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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 78
SANTA CROCE CAMERINA - 14/01/2015
Cronache - Dichiarazioni pesanti che paleserebbero un probabile movente. Cosa c’è di vero?

Le gravi accuse di Antonella Panarello

Ma se Antonella Panarello pare sappia così tante cose, perché non viene sentita in procura come persona informata dei fatti? O, viceversa, se si trattasse solo di accuse infondate, è possibile permettere a questa donna di esternarle in diretta televisiva in danno della reputazione delle persone citate? Foto Corrierediragusa.it

Sono gravissime le accuse che Antonella Panarello, sorella di Veronica (da sx nella foto), la mamma 26enne accusata di aver ucciso il figlio Loris, lancia in diretta tv al «cacciatore» Orazio Fidone e al suo genero, tacciato senza mezzi termini di intrattenere una relazione extraconiugale con la presunta esecutrice materiale del delitto. Un’accusa che, se dovesse essere supportata dai fatti, fornirebbe di colpo anche un possibile movente all’omicidio, «giustificando» in qualche modo la presenza di Fidone sul luogo dove per primo trovò il corpo del bimbo, in fondo al canalone del mulino vecchio. «Tu vuoi solo coprire la tua famiglia e tuo genero» ha difatti urlato Antonella Panarello dinanzi alle telecamere di «Mattino 5» al «cacciatore», che, passando in auto nella zona del ritrovamento di Loris mentre la Panarello stava rilasciando l’ennesima intervista al veleno, l’aveva esortata a «tornarsene a casa ad accudire i figli». Apriti cielo.

La donna si è diretta con fare deciso verso l’auto di Fidone lanciando accuse abbastanza circostanziate e lasciando presagire una relazione tra il genero dell’uomo e Veronica Panarello, suffragando i dubbi del marito di quest’ultima Davide Stival, che, nell’unico incontro in carcere con la moglie, l’aveva sospettata di coprire qualcuno nel delitto del figlio, forse un amante, esortandola a dire tutta la verità. Ipotesi che era stata rigettata con forza da Veronica, mentre il genero di Fidone, molto tempo fa, aveva precisato di non conoscere per niente la madre di Loris, minacciando di querelare la prozia paterna della donna, ovvero Antonella Stival, che aveva pubblicato un post su Facebook con un gioco di parole che richiamava il nome del genero di Fidone. Ma se Antonella Panarello pare sappia così tante cose, perché non viene convocata e sentita in procura come persona informata dei fatti? O, viceversa, se si trattasse solo di accuse infondate, è possibile permettere a questa donna di esternarle in diretta televisiva in danno della reputazione delle persone da lei stessa citate?

Una cosa è certa: se la procura non si sbriga a chiudere le indagini entro fine mese, sgomberando il campo quanto più possibile da dubbi, la drammatica vicenda rischia di assumere i contorni di un soap opera di serie zeta, tra gossip più o meno beceri, illazioni e accuse fin troppo precise lanciate da persone che non si intuisce bene se siano alla ricerca di giustizia o solo di qualche minuto di notorietà nelle arene televisive che, in qualche caso, hanno toccato livelli davvero bassi nella tristissima vicenda in cui ha perso la vita un bambino di appena otto anni.

E allora basta con questa morbosità. Chi sa o sospetta qualcosa parli non davanti alle telecamere, ma dinanzi agli inquirenti, che, dal canto loro, avrebbero dovuto già intervenire in qualche modo per stemperare toni che stanno assumendo connotazioni imbarazzanti. Il cerchio sembra stia per chiudersi su un paio dei tre soggetti sospettati di aver aiutato Veronica a disfarsi del corpo del figlio quella fatidica mattina del 29 novembre e forse anche di averla istigata al delitto. Intanto una vittima innocente, strangolata forse dopo aver visto qualcosa che non doveva vedere, giace in una piccola bara bianca tumulata nel cimitero di Santa Croce Camerina.

