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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 978
SANTA CROCE CAMERINA - 30/11/2014
Cronache - Il mostro è ancora a piede libero e in paese c’è paura

VIDEO Andrea Loris è stato strangolato e ucciso da un uomo che conosceva bene. Probabile una vendetta contro il padre

Appello di polizia e carabinieri: "Chi sa qualcosa si faccia avanti e parli, anche nel più assoluto anonimato" Foto Corrierediragusa.it

Andrea Loris è stato ammazzato. La procura fa invece sapere in conferenza stampa (foto) che non sarebbero emersi segni evidenti di violenza sessuale. In ogni caso non è stato quindi un incidente, una caduta accidentale da quel ponticello sopra il ruscello che parte dal centro di Santa Croce Camerina e che arriva fino al "Mulino Vecchio", a quattro chilometri dal paese, in aperta campagna, dov´è stato trovato il cadavere.



QUALCUNO HA VIOLENTATO E POI STRANGOLATO IL PICCOLO DI 8 ANNI
Asfissia da strangolamento con precipitazione. E´ questa la causa della morte di Loris Stival. Una persona avrebbe circuito il bimbo anche quella fatale mattina approfittando della sua piccola età e conquistandosi la sua fiducia. Che Loris sia stato ucciso per strangolamento lo conferma l´autopsia. Riscontrata sul corpo, tra l´altro, una profonda ferita alla testa compatibile con un corpo contundente o con una caduta da oltre cinque metri. Il piccolo Andrea avrebbe difatti cercato di difendersi prima di essere strangolato. Al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale" sul corpo del piccolo Loris. 


ANDREA E´ STATO FINITO CON UN COLPO ALLA TESTA?
Cominciano a vederci più chiaro gli investigatori alle prese con il mistero della morte del piccolo Andrea Loris Stival. E quel che vedono, li inorridisce. I risultati dell’autopsia sono sconvolgenti. Il piccolo Andrea Loris è stato ucciso. Una morte violenta dovuta  a strangolamento. Poi anche un colpo terribile al cranio. E quindi la procura della Repubblica ha avviato un’indagine per omicidio volontario. Ci sarebbe già un sospettato.

IL PADRE HA UNA PRECISA IDEA SUL PRESUNTO ASSASSINO DEL FIGLIO
Davide Stival, il padre del piccolo Andrea Loris, sa chi ha ucciso il figlio. L´uomo nutre precisi sospetti che gli inquirenti stanno verificando. Un fascicolo per omicidio volontario è stato intanto aperto dalla procura in attesa degli esiti definitivi dell’autopsia sul corpo del bambino di 8 anni trovato morto sabato pomeriggio dopo che era scomparso da scuola. Sequestrata e perquisita la macchina dell´uomo che ha trovato il corpo. Davide Stival ha manifestato la volontà di vendicarsi del presunto assassino del figlio di cui conoscerebbe l´identità. Tutto è al vaglio degli inquirenti. Si fa strada, oltre alla pista sulla pedofilia, anche quella della ritorsione ai danni del padre, per motivi tutti da chiarire. In sostanza per farla pagare al padre per un presunto sgarro commesso, qualcuno se l´è presa col bambino, uccidendolo. Questa sarebbe la svolta nel giallo, stando almeno ai sospetti del padre della piccola vittima, che avrebbe urlato: "Perchè prendersela con mio figlio invece che con me? Lo ammazzerò con le mie stesse mani". Nella foto sopra la madre del piccolo, distrutta dal dolore e svuotata di ogni forza, mentre lascia il luogo del ritrovamento del corpo senza vita del figlio scortata dalla polizia.

SEQUESTRATA LA SUZUKI DEL CACCIATORE CHE HA TROVATO IL CORPO 
La squadra mobile di Ragusa ha sequestrato l´auto di Orazio Fidone, il cacciatore che ieri ha trovato il corpo di Andrea Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato morto a Santa Croce di Camerina. Fonti investigative sottolineano che "tutta l´area del ritrovamento è sotto sequestro e accertamenti sono in corso anche sull´auto di Fidone perché era nella zona". "Sono in questura per collaborare alle indagini - dice l´uomo - e ho messo la mia auto, una Suzuki Vitara bianca, a disposizione degli investigatori. La mia intenzione è di chiarire tutto nel più breve tempo possibile. L´ho cercato in quel posto - ha aggiunto - perché pensavo che era una zona dove nessuno sarebbe andato. La mia disponibilità a collaborare è massima".

