Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1298
SANTA CROCE CAMERINA - 04/12/2014
Cronache - Ipotizzabile un possibile depistaggio da parte di qualcuno

Il possibile movente di chi ha strangolato Loris: aveva visto qualcosa?

Come il capitolo di un romanzo giallo: il piccolo mette gli occhi nel posto e nel momento sbagliati e deve pagare con la vita la sua innocente imprudenza Foto Corrierediragusa.it

E se quegli occhietti vivaci e innocenti del piccolo Andrea Loris (foto) avessero visto qualcosa che non dovevano vedere nell’ambito del suo quartiere di residenza? E se l’assassino avesse praticato la violenza sessuale per depistare le indagini agli inquirenti una volta che avrebbero trovato il corpicino senza vita? Interrogativi atroci, purtroppo da porsi, dopo tutte le ipotesi (indagini a 360, come dicono i magistrati inquirenti) che non hanno ancora dato la quadratura del cerchio. Se non c’è il maniaco esterno, se non si trova l’orco in casa, che di solito s’aggira malefico e insospettabile fra le pareti domestiche, se si scopre che la mamma del piccolo mente a chi conduce le indagini (per quale motivo?), anche il cronista, sebbene non sia un inquirente, è legittimato a fare tutte le congetture possibili.

Come il capitolo di un romanzo giallo: il piccolo mette gli occhi nel posto e nel momento sbagliati e deve pagare con la vita la sua innocente imprudenza. Emerge in queste ore l’ipotesi che il piccolo sarebbe stato ammazzato in un posto diverso da dove è stato ritrovato, seviziato sessualmente (per condurre verso una pista precisa e diversa gli inquirenti?), poi viene condotto nel canalone del vecchio mulino e lì buttato senza slip e privo di cintura dei pantaloni. Sembra un delitto perfetto. Il maniaco violenta il bambino, che magari gli era "amico", e se ne libera per sempre.

Poi arriva un pensionato ex cacciatore, una persona perbene che a Santa Croce stimano in molti. Conosce quella zona meglio delle sue tasche per averla battuta tante volte imbracciando un fucile, e al primo colpo trova sicuro il cadavere. L’esame autoptico non è magari altrettanto preciso e puntuale per dare la risposta legale che tutti si attendono, e le cose si complicano. Un attimo dopo l’annuncio del ritrovamento arrivano poliziotti e carabinieri e trovano il cacciatore lì, quasi come quel «fornaretto di Venezia» colto accanto un cadavere a terra che un conte veneziano aveva da poco ammazzato perché gli scapricciava la moglie. Arrestato in flagranza, il fornaio fu costretto a confessare l’assassinio sotto tortura e subito giustiziato. Quando il conte decise di confessare l’eccidio, assillato dai rimorsi, era troppo tardi per salvare l’innocente fornaretto. Eravamo nel 1500.

Orazio Fidone avrà la passione per le armi e munizioni, che magari tiene in casa incautamente fino a beccarsi una giusta denuncia, ma sabato mattina, nel giorno e nell’ora dell’omicidio, ha anche un alibi di ferro: si trovava a Vittoria, al mercatino del sabato a far la spesa, ripreso dalle decine di telecamere di videosorveglianza che lo scagionano definitivamente dagli atroci sospetti.

E ora aspettiamoci l’ultima conferenza stampa, che dovrebbe spiegare chi è la nuova persona indagata e cosa hanno scoperto in casa Stival gli specialisti della indagini sofisticate che girano sulle scene del crimine coperti da tute di plastica dalla testa ai piedi come fossero fantasmi bianchi in cerca di verità. La verità che tutta l’Italia si attende per porre fine al tormento mediatico, maniaco tanto quanto l’assissino, che dura da sabato scorso, da quando Veronica Panarello ha denunciato la scomparsa del figlio Andrea.