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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 790
SANTA CROCE CAMERINA - 18/12/2014
Cronache - Intanto il padre Francesco Panarello difende la figlia 26enne

In 2 mila in piazza ai funerali di Loris. La bara portata dal padre, corona di mamma

Un corteo silenzioso formato dagli alunni e dagli insegnanti della scuola Falcone - Borsellino di Santa Coce Camerina partirà da Piazza degli Studi per arrivare nella Chiesa di San Giovanni Battista Foto Corrierediragusa.it

Il feretro bianco del piccolo Loris, il bimbo di otto anni ucciso il 29 novembre scorso, è giunto in Piazza Vittorio Emanuele, a Santa Croce Camerina, e ha fatto il suo ingresso nella chiesa di San Giovanni Battista, dove si sono svolti i funerali celebrati dal vescovo di Ragusa Paolo Urso. La bara è stata portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide. La bara è stata fatta entrare in chiesa da un ingresso laterale. La piazza, piena di oltre 2 mila persone, è stata transennata e presidiata dalle forze dell´ordine. Molte le corone di fiori davanti alla chiesa San Giovanni Battista, tra cui anche una corona a forma di cuore con fiori che compongono la scritta "Loris", accompagnata da un nastro bianco con la scritta "La mamma Veronica".

"Un bambino non può morire perché un altro essere umano si è arrogato il diritto inesistente di togliergli la vita. Come si può uccidere un bambino? Solo un folle, un pericoloso folle, può compiere un tale gesto. Un folle che deve essere fermato". Lo ha affermato il vescovo di Ragusa, Paolo Urso, nell´omelia del funerale di Loris. La città si è stretta al dolore della famiglia Stival. Dentro il caffè Mokambo, proprio di fronte alla piazza, ci sono palloncini azzurri e bianchi che i proprietari hanno fatto volare alla fine della cerimonia.

L´AMAREZZA DI VERONICA
"Caro Davide, sono amareggiata profondamente dal comportamento che hai avuto nei miei confronti. Come puoi credere che io abbia potuto uccidere nostro figlio?". Lo afferma Veronica Panarello, la 26enne detenuta per l´uccisione di Loris di 8 anni, in una lettera scritta dal carcere al marito, Davide Stival, ieri, nel giorno del compleanno del loro figlio più piccolo. "Tu sai che mamma sono stata io e quale affetto abbia avuto per i nostri bambini - prosegue la lettera, cui stralci sono stati resi noti da Newsmedisat - è un´atroce sofferenza la morte di Loris, così come atroce sofferenza è la mia carcerazione. Mi sento sola e abbandonata da tutti. Oggi è il compleanno del nostro figlio più piccolo ed anche a lui va il mio pensiero. Sono innocente, assolutamente innocente - conclude Veronica Panarello - ti prego di credermi. Io so che tu nel tuo cuore mi consideri innocente".

IL PADRE DI VERONICA: "MIA FIGLIA E´ INNOCENTE"
"Per nessun motivo. Finché tutto non sarà finito. Credo nell´innocenza di mia figlia. Non può averlo fatto. È ancora una bambina. Anche in carcere rimane la mia principessa, perché non ha fatto niente". Francesco Panarello ribadisce l´innocenza della figlia Veronica - in carcere con l´accusa di aver ucciso il figlio Andrea Loris Stival - nell´intervista rilasciata a "Quarto Grado"."Veronica è sempre stata una ragazza vivace, tranquilla, amante della famiglia e dei suoi piccoli. Con Lorys era un amore di mamma. Non c´è mai stato nessun problema: stavamo sempre insieme cucinavano insieme. Lui diceva: ´Mamma facciamo questo mamma facciamo quello´", racconta l´uomo. Francesco Panarello prosegue raccontando le ore trascorse tra la scomparsa e il ritrovamento di Loris: "Mia figlia mi aveva avvisato che il piccolo era sparito e mi aveva detto: ´Mi hanno rubato Loris´. L´ho vista appena sono arrivato a Santa Croce. Era disperata e le ho detto: ´Fatti coraggio, lo troviamo´.

Alla sera eravamo dai carabinieri, in caserma, e ci hanno avvisato che l´avevano trovato. È crollata lì povera, povera mamma. Ha fatto un urlo straziante, disumano". "Nei giorni prima dell´arresto - aggiunge - era sempre straziata dal dolore: non mangiava, non beveva, era diventata una larva umana. Voleva andarsene con LorIs. Quando andrò a trovarla in carcere le porterò quello che mi ha chiesto: prosciutto e provola. Vuole tenersi su per difendersi e combattere fino alla fine, perché è innocente".