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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 899
SANTA CROCE CAMERINA - 09/12/2014
Cronache - Pesanti indizi di colpevolezza sulla donna. Il legale: "Non è colpevole"

Continua oggi a proclamarsi innocente dinanzi ai magistrati Veronica Panarello, fermata per omicidio aggravato: "Non ho ucciso Loris, era il mio bimbo"

Prende di nuovo corpo l’ipotesi di abusi che sarebbero stati subiti nel recente passato dal bambino
Foto CorrierediRagusa.it

La madre 25enne del piccolo Loris, Veronica Panarello, è da oltre quattro ore negli uffici della questura di Ragusa, dove il pm Marco Rota la sta sentendo dopo il fermo di ieri sera con l´accusa di aver ucciso il figlio e di averne occultato il cadavere. Nella tarda mattinata fonti qualificate avevano riferito che la donna all´inizio era intenzionata ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma il protrarsi della permanenza in questura potrebbe far supporre un cambiamento di atteggiamento della mamma di Loris che continua a proclamare la sua innocenza. Veronica Panarello è stata sottoposta in stato di fermo per gravi indizi di colpevolezza nell’inchiesta per omicidio la 25enne casalinga Veronica Panarello, la madre del piccolo Andrea Loris, morto strangolato a soli 8 anni con una fascetta di plastica di quelle usate dagli elettricisti. Veronica Panarello, che non ha confessato, è accusata di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. La donna è passata da persona informata sui fatti ad indagata, e quindi, come accennato, è stata destinataria del provvedimento di fermo disposto dalla procura. "Non l’ho ucciso io, Loris è il mio bambino. Il mio bambino", avrebbe detto Veronica Panarello ai magistrati che la interrogavano. "Delle telecamere non mi interessa niente, quella mattina io Loris l’ho accompagnato a scuola e mi hanno visto tante persone". La donna quindi non ha confessato, continuando a proclamare la sua innocenza.

La giovane mamma è stata quindi condotta in questura per trascorrere la notte con le pesanti accuse di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Nessuno si sarebbe mai potuto immaginare un epilogo del genere. Per gli inquirenti è quasi certo che la donna abbia agito da sola e di conseguenza pare essere tramontata, almeno per il momento, la pista del probabile complice.

Perché, ad esempio, Veronica ha detto che quella mattina Loris è andato a scuola quando invece una telecamera riprende il piccolo tornare a casa? Perché ha detto di essere arrivata con l´auto nei pressi della Falcone e Borsellino quando invece ben 4 telecamere non ´vedonò la Polo nera passare nell’orario indicato? E cosa è successo davvero in quei 36 minuti in cui è rimasta sola con Loris nell’appartamento di via Garibaldi? Ed infine, cosa ha fatto nei 6 minuti che ha ´persò nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?

A Veronica magistrati e i investigatori hanno chiesto anche una spiegazione plausibile alla vicenda delle fascette, un aspetto che molti non escludono possa essere una sorta di messaggio che la donna abbia voluto mandare. Quando le due maestre di Loris si sono presentate a casa della famiglia Stival per fare le condoglianze, lunedì scorso, Veronica ha infatti dato loro un mazzo di fascette di plastica di quelle da elettricista dicendo che il piccolo le aveva detto che sarebbero servite per dei lavoretti a scuola. Sorprese, entrambe le maestre hanno spiegato di non aver mai chiesto ai bambini di portare oggetti così pericolosi in classe. Ma le fascette che Veronica ha consegnato sono compatibili con quelle con cui è stato ucciso e legato il piccolo Loris. Che è morto tra le 9 e le 10.30, un orario compatibile con quei 36 minuti in cui i due sarebbero rimasti soli in casa.

E’ nel primo pomeriggio del giorno dell’Immacolata che l’elicottero degli investigatori aveva sorvolato insolitamente la zona intorno a via Garibaldi. Dal balcone del terzo piano di quella palazzina ormai nota in ambito nazionale si erano affacciati Veronica Panarello, il marito Davide Stival e altri familiari: la donna non immaginava di certo che circa due ore dopo sarebbe stata prelevata dalla sua abitazione per essere condotta in procura perchè su di lei gravavano pesanti indizi di colpevolezza poi sfociati in nottata nel provvedimento di fermo.

Un pomeriggio festivo in apparenza sonnacchioso, seppure velato di tensione e di dolore, si è trasformato d’un tratto in una girandola di eventi che si sono susseguiti fino a tarda notte, mente i curiosi si accalcavano a quella casa e gli investigatori si facevano largo tra la ressa. Sarebbero stati gli esiti degli esami di laboratorio sui frammenti di pelle trovati sotto le unghie del piccolo Loris e altri indizi raccolti in casa Stival a far precipitare gli eventi e ad indurre gli inquirenti ad emettere il provvedimento di fermo per gravi indizi di colpevolezza a carico di Veronica Panarello. Verso le 18 Veronica era stata prelevata da casa, e, scortata dagli investigatori, era uscita con addosso un giaccone scuro con tanto di cappuccio che le copriva il volto assieme ad una sciarpa gialla (foto). La donna era stata caricata su un’auto civetta, una «Alfa Romeo Giulietta» grigia dagli inquirenti e portata in procura a Ragusa per essere di nuovo sentita come persona informata sui fatti prima, e come indagata poi. Con lei pure il marito Davide Stival, 30enne camionista. E´ stato accertato che Veronica Panarello ha trascorso 36 minuti in casa da sola con Loris dopo aver accompagnato all´asilo l´altro figlio di 4 anni.

