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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 733
SANTA CROCE CAMERINA - 03/01/2015
Cronache - Il legale di fiducia conferma: "La mia assistita è innocente. Andremo avanti"

"Non me l´aspettavo proprio": così l´avvocato Villardita sulla sentenza dei giudici del riesame di lasciare in cella Veronica

Anche sulla pagina Facebook della comunità «Veronica è innocente», creata da chi sostiene l’innocenza della donna e che nel frattempo ha toccato i 2 mila «Mi piace», si susseguono in queste ore i commenti Foto Corrierediragusa.it

«Francamente non me lo aspettavo ma 25 anni di carriera mi hanno insegnato ad accettare qualunque sentenza». Questo il commento a caldo dell’avvocato Francesco Villardita (foto), legale di fiducia di Veronica Panarello, dopo aver appreso della decisione del riesame di lasciare in carcere la su assistita, rigettando il ricorso per la scarcerazione. «D’altronde – prosegue il penalista – ci troviamo ancora nella fase cautelare di un quadro meramente indiziario e quindi ancora ben lontana dai tre gradi di giudizio, dal momento che mancano i gravi indizi di colpevolezza, il movente e l’arma del delitto. Prima di valutare l’opportunità di ricorrere in Cassazione – conclude l’avvocato – voglio leggere attentamente le motivazioni dei giudici del tribunale della libertà».

Il marito di Veronica Panarello, Davide Stival, che non ha mai avuto contatti con la moglie dopo l’arresto, parla attraverso il suo avvocato di fiducia Daniele Scrofani: «Allo stato dei fatti – dice il legale – la decisione del riesame è per il mio assistito la conferma dell’ipotesi più dolorosa, ovvero la presunta colpevolezza della consorte». Davide Stival ha atteso la notizia in casa della madre, dove alloggia dall’arresto di Veronica per stare accanto al figlioletto di 4 anni. Sono stati gli stessi inquirenti ad informare il 30enne camionista della decisione del riesame tramite una telefonata.

«Non ho parole, non ho forze, mi viene solo da piangere – dice invece Francesco Panarello, padre acquisito di Veronica – avevo sperato nella scarcerazione perché mia figlia dovrà adesso continuare a resistere in un regime carcerario durissimo, come per quello del 41 bis». Dalla procura di Ragusa fanno invece sapere che «Le sentenze non si commentano e che le indagini sulla vicenda proseguono». E’ proprio quanto auspicato da Antonella Stival, prozia paterna di Veronica: «Siamo certi che la difesa riuscirà alla fine a dimostrare l’innocenza di mia nipote. Non è stata lei ad uccidere il piccolo Loris e il vero colpevole va cercato altrove perché è ancora a piede libero. Io pretendo certezze, non ipotesi – prosegue Antonella Stival – e tutte le chiacchiere che si stanno facendo mi disgustano. Io non ho mai detto di sapere chi sia stato a compiere questo atroce delitto, ho solo affermato, e continuerò a farlo, che fino a quando non ci sarà una prova concreta e schiacciante a carico di Veronica, sono e sarò convinta della sua innocenza».

Anche sulla pagina Facebook della comunità «Veronica è innocente», creata da chi sostiene l’innocenza della donna e che nel frattempo ha toccato i 2 mila «Mi piace», si susseguono in queste ore i commenti sulla decisione del riesame: «Veronica resta in carcere – si legge testualmente in un post – questa è la giustizia italiana. Oggi qualcuno riderà... La stessa persona che piangerà domani. Abbiamo perso una battaglia ma vinceremo la guerra. Veronica Panarello è innocente, noi lotteremo con te, sempre uniti. Sempre».