di lavoro formalizzata dal sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia per farlo entrare a far parte del suo staff nell’ufficio di gabinetto a palazzo Iacono, con lo scopo di consentirgli di stare accanto al figlioletto di quattro anni, rispetto alla professione di camionista che lo tratteneva per giorni lontano da casa. Ma si tratterebbe di un impiego a tempo determinato che durerebbe solo per tutto il mandato di Nicosia, che scadrà tra circa un anno e mezzo.

Nella foto da sx a dx e dall’alto in basso: Veronica Panarello, Antonella Stival, Antonella Panarello, Fausto Mandarà, Andrea Stival, Davide Stival, Carmela Anguzza e Orazio Fidone