La donna, tra le altre cose, ha cercato di spiegare in procura cosa sarebbe successo durante questo lasso di tempo. Prende di nuovo corpo l´ipotesi di abusi che sarebbero stati subiti nel recente passato dal bambino. Ma da chi? A queste domande avrebbe risposto Veronica, che, stando alla tesi degli inquirenti, potrebbe forse coprire qualcuno, oltre che sé stessa. La donna è adesso in carcere.

"La mia assistita è un´indagata ma questo non significa che sia colpevole". Lo ha detto l´avvocato Francesco Villardita, legale di fiducia della mamma di Loris, Veronica Panarello. Il penalista ha confermato che alla sua assistita è stato "notificato un provvedimento di fermo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere".

TUTTI I SOSPETTI SU VERONICA

Loris non era salito in auto - Attorno alle 8.15 di sabato 29 novembre, ha messo a verbale la madre, "siamo usciti dalla mia abitazione...io, Loris ed il fratello siamo saliti sulla mia autovettura, una Volkswagen di colore nero, quindi percorrendo la via Roma siamo usciti dal centro abitato" per andare a buttare la spazzatura nei cassonetti poco distanti. La telecamera dell´emporio Vanity and House, piazzata davanti alla casa, riprende però un´altra scena, alle 8.32. Veronica, Loris e il figlio più piccolo escono di casa e si dirigono verso l´auto, ma meno di un minuto dopo, hanno scritto gli investigatori, "si notava ricomparire sulla visuale della telecamera...e addursi molto velocemente nel ballatoio che conduce al portone d´ingresso" dell´abitazione degli Stival, "la figura riconducibile al bambino di maggiore età... Tale figura permaneva circa un secondo dinanzi al portone e spariva introducendosi all´interno dello stabile". E´ l´ultima immagine di Loris in vita, con il bambino che dunque torna a casa e non va a scuola.

L´auto di Veronica mai a scuola - Dopo aver buttato il sacchetto dei rifiuti, continua la madre di Loris nel verbale, raccontando il percorso fatto quella mattina, "...svoltavo a destra per via Di Vittorio e, giunto all´intersezione con via Fratelli Cervi, svoltavo a sinistra fermandomi poche decine di metri dopo. Lì scendeva mio figlio Loris che si avviava verso la scuola". Anche questa versione è smentita dalla telecamere, ben 4, posizionate in varie strade di Santa Croce Camerina. Tutte le telecamere, infatti, "non rilevano in alcuna maniera, durante la fascia oraria d´interesse sopra citata e cioè a decorrere dalle 8:33 alle 8:39, il passaggio dell´autovettura Volkswagen Polo di colore nero".

36 minuti sola a casa con Loris - Nei due verbali fin qui firmati, Veronica si è contraddetta anche su quanto accaduto dopo aver lasciato Loris. La sera del 29 novembre ha sostenuto di esser andata direttamente al corso di cucina al castello di Donnafugata. Il giorno dopo, invece, di esser passata per casa per alcune "faccende domestiche" prima di raggiungere la tenuta, uscendo alle 9.15 da casa. Quel che invece dicono le telecamere è che la madre di Loris rientra a casa alle 8.49 e ci rimane fino alle 9.25. Dunque 36 minuti in cui è a casa con il figlio, che a scuola non è mai andato, e in cui parla al telefono una sola volta, alle 9.23, con il marito.

L´auto vicina al mulino e 6 minuti di buco - Agli investigatori la mamma di Loris ha detto di esser uscita, di esser passata per dei cassonetti con l´obiettivo di buttare il sacchetto della spazzatura dimenticato da Loris e poi di essere andata al castello di Donnafugata. Le telecamere dicono però che alle 9:27:08 la sua Polo era a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio. E 9 minuti dopo viene ripresa da un´altra telecamera posizionata in un punto che, hanno accertato gli investigatori rifacendo il percorso con la stessa donna, si raggiunge in 3 minuti. Cosa ha fatto dunque Veronica in quei 6 minuti nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?.

A casa per 3 minuti e mezzo - Dopo questo giro, Veronica torna ancora una volta a casa, dove rimane per 3 minuti e mezzo. Poi riparte, le telecamere indicano circa le 9.42, e questa volta va a Donnafugata dove arriverà alle 9.55 circa. Cosa va a fare a casa in quei 210 secondi? Investigatori ed inquirenti ipotizzano che sia andata a recuperare lo zainetto blu con le cinghie gialle di Loris, che non è ancora stato trovato.