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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 739
SANTA CROCE CAMERINA - 10/12/2014
Cronache - Intanto la madre di Veronica dice: "Mia figlia copre qualcuno"

"Se è stata mia moglie deve pagare": Davide Stival sul delitto del figlio Loris. La vigilessa: "Veronica era vicino a scuola"

Sarà il gip a decidere se credere o meno alla mamma disperata che si dice innocente Foto Corrierediragusa.it

"Chi è stato deve pagare. Mia moglie dice di aver portato Loris a scuola ma ci sono troppe coincidenze contro di lei". Lo dice a "Quarto Grado" Davide Stival, il padre di Loris (foto). "Chi è stato è stato. Anche se è stata mia moglie, deve pagare", ribadisce l´uomo. "Non si può fare questo a un bambino". Davide Stival aggiunge che "Veronica si è sempre comportata da mamma e da papà quando io non ci sono stato per lavoro... Però non l´avrei mai immaginato. Stiamo insieme da dieci anni, e fino all´ultimo non ho visto comportamenti strani. Se è vero che ha tentato di togliersi la vita, l´ho scoperto adesso. Potrei pure dire che è stata lei - prosegue - però non saprei... perché dei fotogrammi sono soltanto fotogrammi... ma ci sono tante coincidenze contro di lei. Per quello che ho visto e per le tante coincidenze che lei non dice, sembra sia stata lei... A quanto mi hanno fatto vedere gli inquirenti, lei non è andata a scuola. Ho chiesto a mia moglie se fosse andata, ma lei mi dà sempre la stessa versione, con sicurezza dice: ´L´ho accompagnato´".

"Chi è stato è stato, deve pagare", ribadisce Davide Stival. "Dai filmati si riescono a vedere le sagome, le riconosco, ma nel ritorno non saprei dire. Si vede che ritorna una persona, ma non si riconosce neanche se ha lo zaino. Si riconosce questa sagoma che ritorna dopo un minuto, ma non saprei... Nel frame in cui sembra che ci sia Loris che torna verso casa, non sono sicuro che sia Loris. È una sagoma. Riconosco l´auto e mia moglie. Non so se Veronica nega l´evidenza, perché io sono stato interrogato a parte, non insieme a lei".

Riguardo alla mattina del 29 novembre, quando il bambino è stato ucciso, l´uomo afferma: "Veronica mi ha detto che quella mattina Loris non voleva vestirsi perché per lui era sempre un po´ difficile andare a scuola, ma poi si è vestito. Io l´ho sentita ed era tranquilla. Poi quando non si trovava più Loris, nel primo pomeriggio, me l´ha detto per tornare e cercare insieme Loris. Da internet, in seguito, ho scoperto del ritrovamento". E spiega: "Di solito Loris non aveva le chiavi di casa".

"Mi fido di mia moglie e non ho mai avuto sospetti sulla sua fedeltà. Non credo alle voci che corrono in giro. Sulle cose serie di cui si dovrebbe parlare, come quello che è successo quella mattina, nessuno apre bocca", continua Stival.

Rispetto alle presunte violenze pregresse subite dal bambino, il padre è fermo: "non è possibile che ci siano state violenze. Loris era un bambino tranquillo, tranquillissimo. Non ha mai dato segnali. Ci sentivamo tramite messaggi vocali e scritti. Era contento. Il ricordo più bello che ho di lui è che ultimamente andava matto per il ´taekwondo´. Gli piaceva ed era bravissimo. Quando ero a casa - conclude Davide Stival - andavo sempre io con lui".

LA VIGILESSA RITRATTA: "VERONICA ERA VICINO A SCUOLA CON LA SUA AUTO"
E mentre Veronica Panarello si è rinchiusa in un muro di silenzio, in quella cella d´isolamento dov´è guardata a vista nel carcere di Catania, in attesa dell´interrogatorio del gip, ritratta la vigilessa Giuseppa Schembari, cui la stessa mamma aveva fatto riferimento quando disse di aver accompagnato il figlio a scuola quel sabato e d´essere stata vista. La vigilessa, che non aveva confermato la versione di Veronica, adesso ci ripensa e dice che in effetti aveva visto quella "Polo" nera con la donna alla guida. "Rammento di aver notato la "Polo" di Veronica Panarello nei pressi della scuola di Loris il giorno della scomparsa del piccolo". È quanto ha messo a verbale la vigilessa, che ora, risentita dagli investigatori, ha ritrattato sostenendo che "la donna al volante della "Polo" era la madre di Loris" ma "non posso dichiarare con assoluta certezza che la circostanza fosse legata a quella mattina". Insomma almeno una testimonianza a favore di Veronica, che ha trascorso in silenzio la prima notte nel carcere di Catania. Un silenzio interrotto soltanto dal ripetere, a chiunque l´avvicinasse, la frase: "io sono innocente, io non c´entro...". Ribadendo a tute le persone che incontra di non avere ucciso suo figlio Loris.

MA IL MOVENTE E LO ZAINO? PERCHE´ NESSUN CENNO?
Veronica si dice quindi innocente, non è stata lei ad uccidere il suo bimbo. Sarà il gip a decidere se crederle o meno, ma nel frattempo restano i parecchi dubbi e i tasselli che mancano, a cominciare dal movente e dallo zaino mai trovato.

