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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 811
SANTA CROCE CAMERINA - 03/12/2014
Cronache - Procede l’inchiesta per omicidio volontario e sequestro di persona

Un nuovo soggetto "noto" è stato iscritto nel registro degli indagati per la morte violenta del piccolo Andrea Loris

La madre Veronica Panariello non è indagata, ma risulta allo stato persona offesa
Foto CorrierediRagusa.it

Un nuovo soggetto, che la procura definisce «noto», è stato iscritto ieri nel registro degli indagati, dopo l´ex cacciatore Orazio Fidone, per la morte violenta del bambino di 8 anni Andrea Loris Stival. E’ questa l’unica circostanza certa e confermata ufficialmente dagli inquirenti che giunge al termine di una giornata intensa, convulsa, scandita dalle indiscrezioni, vere o presunte, trapelate dal riserbo delle indagini di cui la procura rivendica la paternità, appellandosi al segreto istruttorio ed evidenziando che d’ora in poi nessun’altra novità sullo sviluppo dell’inchiesta trapelerà da altre fonti investigative, a parte la procura stessa. In sostanza l’inchiesta per omicidio volontario e sequestro di persona procede a carico di ignoti, ma con la complicità, come accennato, di una persona nota iscritta in queste ore nel registro degli indagati e di cui è stata taciuta l’identità per non compromettere le indagini, portate avanti con i piedi di piombo.

Il già citato Fidone, che ha ritrovato il corpo senza vita del bambino in fondo ad un canalone, è indagato pure per detenzione di materiale esplosivo risalente alla seconda guerra mondiale, per via delle munizioni e delle cartucce trovate a casa sua e quindi sequestrate. E’ bene ricordare che anche la sua jeep «Suzuki Vitara» bianca è ancora sotto sequestro, dopo le analisi effettuate dalla scientifica. A questo proposito, ieri pomeriggio gli specialisti del Servizio centrale operativo della polizia giunti da Roma e la scientifica sono stati a casa della famiglia Stival, al terzo piano dello stabile di via Garibaldi a Santa Croce Camerina, per effettuare rilievi e proseguire nell´attività investigativa, utilizzando anche il luminol e acquisendo quaderni, un tablet e un telefonino appartenuti ad Andrea Loris per tracciarne il profilo psicologico e conoscerne le abitudini.

La polizia giudiziaria si è trattenuta per circa tre ore in casa Stival per compiere quello che viene definito un «atto dovuto», a seguito della morte violenta di cui è rimasto vittima il piccolo Andrea. Un atto dovuto volto a raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e all’individuazione del colpevole. La madre 25enne casalinga Veronica Panarello (nella foto con il piccolo Andrea Loris con l´ingresso della loro casa dove sta entrando la scientifica), in questi giorni convocata in questura e nella caserma dei carabinieri, non è indagata, ma risulta allo stato persona offesa dal reato di omicidio volontario, come ci tiene a precisare l’avvocato di fiducia della famiglia Stival Francesco Villardita il quale ieri sera, al telefono in diretta a «Chi l’ha visto», ha dichiarato che «La versione fornita dalla signora è e resta quella originaria: ha accompagnato in auto di buon mattino i suoi due figli, Andrea Loris e il fratellino di 4 anni, rispettivamente a scuola e alla ludoteca. La famiglia Stival – ha concluso l’avvocato – si è fin da subito messa a disposizione degli inquirenti e rinnova la sua incondizionata collaborazione».

Eppure, rispetto a quanto dichiarato dal legale, dalle immagini delle telecamere di sicurezza di un emporio vicino casa Stival acquisite dalle forze dell’ordine, non si evincerebbe con certezza la presenza di Andrea Loris in auto. Da indiscrezioni, pare che la mamma e il bambino avessero discusso prima di uscire di casa, forse perchè lo stesso Andrea Loris faceva i capricci e non voleva andare a scuola. E difatti a scuola il bambino non ci è mai arrivato. Intanto la macchina con la quale la madre di Loris avrebbe accompagnato fino a scuola il figlio, una «Volkswagen Polo» nera, è stata sequestrata e analizzata dalla scientifica, come accaduto con la jeep dell’ex cacciatore.

E proprio Orazio Fidone, nel frattempo, ha reso noto di avere un alibi a prova di bomba che lo colloca in un altro luogo nell’orario in cui qualcuno strangolava Loris e ne gettava il corpo senza vita in quel canalone a ridosso del canneto, in aperta campagna, in contrada Grotte. Fidone, ex dipendente Enel in pensione, si era recato assieme alla moglie insegnante a fare la spesa al mercatino del sabato nella zona della fiera Emaia a Vittoria, con almeno una mezza dozzina di testimoni che confermano la circostanza. In sostanza Fidone e la moglie si trovavano a circa 16 chilometri di distanza da Santa Croce Camerina, che si coprono in auto in una ventina di minuti.