IL "SUPERTESTIMONE" ORAZIO FIDONE
Il "supertestimone", l´uomo del ritrovamento, è stato prelevato a casa dagli uomini della squadra mobile di Ragusa e portato in questura. Da testimone, persona informata dei fatti. Orazio Fidone, 65 anni, ex impiegato dell´Enel, cacciatore per passione, non è indagato ma è da lui che partono le indagini. "Sono in questura per collaborare alla indagini, e ho messo la mia auto a disposizione degli investigatori. La mia intenzione è di chiarire tutto nel più breve tempo possibile", dice Fidone ostentando tranquillità mentre, a casa sua, la figlia caccia in malo modo i cronisti gridando: "Lasciateci in pace, non rilasciamo dichiarazioni, ho due figli e mio padre non è in casa, è andato in questura solo per completare la sua dichiarazione ". Dalla questura, Fidone è uscito solo alle dieci e mezzo di sera, dopo quattro ore: "Sono sereno, ho chiarito tutto, e non sono indagato: adesso torno a casa". Eppure anche lui ha capito da subito che c´è più di una cosa che non ha convinto del tutto gli inquirenti: innanzitutto il luogo in cui, da "volontario" impegnato nelle ricerche del piccolo Loris, è andato a cercare, quasi a colpo sicuro, il bambino. Poi, la troppa precisione nelle indicazioni date, a cominciare dall´orario ( le 16,55) e infine una accorata dichiarazione rilasciata sabato sera subito dopo il ritrovamento del bambino: "Se avessi potuto dargli la mia vita lo avrei fatto".

ANDREA E´ MORTO NELLA TARDA MATTINATA DI SABATO
I risultati dell’esame autoptico effettuato dal medico legale Giuseppe Iuvara saranno resi noti non prima di una ventina di giorni ma in queste ore sono state divulgate le prime sommarie risultanze ufficiose, dalle quali è peraltro emerso che il rigor mortis sarebbe avanzato. Di conseguenza, il momento della morte del bimbo è antecedente di qualche ora rispetto all’orario in cui è stato rinvenuto il corpo nel canalone profondo tre metri a ridosso di un canneto nei pressi del mulino vecchio abbandonato di contrada Grotte, tra Santa Croce e Punta secca. La morte potrebbe quindi essersi verificata nella tarda mattinata di sabato. 

PAURA E APPRENSIONE TRA LE MAMME A SANTA CROCE
Le mamme sono ovviamente in apprensione e hanno un pizzico di paura. Guardano a vista i propri figli fino a quando non varcano l´ingresso della scuola  e auspicano che presto il mostro che ha ucciso Andrea possa essere preso e assicurato alla giustizia. 

STELLA DI NATALE E GAROFANI BIANCHI PER ANDREA
Sul luogo del ritrovamento, dove si sono recati anche i genitori straziati dal dolore, è stato deposto un mazzo di garofani bianchi accanto ad una stella di Natale bianca. A Santa Croce Camerina è arrivato anche il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che ha fatto visita alla famiglia di Andrea. “Mi sento angosciato, come se fosse morto mio figlio, anche se non ho figli - ha detto -. Quando ho appreso ieri la notizia ho interiorizzato il dolore e ho sentito la necessità di partecipare di persona il mio dolore e la mia vicinanza”.

IL VISO DI ANDREA SFIGURATO DA UNA LESIONE CON EMATOMA
Tornando agli esiti ufficiosi dell’autopsia, è emerso che il viso del bambino era sfigurato da una lesione con ematoma. L’agghiacciante notizia ha sconvolto la madre: “Chi ci fìciru n’ta facciùzza o piccirìddu miu”?, questa la domanda più volte urlata dalla sconvolta donna in lacrime. L’ematoma è stato causato da violenza esercitata da qualcuno sul bambino o quest’ultimo se lo sarebbe procurato nella rovinosa caduta nel vallone? E’ questo uno dei tanti misteri che avvolge la tragica quanto prematura fine di Andrea.

LO ZAINETTO CHE NON SI TROVA
Un altro enigma è dato dalla scomparsa dello zainetto che il piccolo portava sulle spalle quando la madre lo ha lasciato scendere dall’auto sabato mattina a poche decine di metri dalla scuola elementare, di cui Andrea frequentava la terza classe, all’imbocco di quella strada lunga una cinquantina di metri e chiusa al traffico veicolare quando i bimbi entrano o escono dalla scuola. Per questo la madre, come tanti altri genitori, non poteva accertarsi se il figlio fosse in effetti entrato nell’edificio scolastico. Andrea invece in classe non ci è mai arrivato. Ma che fine ha fatto lo zainetto? Si tratta di uno zaino blu, con stringhe e spalliere gialle, a forma di ovetto e con la scritta “Toy story”. Le ricerche compiute palmo a palmo nella zona del rinvenimento del corpo senza vita e in quelle limitrofe non hanno finora dato esito.