LA MADRE DI VERONICA: "MIA FIGLIA COPRE QUALCUNO"
Invece di scavare nel passato sicuramente problematico di Veronica, si dovrebbe cercare altrove, visto che anche la madre Carmela Aguzza dice che "Mia figlia non aver agito da sola, di sicuro copre qualcuno. E´ sempre stata una ragazzina irrequieta, viziata e bramosa di attenzioni, ma da qui a diventare un´assassina - conclude la donna - ce ne corre, e di questo sono certa, anche se non ci sentivamo da tempo prima che, in preda ad una comprensibile angoscia, mi accusasse di aver preso il suo bambino".

ECCO COME E´ STATA "INCASTRATA" VERONICA
Il bambino mai salito in auto, la scuola mai raggiunta, oltre mezz´ora passata in casa da sola con il figlio, sei minuti vicino al luogo del ritrovamento del cadavere senza una spiegazione plausibile: sono tante le contraddizioni e i buchi che pesano su Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris Stival, che la donna non ha ancora spiegato. Così come dovrà chiarire meglio lo strano episodio delle fascette elettriche consegnate alle
maestre che sono andate a trovarla per farle le condoglianze. "Loris mi aveva detto che servivano per i lavoretti di scienze», ha detto la donna alle maestre, ma queste hanno smentito.

LORIS NON SALE IN AUTO E TORNA A CASA
Attorno alle 8.15 di sabato 29 novembre, ha messo a verbale la madre, «siamo usciti dalla mia abitazione...io, Loris ed il fratello siamo saliti sulla mia autovettura, una Volkswagen di colore nero, quindi percorrendo la via Roma siamo usciti dal centro abitato» per andare a buttare la spazzatura nei cassonetti poco distanti. La telecamera dell’emporio Vanity and House, piazzata davanti alla casa, riprende però un’altra scena, alle 8.32. Veronica, Loris e il figlio più piccolo escono di casa e si dirigono verso l’auto, ma meno di un minuto dopo, hanno scritto gli investigatori, «si notava ricomparire sulla visuale della telecamera...e addursi molto velocemente nel ballatoio che conduce al portone d’ingresso» dell’abitazione degli Stival, «la figura riconducibile al bambino di maggiore età...Tale figura permaneva circa un secondo dinanzi al portone e spariva introducendosi all’interno dello stabile». E’ l’ultima immagine di Loris in
vita, con il bambino che dunque torna a casa e non va a scuola.

L’AUTO DI VERONICA MAI DAVANTI SCUOLA
Dopo aver buttato il sacchetto dei rifiuti, continua la madre di Loris nel verbale, raccontando il percorso fatto quella mattina, «...svoltavo a destra per via Di Vittorio e, giunto all’intersezione con via Fratelli Cervi, svoltavo a sinistra fermandomi poche decine di metri dopo. Lì scendeva mio figlio Loris che si avviava verso la scuola». Anche questa versione è smentita dalla telecamere, ben 4, posizionate in varie strade di Santa Croce Camerina. Tutte le telecamere, infatti, «non rilevano in alcuna maniera, durante la fascia oraria d’interesse sopra citata e cioè a decorrere dalle
8:33 alle 8:39, il passaggio dell’autovettura Volkswagen Polo di colore nero».

QUEI 36 MINUTI A CASA SOLA CON LORIS
Nei due verbali fin qui firmati, Veronica si è contraddetta anche su quanto accaduto dopo aver lasciato Loris. La sera del 29 novembre ha sostenuto di esser andata direttamente al corso di cucina al castello di Donnafugata. Il giorno dopo, invece, di esser passata per casa per alcune «faccende domestiche» prima di raggiungere la tenuta, uscendo alle 9.15 da casa. Quel che invece dicono le telecamere è che la madre di Loris rientra a casa alle 8.49 e ci rimane fino alle 9.25. Dunque 36 minuti in cui è a casa con il figlio, che a scuola non è mai andato, e in cui parla al telefono una
sola volta, alle 9.23, con il marito. Cosa è accaduto veramente in questo lasso di tempo?.

L’AUTO A 50 METRI DA STRADA MULINO E I 6 MINUTI DI BUCO
Agli investigatori la mamma di Loris ha detto di esser uscita, di esser passata per dei cassonetti con l’obiettivo di buttare il sacchetto della spazzatura dimenticato da Loris e poi di essere andata al castello di Donnafugata. Le telecamere dicono però che alle 9:27:08 la sua Polo era a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio. E 9 minuti dopo viene ripresa da un’altra telecamera posizionata in un punto che, hanno accertato gli investigatori rifacendo il percorso con la stessa donna, si raggiunge in 3 minuti. Cosa ha fatto dunque Veronica in quei 6 minuti nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?.

A CASA PER 3 MINUTI E MEZZO
Dopo questo giro, Veronica torna ancora una volta a casa, dove rimane per 3 minuti e mezzo. Poi riparte, le telecamere indicano circa le 9.42, e questa volta va a Donnafugata dove arriverà alle 9.55 circa. Cosa va a fare a casa in quei 210 secondi? Investigatori ed inquirenti ipotizzano che sia andata a recuperare lo zainetto blu con le cinghie gialle di Loris, che non è ancora stato trovato.