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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1163
SANTA CROCE CAMERINA - 30/11/2014
Cronache - Le indagini seguono diverse piste e il riserbo sugli sviluppi è assoluto

VIDEO e FOTO Il padre di Andrea: "So chi ha ucciso mio figlio e lo ammazzo con le mie mani". Frase shock, svolta nel giallo

Del bimbo di 8 anni si erano perse le tracce sabato mattina dopo che la mamma lo aveva lasciato a scuola
Foto CorrierediRagusa.it

"Perchè prendersela con mio figlio? Lo ammazzo con le mie mani". E´ la frase shock che il 30enne Davide Stival, il padre del piccolo Andrea Loris, ha pronunciato all´arrivo in Questura. Svolta nel caso del piccolo scomparso sabato mattina dalla scuola elementare dove la madre 25enne Veronica (foto) lo aveva lasciato e ritrovato cadavere 5 ore dopo vicino un vecchio mulino abbandonato in aperta campagna, a 3 chilometri dal centro abitato.



I SOSPETTI DEL PADRE
Come accennato, Davide Stival ha manifestato la volontà di vendicarsi del presunto assassino del figlio di cui conoscerebbe l´identità. Tutto è al vaglio degli inquirenti. Oltre alla pista della pedofilia e si fa strada quella della ritorsione ai danni del padre, per motivi tutti da chiarire. In sostanza per farla pagare al padre per un presunto sgarro commesso, qualcuno se l´è presa col bambino, uccidendolo. Questa sarebbe la svolta nel giallo, stando almeno ai sospetti del padre della piccola vittima. Andrea Loris Stival, 8 anni, appassionato di arti marziali e piuttosto timido, in classe non ci è mai arrivato. Qualcuno però pare lo abbia portato in aperta campagna, gettandolo in fondo ad un vallone dopo averlo strangolato, nei pressi di un vecchio mulino diroccato, nella contrada omonima tra Santa Croce, Punta Braccetto e Punta secca, dove si trova la casa di Montalbano.

UN CACCIATORE HA TROVATO IL CORPO: «AVREI DATO LA MIA VITA»
Il corpicino esanime di Andrea è stato trovato nel primo pomeriggio da un cacciatore, Orazio Fidone, il quale ha dichiarato: «Se avessi potuto avrei dato la mia vita per salvare la sua». L’uomo, che era stato esortato dalla moglie a prendere parte alle ricerche del piccolo, ha subito lanciato l’allarme mentre era in corso la battuta a largo raggio della zona di carabinieri e polizia, coadiuvati da protezione civile e da un paese intero che si è mobilitato come una grande famiglia per aiutare la madre divorata dall’angoscia, a cui è subentrato lo straziante dolore per la tragica notizia. Il corpo di Andrea era in minima parte bagnato dall’acqua del vicino fiumiciattolo, ma non c´erano tracce di sangue: il viso presentava però un vistoso ematoma e qualche graffio. Il bambino indossava un paio di jeans, calze rosse, scarpe blu, una maglietta bianca e un giubbotto marrone.

E´  OMICIDIO
Qualcuno avrebbe adescato il ragazzino mentre vagava nel paese dopo aver bigiato la scuola dove la mamma lo sapeva tranquilla. Il piccolo frequentava la terza elementare. Sono circolate voci secondo cui il bimbo sia stato prelevato per strada da sconosciuti e fatto salire in macchina. Il mostro ha poi strangolato il bimbo, spingendo poi il corpo senza vita in fondo al vallone profondo 3 metri.

ANDREA QUELLA MATTINA NON VOLEVA ANDARE A SCUOLA
La madre, una 25enne casalinga santacrocese, nonostante fosse in stato confusionale ha riferito ai militari che quella mattina a scuola Andrea non ci voleva proprio andare, perché faceva i capricci. Grande è stata la sorpresa della donna quando, alle 12.45, ha atteso invano il figlio all’uscita da scuola: insegnanti, bidelli e gli stessi compagnetti avevano riferito alla 25enne che quella mattina Andrea non si era proprio visto. A quel punto, mentre la madre era comprensibilmente assalita dalla paura, qualcuno ha chiamato il 112.