CHI C´ERA IN COMPAGNIA DEL BAMBINO? 
Lo ha preso qualcuno, quello zainetto, magari la stessa persona che forse ha caricato in macchina Andrea mentre vagava senza meta per il centro del paese? Quello zainetto è stato forse nascosto da quello stesso presunto mostro che probabilmente ha usato violenza contro il bambino (questa potrebbe essere una delle cause dell’ematoma in faccia) spingendolo poi giù per il canalone dove scorre un fiumiciattolo che ha parzialmente bagnato i vestiti?

LA DONNA CHE HA VISTO PER ULTIMA VOLTA ANDREA VIVO
Al vaglio degli inquirenti pure la testimonianza di una donna , che, secondo indiscrezioni, avrebbe riferito di aver visto il piccolo Andrea alle 9,10 di sabato. Il bambino corrisponderebbe, secondo la descrizione della donna, ai vestiti con i quali è stato ritrovato senza vita, ovvero jeans, maglietta bianca sotto un giubbino marrone e scarpe blu su calzette rosse. Già a quell´ora Andrea, sempre secondo la testimonianza, non avrebbe avuto lo zainetto in spalla, anche se era poco lontano dalla scuola che frequentava. La testimone sarebbe l´ultima ad aver visto il piccolo vivo prima della definitiva scomparsa e del drammatico rinvenimento.

APPELLO DI POLIZIA E CARABINIERI: "CHI SA PARLI"
Polizia e Carabinieri lanciano un appello: chi sa o ha visto qualcosa si faccia avanti e parli, anche nel più assoluto anonimato.

IL PADRE 30ENNE DAVIDE E LA MADRE 25ENNE VERONICA STRAZIATI
Ai sopralluoghi in corso in queste ore da parte degli investigatori ha preso parte anche il padre del bimbo, il 30enne Davide Stival, sentito come atto dovuto in questura. L´autotrasportatore è giunto di corsa sabato sera da una località vicino Roma, dove si trovava per lavoro, dopo aver appreso della scomparsa del figlioletto. Poche ore dopo è arrivata anche la drammatica notizia della morte. La moglie Veronica, casalinga 25enne, svuotata di ogni energia piange il figlio che non c’è più nella sua casa al terzo piano di una palazzina alla periferia di Santa Croce, con parenti e amici stretti al suo dolore.

LA ZIA: "NON SAREBBE MAI  ANDATO CON UNO SCONOSCIUTO"
"Andrea era diffidente, non si fidava degli estranei, non parlava con chi non conosceva perché era molto introverso ma anche molto intelligente e sveglio”. Così la sorella del nonno paterno descrive il nipote, dicendosi pronta a mettere entrambe le mani sul fuoco in riferimento al fatto che mai e poi mai il bambino avrebbe accettato un passaggio in macchina da qualche sconosciuto, a meno che non vi fosse stato costretto “E proprio su queste circostanze – conclude la donna – nutriamo parecchi dubbi”.

PAESE SOTTO SHOCK. IL PARROCO AI GIOVANI: "STATE ATTENTI"
Santa Croce, una cittadina fino ad oggi estranea a tragedie del genere, è ancora sotto shock, ammutolita dal dolore. Ieri la commossa omelia del parroco di San Giovanni Battista è stata rivolta ai ragazzi: “State sempre insieme e uniti – ha detto il sacerdote – e se vedete qualcosa di strano chiamate subito aiuto, perché il male è sempre in agguato”.

IL SINDACO ANNUNCIA IL LUTTO CITTADINO
Il sindaco Franca Iurato, che preferisce non parlare di un "mostro" per non scatenare la psicosi collettiva e in attesa che le indagini facciano il suo corso, ha confermato il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali del bambino.

ANDREA SI SAREBBE POTUTO SALVARE CON UN SEMPLICE SMS?
Nel frattempo qualcuno si chiede: Andrea sarebbe ancora vivo se l’allarme fosse stato lanciato all’inizio delle lezioni? Molte scuole italiane, da due anni a questa parte, difatti, hanno adottato il cosiddetto “servizio di sms assenze”. Quando all’appello mattutino degli insegnanti l’alunno risulta assente, la scuola invia un sms ai genitori, per informarli della circostanza. Qualora la scuola che frequentava Andrea avesse adottato questo servizio, la madre avrebbe potuto sapere quasi nell’immediato che il figlio non era entrato in classe. Ma così, purtroppo, non è stato.