I 3 SOSPETTATI E GLI INTERROGATORI DELLE PROSSIME ORE
Svolta nelle indagini sul delitto del piccolo Andrea Loris in vista dell’annunciata chiusura entro fine mese: i sospetti degli inquirenti sul complice di Veronica Panarello si concentrano su tre persone, la cui identità resta top secret e che saranno interrogati nelle prossime ore. Si tratterebbe comunque di tre soggetti tutti di sesso maschile e orbitanti attorno alla cerchia di conoscenti della famiglia Stival. Le tre persone pare siano da tempo nel mirino degli inquirenti che in queste settimane avrebbero raccolto indizi per vagliare le singole posizioni. Uno o addirittura due di loro potrebbero avere a che fare con l’omicidio del bambino di otto anni, secondo la procura strangolato il 29 novembre dalla madre Veronica Panarello con una fascetta di plastica stringi cavo. Per l’accusa una o due tra queste persone sospettate sarebbero entrate in scena in un secondo tempo, per aiutare la donna a disfarsi del corpo del bambino.

Un altro dato che emerge è il possibile spostamento del corpo di Loris dall’auto di Veronica, la famosa «Volkswagen Polo» nera ripresa dalle telecamere di sicurezza, ad un’altra vettura di cui non sono stati resi noti il modello e il colore. Con questo mezzo il complice avrebbe forse portato Loris fino al mulino vecchio, scaricandone il corpo in fondo al canalone mentre la donna si dirigeva a Donnafugata, dove, sempre secondo la procura, avrebbe gettato in uno dei cassonetti lo zainetto giallo e blu di Loris, mai ritrovato.

La donna, secondo la ricostruzione, si sarebbe ricordata dello zainetto del figlio lasciato a casa e sarebbe di corsa tornata a riprenderlo per liberarsene prima di recarsi al corso di cucina al castello di Donnafugata. Veronica ha sempre sostenuto d’essere tornata a casa per prendere un’agendina di cucina che aveva dimenticato e che le sarebbe tornata utile per il corso e che in effetti è stata poi trovata nella sua borsetta. Ma per gli inquirenti la donna prese invece lo zainetto per gettarlo in uno dei cassonetti ricadenti nel comune di Ragusa e mai controllati né sequestrati, come invece accadde con quelli del comune di Santa Croce. E’ quindi probabile che lo zainetto sia finito nella discarica di Cava dei Modicani, dove vengono conferiti i rifiuti di Ragusa.

Tornando ai tre sospettati, tra loro non vi sarebbe il «cacciatore» Orazio Fidone, che resta comunque indagato per il possesso delle cartucce trovate in casa sua. L’uomo, che per primo trovò il corpo di Loris, oltre all’alibi che ha sempre esibito, ovvero quello di trovarsi al mercatino di Vittoria quel fatidico sabato durante il lasso di tempo dell’omicidio, è stato scagionato dagli esiti dei controlli sui suoi telefonini e sul gps del fuoristrada «Suzuki Vitara» bianco, tutt’ora sotto sequestro ma che non avrebbero fornito elementi utili alle indagini. La posizione di Fidone, quindi, sempre ritenuta marginale nella vicenda, si alleggerirebbe ulteriormente.

Intanto però manca ancora il movente del delitto, che le indagini mirano ad individuare anche tramite i tre sospettati, a quanto pare già sentiti sulla vicenda. Veronica Panarello ha negato al marito Davide Stival l’esistenza di un presunto amante che starebbe coprendo, dichiarando di non proteggere nessuno e meno che mai colui che potrebbe essere il vero assassino del loro figlio. «Si potrebbe mai ammazzare un figlio per salvare un matrimonio»? avrebbe detto la donna al marito, che, comunque, non ha creduto per niente a questa versione dei fatti, sempre sostenuta dalla donna, proclamatasi innocente dal giorno dell’arresto.

Già nel 2006, appena quattro mesi dopo la nascita di Loris, la donna ebbe un amante, come rivelato dalla sorella Antonella Panarello. La tresca fu scoperta da Davide e ne nacque un acceso diverbio. Poi l’uomo perdonò il tradimento della moglie. Entro fine mese, oltre alla conclusione delle indagini, sono attese anche le motivazioni del riesame sulla decisione di mantenere Veronica in carcere, motivazioni che saranno contenute in un fascicolo di almeno una trentina di pagine stilate dal presidente del tribunale della libertà Maria Grazia Vagliasindi.