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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 783
SANTA CROCE CAMERINA - 15/12/2014
Cronache - La madre Veronica si dice sollevata dopo l’esclusione definitiva dell’ipotesi abusi

Loris chiede di poter riposare in pace

Intanto, nel prosieguo del balletto di conferme, smentite e riconferme, proprio gli investigatori tornano a percorrere la pista del presunto complice Foto Corrierediragusa.it

«Mi sento sollevata dalla certezza che il mio bambino non abbia subito abusi. Consideravo l’eventualità orribile e allo stesso tempo incredibile, ma non avevo dubbi sul fatto che l’ipotesi fosse infondata, anche se sulle prime ero stata influenzata dal clamore mediatico». Sono lucide le parole di Veronica Panarello, che, a differenza di quanto ci si potrebbe attendere, sta vivendo con contegno e coraggio la permanenza nella cella d’isolamento della sezione femminile del carcere di piazza Lanza a Catania, provando anzi sollievo dalla conferma che nessuno abbia mai abusato di Andrea Loris, il figlioletto di 8 anni che gli inquirenti l’accusano di aver ucciso strangolandolo con una fascetta di plastica stringi cavo, e averne successivamente nascosto il corpo nel canalone vicino al mulino vecchio. La Panarello, che si proclama innocente, esclude di nutrire sospetti verso qualcuno, e auspica che le indagini possano aprire nuove piste «Che portino al vero colpevole», dice la donna.

DI NUOVO SI TORNA A PARLARE DI UN COMPLICE STAVOLTA DA PARTE DEGLI INQUIRENTI
Intanto, nel prosieguo del balletto di conferme, smentite e riconferme, proprio gli investigatori tornano a percorrere la pista del presunto complice, dopo aver appena una settimana fa smentito la circostanza, perché la mamma di 25 anni «Ha fatto tutto da sola», come si legge nelle carte. Ora invece si torna ad ipotizzare che qualcun altro possa aver rivestito un ruolo nel delitto, come noi per primi avevamo scritto su queste colonne. Si torna a pensare che qualcuno abbia aiutato la donna a compiere il delitto, come avevamo anticipato, e a nascondere il corpo. Qualcuno che la giovane mamma coprirebbe, nell´ottica della nuova "visione" della procura. Su cosa si basi quest´ultimo dietrofront degli inquirenti non è dato sapere, visto che, almeno ufficialmente, nessun dato oggettivo è finora emerso dai risultati degli esami in corso da parte del Ris di Messina sui numerosi reperti acquisiti dalle case, dalle auto e dai vestiti delle persone coinvolte nella vicenda. Un caso che, ancora oggi, presenta numerosi punti interrogativi, a cominciare dalla mancanza di un movente che avrebbe spinto una madre ad alzare la mano sul suo stesso figlio.

SI ATTENDONO SOLO I FUNERALI
Intanto è certo che in settimana si potranno celebrare i funerali del bambino, dopo oltre 15 giorni che si sono resi necessari per completare l’autopsia, praticamente un caso più unico che raro dal quale ci si attende adesso risposte esaustive e univoche, dopo tante false piste, a cominciare dallo strangolamento a mani nude (solo dopo qualche giorno è stato accertato l’uso delle famose fascette) o dai presunti abusi subiti in passato da Loris e ora del tutto esclusi. Sarebbe bastato, da parte di qualcuno, parlare meno e soprattutto solo su dati certi e assodati, invece di aver dato luogo ad un vortice di ipotesi e supposizioni, spesso fuorvianti, che hanno creato solo ulteriore confusione.

Ad ogni modo si sono conclusi gli esami autoptici con la restituzione del corpicino alla famiglia. Pare che la salma sarà trasferita dall’obitorio dell’ospedale «Paternò Arezzo» di Ragusa Ibla direttamente nella chiesa di San Giovanni Battista a Santa Croce, dove saranno celebrate le esequie, quasi certamente in forma privata, alle quali non prenderà parte Veronica. La sua prossima battaglia si «combatterà» invece in tribunale a Catania, dove i giudici del riesame saranno chiamati a decidere sul ricorso presentato dall’avvocato difensore Francesco Villardita avverso la decisione del gip di mantenere la custodia cautelare in carcere.