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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 321
SANTA CROCE CAMERINA - 21/12/2014
Cronache - Lo sfogo di una mamma che si dice innocente

Veronica: "Mio figlio Loris lo hanno ucciso 2 volte: quando gli ha tolto la vita un assassino e quando mi hanno impedito di partecipare ai suoi funerali"

La donna è stata trasferita dalla sezione femminile della casa circondariale di piazza Lanza a Catania a quella di Agrigento Foto Corrierediragusa.it

"Mio figlio lo hanno ucciso due volte: la prima quando gli ha tolto la vita un ignoto assassino, la seconda quanto mi hanno impedito di poterlo salutare per l’ultima volta». Anche la persona più cinica non può restare indifferente a queste parole che Veronica Panarello, la mamma 26enne accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni, ha rivolto al suo avvocato di fiducia il giorno dopo i funerali del bambino a Santa Croce Camerina. Pure la corona di fiori che aveva fatto recapitare in chiesa è stata lasciata fuori, non passando ovviamente inosservata. Un ulteriore, inequivocabile segnale, semmai ce ne fosse stato bisogno, di frattura forse insanabile tra la giovane accusata di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, e il resto della famiglia Stival, con in testa il marito Davide, che non ha risposto all’accorata lettera in cui la donna lo pregava di non abbandonarla e di credere nella sua innocenza. In riferimento al cuscino di fiori a forma di cuore lasciato fuori dalla chiesa Davide Stival ha fatto sapere, tramite il suo legale di fiducia, di non essersene accorto, altrimenti sarebbe stata fatta entrare. Il marito non sente la moglie dal giorno dell’arresto, non essendosi neanche recato in carcere a trovarla.

A questo proposito, Veronica Panarello è stata trasferita dalla sezione femminile della casa circondariale di piazza Lanza a Catania a quella di Agrigento, come riferito dal suo legale Francesco Villardita, che ha confermato pure il ricorso al tribunale della libertà avverso la decisione del gip di lasciare la donna in cella. «Resto ancora basito – dice l’avvocato – da ciò che ho letto nel dispositivo del magistrato, secondo cui il movente non ha importanza nell’ambito del quadro probatorio indiziario che si arricchisce di nuovi elementi nell’ambito delle indagini in corso. Proprio perché si tratta di un quadro indiziario – prosegue il penalista – ritengo che l’assenza del movente sia invece determinante per la tesi a discolpa della mia assistita.

Il movente passerebbe viceversa in secondo piano, come sostiene il gip, se ci si trovasse di fronte alla prova regina, alla cosiddetta «pistola fumante» che non lascerebbe dubbio sulle modalità dell’omicidio. Cosa che, in questo frangente, manca al pari del movente, così come non sono stati trovati le fascette utilizzate per strangolare ed immobilizzare il bambino e il suo zainetto. Intanto – conclude l’avvocato – una madre è stata rinchiusa in carcere e già bollata come «colpevole» dall’opinione pubblica e, cosa ancora più grave, dalla sua stessa famiglia». Veronica Panarello ha difatti ricevuto la visita solo della madre Giovanna Anguzza e del padre acquisito Francesco Panarello.