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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1129
SANTA CROCE CAMERINA - 10/01/2015
Cronache - Si tratterebbe di soggetti di sesso maschile vicino alla famiglia Stival

Tre nuovi sospettati nel delitto Loris

Non è escluso il possibile spostamento del corpo di Loris dall’auto di Veronica, la famosa «Volkswagen Polo» nera ripresa dalle telecamere di sicurezza, ad un’altra vettura
Foto CorrierediRagusa.it

Svolta nelle indagini sul delitto del piccolo Andrea Loris (foto) in vista dell’annunciata chiusura entro fine mese: i sospetti degli inquirenti sul complice di Veronica Panarello si concentrano su tre persone, la cui identità resta top secret. Si tratterebbe comunque di tre soggetti tutti di sesso maschile e orbitanti attorno alla cerchia di conoscenti della famiglia Stival. Le tre persone pare siano da tempo nel mirino degli inquirenti che in queste settimane avrebbero raccolto indizi per vagliare le singole posizioni. Uno o addirittura due di loro potrebbero avere a che fare con l’omicidio del bambino di otto anni, secondo la procura strangolato il 29 novembre dalla madre Veronica Panarello con una fascetta di plastica stringi cavo. Per l’accusa una o due tra queste persone sospettate sarebbero entrate in scena in un secondo tempo, per aiutare la donna a disfarsi del corpo del bambino.

Un altro dato che emerge è il possibile spostamento del corpo di Loris dall’auto di Veronica, la famosa «Volkswagen Polo» nera ripresa dalle telecamere di sicurezza, ad un’altra vettura di cui non sono stati resi noti il modello e il colore. Con questo mezzo il complice avrebbe forse portato Loris fino al mulino vecchio, scaricandone il corpo in fondo al canalone mentre la donna si dirigeva a Donnafugata, dove, sempre secondo la procura, avrebbe gettato in uno dei cassonetti lo zainetto giallo e blu di Loris, mai ritrovato.

La donna, secondo la ricostruzione, si sarebbe ricordata dello zainetto del figlio lasciato a casa e sarebbe di corsa tornata a riprenderlo per liberarsene prima di recarsi al corso di cucina al castello di Donnafugata. Veronica ha sempre sostenuto d’essere tornata a casa per prendere un’agendina di cucina che aveva dimenticato e che le sarebbe tornata utile per il corso e che in effetti è stata poi trovata nella sua borsetta. Ma per gli inquirenti la donna prese invece lo zainetto per gettarlo in uno dei cassonetti ricadenti nel comune di Ragusa e mai controllati né sequestrati, come invece accadde con quelli del comune di Santa Croce. E’ quindi probabile che lo zainetto sia finito nella discarica di Cava dei Modicani, dove vengono conferiti i rifiuti di Ragusa.

Tornando ai tre sospettati, tra loro non vi sarebbe il «cacciatore» Orazio Fidone, che resta comunque indagato per il possesso delle cartucce trovate in casa sua. L’uomo, che per primo trovò il corpo di Loris, oltre all’alibi che ha sempre esibito, ovvero quello di trovarsi al mercatino di Vittoria quel fatidico sabato durante il lasso di tempo dell’omicidio, è stato scagionato dagli esiti dei controlli sui suoi telefonini e sul gps del fuoristrada «Suzuki Vitara» bianco, tutt’ora sotto sequestro ma che non avrebbero fornito elementi utili alle indagini. La posizione di Fidone, quindi, sempre ritenuta marginale nella vicenda, si alleggerirebbe ulteriormente.

Intanto però manca ancora il movente del delitto, che le indagini mirano ad individuare anche tramite i tre sospettati, a quanto pare già sentiti sulla vicenda. Veronica Panarello ha negato al marito Davide Stival l’esistenza di un presunto amante che starebbe coprendo, dichiarando di non proteggere nessuno e meno che mai colui che potrebbe essere il vero assassino del loro figlio. «Si potrebbe mai ammazzare un figlio per salvare un matrimonio»? avrebbe detto la donna al marito, che, comunque, non ha creduto per niente a questa versione dei fatti, sempre sostenuta dalla donna, proclamatasi innocente dal giorno dell’arresto.

Già nel 2006, appena quattro mesi dopo la nascita di Loris, la donna ebbe un amante, come rivelato dalla sorella Antonella Panarello. La tresca fu scoperta da Davide e ne nacque un acceso diverbio. Poi l’uomo perdonò il tradimento della moglie. Entro fine mese, oltre alla conclusione delle indagini, sono attese anche le motivazioni del riesame sulla decisione di mantenere Veronica in carcere, motivazioni che saranno contenute in un fascicolo di almeno una trentina di pagine stilate dal presidente del tribunale della libertà Maria Grazia Vagliasindi.