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SANTA CROCE CAMERINA - 07/11/2013
Cronache - Sembrano delinearsi i contorni della vicenda avvenuta un mese e mezzo fa

Cadavere S. Croce: è una romena

I carabinieri della Compagnia di Ragusa, dopo complesse indagini, hanno comunicato di essere vicini alla completa identificazione del corpo
Foto CorrierediRagusa.it

E´ più chiara la vicenda del ritrovamento del cadavere di una donna in decomposizione rinvenuto il 27 settembre dietro una villetta attigua al campo sportivo comunale, vicino alla provinciale Santa Croce-Malavita-Ragusa (foto). I carabinieri sono vicini alla completa identificazione del cadavere che dal giorno del ritrovamento non è stato reclamato da alcuno. L’autopsia, condotta dopo qualche giorno all’obitorio del cimitero di Santa Croce e rivelatasi difficile a causa dell’avanzato stato di decomposizione del corpo, aveva permesso di stabilire solo che si trattava di una donna. Era stato questo un primo elemento di sorpresa, in quanto in un primo momento gli inquirenti ritennero che le sembianze fossero quelle di un uomo, visto il tipo di abiti addosso al cadavere. L’esame autoptico e le radiografie eseguite in parallelo non avevano evidenziato segni di violenza non essendo state rilevate fratture ossee ma, nel corso dell’esame, non era stato possibile rilevare sul corpo lesioni eseguite con oggetti appuntiti o da taglio poiché il cadavere si presentava in alcune parti decomposto al punto da non poter eseguire alcun accertamento probante.

In attesa dei risultati sull’esame tossicologico, i carabinieri della Compagnia di Ragusa hanno rivolto l’attenzione anche al più piccolo indizio al fine di risalire alle generalità della donna e alle cause della morte. Come il telefonino rinvenuto accanto al corpo. Da questo indizio sono state avviate le indagini che si sono concentrate sulle comunità straniere residenti nella cittadina. Gli inquirenti hanno ascoltato un agricoltore locale, titolare di un’azienda agricola situata non molto distante dal luogo del rinvenimento del cadavere, che poteva aver dato lavoro alla donna. Da costui i carabinieri sono poi risaliti a due fratelli rumeni, entrambi agricoltori e residenti ad Acate, che avevano avuto diretta conoscenza di una donna attualmente irreperibile. In particolare uno dei due fratelli aveva acquistato un telefonino e stipulato un contratto di telefonia mobile per conto di questa donna, anch’essa bracciante agricola, che aveva perso telefonino e documenti.

E proprio il telefonino rinvenuto accanto al cadavere, è stato appurato, era quello risultato intestato al rumeno. Da qui i militari della Compagnia carabinieri di Ragusa sono risaliti al nome di battesimo di una donna rumena che pare abbia due figli in Italia, uno in provincia di Ragusa e l’altro in una provincia del nord Italia al fine di comparare il loro Dna con quello del cadavere, attualmente sepolto senza identità presso il cimitero di Santa Croce Camerina. Se il cromosoma X del Dna di questi giovani dovesse coincidere con uno dei cromosomi del cadavere ritrovato, si potrà risalire all’identità della donna. Non sarà la conclusione della vicenda in quanto dopo le indagini continueranno per risalire alle cause e ai motivi della morte.