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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 756
SANTA CROCE CAMERINA - 04/12/2014
Cronache - Era stato deciso un lancio univoco di notizie ufficiali, ma non è così

Strangolato con una fascetta da elettricista il piccolo Andrea Loris. Prosegue lo stillicidio di indiscrezioni secondo la "coerenza" della procura

Il nostro auspicio, a questo punto, è che questa drammatica vicenda si chiuda al più presto Foto Corrierediragusa.it

Andrea Loris è stato strangolato con una fascetta da elettricista e non con la mano, come era stato ipotizzato in un primo momento. Un colpo di scena a cinque giorni dal delitto che viene fuori da analisi più dettagliate dei medici legali. Dagli esami autoptici risulta che il bambino presenta dei graffi al collo e al viso che, secondo quanto si apprende da più fonti, sarebbero stati causati dal laccio utilizzato per strangolarlo, ma anche da unghie. Il bambino, al momento del ritrovamento, indossava tutti gli abiti che aveva quella mattina, compreso il grembiule di scuola, e gli unici elementi che mancavano erano gli slip e lo zaino, che non sono ancora stati trovati, Il corpo non è stato ancora restituito alla famiglia. I prelievi eseguiti serviranno a stabilire con certezza se il bambino ha subito violenza sessuale (al momento non confermata e non esclusa), ma l’esito non si avrà prima di una decina di giorni.

Intanto proseguono senza sosta a Ragusa le indagini, e con il passare delle ore le attenzioni degli inquirenti si concentrano sull´ambito familiare e sull´ex cacciatore che ha scoperto il cadavere del bambino, Orazio Fidone. Stamattina la Scientifica ha effettuato una perquisizione nella casa di campagna dell´uomo, a Scicli, poi posta sotto sequestro, dopo che ieri pomeriggio gli agenti avevano perquisito la sua abitazione a Santa Croce Camerina, e quella della famiglia Stival: un´ispezione durata oltre 6 ore alla ricerca di qualsiasi elemento, tra cui un computer, che possa aiutare a far chiarezza su cosa è accaduto sabato scorso a Santa Croce Camerina. Stamattina è stato compiuto un nuovo sopralluogo anche nella zona di contrada Mulino Vecchio dove il 29 novembre scorso e´ stato trovato il corpo del piccolo Loris. Repubblica.it

PROSEGUE LO STILLICIDIO DI AGGIORNAMENTI "A PUNTATE": LA "COERENZA" DELLA PROCURA
E così prosegue lo stillicidio di aggiornamenti "a puntate", a neanche 24 ore dalle comunicazioni della procura secondo cui le uniche informazioni ufficiali sulla vicenda sarebbero state rese note tramite comunicati della stessa procura. Un fulgido esempio di "coerenza". Il nostro auspicio, a questo punto, è che questa drammatica vicenda si chiuda al più presto.

E SE ANDREA LORIS AVESSE VISTO QUALCOSA CHE NON AVREBBE DOVUTO VEDERE?
di Giuseppe La Lota

E se quegli occhietti vivaci e innocenti del piccolo Andrea avessero visto qualcosa che non dovevano vedere nell’ambito del suo quartiere di residenza? E se l’assassino avesse praticato la violenza sessuale per depistare le indagini agli inquirenti una volta che avrebbero trovato il corpicino senza vita? Interrogativi atroci, purtroppo da porsi, dopo tutte le ipotesi (indagini a 360, come dicono i magistrati inquirenti) che non hanno ancora dato la quadratura del cerchio. Se non c’è il maniaco esterno, se non si trova l’orco in casa, che di solito s’aggira malefico e insospettabile fra le pareti domestiche, se si scopre che la mamma del piccolo mente a chi conduce le indagini (per quale motivo?), anche il cronista, sebbene non sia un inquirente, è legittimato a fare tutte le congetture possibili.

Come il capitolo di un romanzo giallo: il piccolo mette gli occhi nel posto e nel momento sbagliati e deve pagare con la vita la sua innocente imprudenza. Emerge in queste ore l’ipotesi che il piccolo sarebbe stato ammazzato in un posto diverso da dove è stato ritrovato, seviziato sessualmente (per condurre verso una pista precisa e diversa gli inquirenti?), poi viene condotto nel canalone del vecchio mulino e lì buttato senza slip e privo di cintura dei pantaloni. Sembra un delitto perfetto. Il maniaco violenta il bambino, che magari gli era "amico", e se ne libera per sempre.

Poi arriva un pensionato ex cacciatore, una persona perbene che a Santa Croce stimano in molti. Conosce quella zona meglio delle sue tasche per averla battuta tante volte imbracciando un fucile, e al primo colpo trova sicuro il cadavere. L’esame autoptico non è magari altrettanto preciso e puntuale per dare la risposta legale che tutti si attendono, e le cose si complicano. Un attimo dopo l’annuncio del ritrovamento arrivano poliziotti e carabinieri e trovano il cacciatore lì, quasi come quel «fornaretto di Venezia» colto accanto un cadavere a terra che un conte veneziano aveva da poco ammazzato perché gli scapricciava la moglie. Arrestato in flagranza, il fornaio fu costretto a confessare l’assassinio sotto tortura e subito giustiziato. Quando il conte decise di confessare l’eccidio, assillato dai rimorsi, era troppo tardi per salvare l’innocente fornaretto. Eravamo nel 1500.

Orazio Fidone avrà la passione per le armi e munizioni, che magari tiene in casa incautamente fino a beccarsi una giusta denuncia, ma sabato mattina, nel giorno e nell’ora dell’omicidio, ha anche un alibi di ferro: si trovava a Vittoria, al mercatino del sabato a far la spesa, ripreso dalle decine di telecamere di videosorveglianza che lo scagionano definitivamente dagli atroci sospetti.

E ora aspettiamoci l’ultima conferenza stampa, che dovrebbe spiegare chi è la nuova persona indagata e cosa hanno scoperto in casa Stival gli specialisti della indagini sofisticate che girano sulle scene del crimine coperti da tute di plastica dalla testa ai piedi come fossero fantasmi bianchi in cerca di verità. La verità che tutta l’Italia si attende per porre fine al tormento mediatico, maniaco tanto quanto l’assissino, che dura da sabato scorso, da quando Veronica Panarello ha denunciato la scomparsa del figlio Andrea.