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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 821
SANTA CROCE CAMERINA - 09/12/2014
Cronache - Un paese sotto shock per il peggiore degli incubi

La ricostruzione di 11 giorni di inferno sul delitto Loris: sconcerto a Santa Croce e sul web per il fermo della mamma

Ma le indagini pare non si fermino qui Foto Corrierediragusa.it

Sono passati 11 giorni da quel maledetto sabato 29 novembre, quando comincia l’incubo che ha avvolto Santa Croce in una spirale di dolore e angoscia sfociata nel fermo della madre della vittima per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Tutto inizia alle 13 quando viene lanciato ufficialmente dalle forze dell’ordine l’appello per le ricerche dello scomparso Loris, che la madre sapeva a scuola ma dove invece non vi è mai arrivato. Alle 16.50 le ricerche terminano con la macabra scoperta del corpo senza vita in fondo al canalone vicino al mulino vecchio da parte del «cacciatore» Orazio Fidone. In serata viene per la prima volta ascoltata in questura la madre distrutta dal dolore.

All’alba di domenica 30 arriva da Roma, dove si trovava per lavoro, il marito di Veronica, l’autotrasportatore 30enne Davide Stival, che viene a sua volta sentito in questura. I primi accertamenti dall’autopsia sul corpo di Loris riveleranno la morte per asfissia da strangolamento.

Tra la sera di lunedì primo dicembre e la mattina di martedì viene ascoltato per la prima volta il «cacciatore» Orazio Fidone, al quale saranno sequestrati la jeep «Suzuki Vitara» bianca lasciata sul ciglio della strada con lo sportello lato guida aperto durante il ritrovamento del corpo di Loris, e i vestiti che l’uomo indossava quel giorno. L’uomo sarà iscritto nel registro degli indagati per detenzione illegale di materiale esplosivo risalente alla seconda guerra mondiale detenuto in casa a Santa Croce. La casa sarà passata al setaccio dalla scientifica.

Sempre martedì 2 dicembre vengono trovati gli slip blu con il disegnino del cucciolo di lupo vicino alla scuola di Loris. Qualcuno li ha lasciati lì forse per tentare un depistaggio. La madre, convocata per una nuova audizione, non li riconoscerà come appartenuti al suo bambino.

Mercoledì 3 dicembre saltano fuori le prime immagini delle telecamere di sicurezza che evidenziano le incongruenze delle deposizioni di Veronica. Il «cacciatore» rende noto il suo alibi per quel sabato mattina: era al mercatino del sabato di Vittoria con la moglie insegnante. La procura fa sapere che una persona «nota» viene iscritta nel registro degli indagati dell’inchiesta per omicidio volontario e sequestro di persona. In serata gli uomini dello Sco e della scientifica si recheranno in casa Stival per analizzare ogni centimetro quadrato dell’abitazione, anche con l’utilizzo del luminol, portandosi via quaderni, diari, telefonino, computer e tablet in uso a Loris. Anche la «Volkswagen Polo» nera della madre viene sottoposta a sequestro.

Nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre viene perquisita la residenza estiva di Passo Scicli, nei pressi di Donnalucata, di proprietà di Orazio Fidone.

Giovedì 3 dicembre, di mattina, nuovi accertamenti sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris. Nuovi accertamenti fanno emergere l’agghiacciante novità dello strangolamento del bambino non a mani nude, com’era stato ipotizzato in origine, ma con l’utilizzo di una fascetta di plastica a strozzo di quelle adoperate dagli elettricisti. Un’altra fascetta analoga è stata usata per legare i polsi di Loris, come evidenziato dai segni. Entrambe le fascette, tagliate via con una forbice, non saranno mai trovate. Nel pomeriggio il giro in auto degli inquirenti con Veronica per ricostruire minuto dopo minuto il tragitto di quel sabato mattina, prima che la mamma si recasse al castello di Donnafugata per partecipare al corso di cucina.

Venerdì 5 dicembre nuovo sopralluogo e acquisizione del gps dell’auto di Veronica, che si dimostrerà inutile ai fini delle indagini.

Sabato 6 dicembre saltano fuori le altre immagini delle telecamere di sicurezza della stazione di servizio e di una ditta privata che collocano quella maledetta mattina di una settimana prima la «Polo» di Veronica a circa un chilometro dal punto esatto in cui il figlio giaceva senza vita.

Gli elicotteri sorvolano la zona alla ricerca vana dello zainetto di Loris anche domenica. Infine Lunedì 8 dicembre, giorno dell´Immacolata, gli ultimi eventi che portano in procura Veronica Panarello dalla quale esce al termine di 6 ore di interrogatorio sottoposta a provvedimento di fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

LE REAZIONI A SCUOLA DOPO IL FERMO DI VERONICA
"Siamo tutti umanamente sconvolti, non si può non soffrire per una vicenda del genere", ha affermato la dirigente scolastica della Falcone-Borsellino, Giovanna Campo, sul fermo della madre di Loris. "Come faremo a spiegare ai ragazzi oggi in classe - ha aggiunto la docente - che una madre può uccidere un figlio? Siamo senza parole. Per questo ci siamo rivolti a degli esperti: oggi quattro psicologi dell´azienda sanitaria provinciale incontreranno i docenti e i ragazzi perché anche noi abbiamo bisogno di capire come parlare con gli alunni".

"La famiglia che protegge i bambini, adesso non diventi per tutti l´orco", afferma una mamma davanti alla scuola Falcone-Borsellino. "Non so come fare a spiegare a mio figlio - dice un´altra donna - che non deve parlare con gli sconosciuti, ma che poi qualcosa di terribile può invece accadere in famiglia". Un´altra mamma sposa la stessa tesi: "E´ difficile dire al proprio figlio che la famiglia è il luogo più protetto quando accadono queste cose". Di fronte allo "sgomento umano del dramma", però, alcune mamme appaiono sollevate: "L´orco non c´è, e noi, è inutile nasconderlo, siamo più tranquille".

SCONCERTO IN PAESE E SUL WEB
"E´ davvero incredibile come può una madre uccidere così un figlio. Se fosse stata veramente lei è da sottoporre a perizia psichiatrica immediatamente". A dare voce allo sconcerto di Santa Croce Camerina dopo il fermo della mamma di Loris accusata dell´omicidio, è Laura, la madre di un bambino che era compagno di Loris nella scuola elementare "Falcone e Borsellino". Come in altri casi di cronaca nera, anche l´omicidio del piccolo Loris suscita sul web ondate di odio nei confronti del presunto colpevole, condannato on line sull´onda dell´emotività. La madre, Veronica Panarello, fermata con l´accusa di omicidio e di occultamento di cadavere e la cui posizione deve passare ancora al vaglio del gip, è stata letteralmente coperta di insulti sul web, in un linciaggio telematico che corre sui social network: si va dal "come si fa ad uccidere sangue del tuo sangue" al "devi morire", al forcaiolo "ci vuole la pena di morte".

Nella foto in alto Veronica Panarello e il figlio Andrea Loris