LE RICERCHE CON I CANI MOLECOLARI 
In poco tempo sono state organizzate le ricerche con l’ausilio dei cani molecolari ai quali era stato fatto annusare il pigiama del bambino. Poi il ritrovamento da parte del cacciatore e il drammatico epilogo di una brutta vicenda ancora tutta da chiarire e di cui è stato ovviamente messo al corrente il padre, un 30enne che si trovava proprio al nord per il suo lavoro di autotrasportatore. L’uomo ha fatto rientro in queste ore in paese.

IL PICCOLO ANDREA, UN BIMBO VIVACE
Andrea Loris Stival era un bambino come tanti, vivace e appassionato di sport. Non era particolarmente irrequieto, anche se, stando ad alcune indiscrezioni, pare avesse altre volte tentato delle fughe in passato. In un paio di casi, di cui uno recente, c’era anche riuscito, ma era stato ritrovato poco dopo dalla madre. Stavolta, purtroppo, non è andata altrettanto bene. I carabinieri sono affiancati dalla squadra mobile nelle indagini, che si concentrano in quelle quattro ore di buio che intercorrono dall’allontanamento del bambino da scuola fino al ritrovamento del suo corpo senza vita. Gli inquirenti stanno dunque sentendo parecchie persone per raccogliere informazioni sugli ultimi istanti di vita di Andrea.

UN PAESE SOTTO SHOCK
Un paese sotto shock che si stringe al dramma della famiglia Stival. Un dolore immane reso ancora più insopportabile dal mistero che avvolge la morte del bambino. Il sindaco Franca Iurato esprime cordoglio e si dice vicina al dramma di questa famiglia, annunciando il lutto cittadino per questo evento tragico che ha sconvolto la sonnacchiosa routine di un paese abitato da poche migliaia di anime. Andrea è descritto come un bimbo vivace ce qualche volta faceva di testa sua. Spesso si allontanava per passeggiare all’aria aperta e non ritrovava subito la strada di casa. Ma bastava un giro in auto da parte della madre, che conosceva i luoghi preferiti dal figlio, per ritrovarlo. Stavolta non è andata così e nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare una simile tragedia. La zia materna in lacrime non riesce a credere alla dura realtà, e si aspetta che il nipote vada ancora a farle visita, come faceva spesso assieme alla sua mamma. A Santa Croce Camerina nessuno ha voglia di parlare dell’accaduto e si respira un aria greve. Le sirene e i lampeggianti di polizia, carabinieri e vigili del fuoco hanno destato curiosità ed apprensione tra i cittadini, strappati alla loro vita quotidiana in un sabato di fine novembre che sembrava come tanti altri e che invece riservava la più terribile delle tragedie.

IL PARROCO SI SANTA CROCE: «SIAMO ANGOSCIATI»
L’unico che si sente di fare rilasciare una dichiarazione è il parroco del paese, don Angelo Strada, secondo cui «Niente ha più importanza dopo questa brutta notizia: un bambino è morto ed è giusto che ci sia il più assoluto silenzio sulla questione. La comunità è angosciata per questa perdita e ci uniamo al dolore dei genitori».

GLI STIVAL: UNA FAMIGLIA NORMALE DALLA VITA SERENA
Quella degli Stival era una famiglia come tante. La donna 25enne, casalinga, vive in una piccola casa che divideva con il figlio Andrea e con il fratellino di 4 anni, mentre il padre di 30 anni è assente per lunghi periodi per il suo lavoro di autotrasportatore che lo porta spesso al nord, dove si trovava pure sabato, quando è stato raggiunto al telefono dalla sconcertante notizia. Le giornate di madre e figlio erano serene e quasi tutti i pomeriggi venivano trascorsi a fare i compiti prima dello svago. Andrea non amava particolarmente la scuola e, come quasi tutti i bambini della sua età, preferiva giocare. Anche quella fatale mattina Andrea avrebbe voluto starsene a letto. Ma nessuno poteva immaginare cosa sarebbe accaduto.

Cliccate sulle foto sotto per ingrandirle