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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 947
SANTA CROCE CAMERINA - 09/01/2015
Cronache - Intanto l’attenzione degli inquirenti si concentra sul "cacciatore" Fidone

Loris: a fine mese conclusione indagini. Motivazioni del riesame in 30 pagine

E la mamma presunta assassina si è fatta benedire in carcere dall’arcivescovo di Agrigento Foto Corrierediragusa.it

Si chiudono entro fine mese le indagini sul delitto Loris, il bimbo di 8 anni strangolato il 29 novembre con una fascetta di plastica stringi cavo e gettato in fondo a un canalone vicino al mulino vecchio in campagna a Santa Croce. Delle accuse di omicidio volontario aggravato dalla parentela e dalla crudeltà e occultamento di cadavere deve rispondere la madre Veronica Panarello, che si è sempre proclamata innocente. Il quadro indiziario della procura è stato sufficiente per il mantenimento della custodia cautelare in carcere della donna, ma non reggerebbe in un processo, come ha più volte ribadito il difensore di fiducia della donna Francesco Villardita. Di ciò è consapevole la stessa procura, che, nell’ambito dell’ultimo vertice con gli investigatori, ha delineato i punti cardine su cui si baserà quest’ultima fase delle indagini, che verte pure sul «cacciatore» Orazione Fidone, il pensionato che ha trovato per primo il corpo del bambino e sul quale gli inquirenti nutrono ancora qualche dubbio su non meglio precisate e presunte responsabilità nel complicato puzzle che presenta ancora troppi tasselli mancanti.

L’uomo resta indagato formalmente per il possesso delle cartucce trovategli in casa dagli investigatori, ma in realtà le indagini su di lui riguardano il delitto del bambino, anche se dagli inquirenti non trapela nient’altro. Di certo non è lui «Ignoto 1», dal momento che le tracce di dna dello stesso Fidone trovate sul corpo di Loris sono state «trasferite» dal cappotto con cui l’uomo coprì il corpicino dopo averlo trovato. Il «cacciatore» ha sempre esibito un alibi di ferro per quella fatidica mattina in cui Loris veniva ucciso, trovandosi a circa una ventina di chilometri di distanza da Santa Croce, per l’esattezza al mercatino del sabato di Vittoria. L’uomo, al quale furono sequestrati cartucce, il suo fuoristrada «Suzuki Vitara» bianco e la sua casa di villeggiatura nello Sciclitano, ancora oggi ostenta sicurezza e serenità e anzi, in riferimento alla decisione del riesame di lasciare in carcere Veronica, ha dichiarato che si sarebbe stupito del contrario.

E a proposito del tribunale della libertà di Catania, le motivazioni saranno depositate tra un paio di settimane, forse poco prima della conclusione delle indagini della procura iblea. Pare che la lunga e articolata relazione del presidente Maria Grazia Vagliasindi sarà contenuta in un fascicolo di non meno di una trentina di pagine. Nel frattempo Antonella Panarello continua a rilasciare dichiarazioni al veleno sulla sorella Veronica, assicurando che non andrà mai a trovarla in carcere e rivelando in diretta tv a «Chi l’ha visto» un presunto tradimento della donna risalente al 2006, quattro mesi dopo la nascita di Loris, allora causa di un duro alterco con il marito Davide Stival.

In effetti l’uomo, nell’incontro avvenuto per l’Epifania con la moglie, l’avrebbe senza mezzi termini accusata di mentire per coprire qualcuno, ovvero il presunto complice del delitto, che, evidentemente, Davide Stival sospetterebbe essere un possibile amante. Una circostanza che avrebbe profondamente ferito Veronica, che ieri, si è fatta benedire in carcere dall’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, designato cardinale domenica scorsa dal papa. «Padre mi benedica», avrebbe detto Veronica all’arcivescovo, trovando un po’ di conforto. Era stato lo stesso monsignore a chiedere di potere vedere la donna, dopo avere celebrato messa in prigione, per «Per portarle il saluto e la parola di Dio, come fatto con gli altri detenuti». L’incontro nel braccio della sezione femminile della casa circondariale di contrada Petrusa tra Veronica e l’arcivescovo è durato poco meno di due minuti.

Nella foto in alto Veronica Panarello e il marito Davide Stival dopo la scoperta del corpo del figlio Loris