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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1327
SANTA CROCE CAMERINA - 30/07/2013
Cronache - Disavventura a lieto fine per due diportisti

Pescatori naufraghi salvati al largo di Punta Secca

Hanno avuto solo il tempo di indossare i giubbotti salvagente e si sono ritrovati in mare aperto senza poter chiamare aiuto

Hanno vissuto una brutta avventura in mare, conclusasi dopo otto ore dal naufragio della loro imbarcazione. R.A, 69 anni e G.B. , suo coetaneo, ambedue di Santa Croce, ricorderanno per un po’ questa giornata iniziata ieri mattina alle 8,30 nel porticciolo turistico di Punta Secca, frazione di Santa Croce, dove i due si sono imbarcati su un piccolo battello per una battuta di pesca con la lenza. R.A. e G.B. hanno preso la direzione sud-est con mare calmo e condizioni meteomarine ideali. Verso mezzogiorno però il loro natante, per motivi che ancora non sono noti, ha cominciato a imbarcare acqua dalla poppa in modo così repentino che i due pescatori dilettanti non hanno avuto il tempo di dare l’allarme con i telefoni cellulari. I loro tentativi di chiamata con i telefonini fallivano a causa della rapidità di affondamento della loro imbarcazione. I due diportisti hanno avuto, per fortuna, solo il tempo di indossare i giubbotti salvagente e si sono ritrovati in mare aperto senza poter chiamare aiuto.

Le condizioni ottimali del mare non ha creato loro difficoltà se non la continua permanenza in acqua. R.A. e G.B. hanno fatto affidamento al tempo: i familiari infatti, quando verso le 17 non li hanno visto tornare ed erano vani i tentativi di mettersi in contatto con loro per via telefono, hanno fatto scattare l’allarme. I congiunti di R.A. hanno allertato prima la capitaneria di porto di Gela che, a sua volta, ha allertato quella di Pozzallo, competente per la zona di mare interessata al naufragio. La Capitaneria di porto di Pozzallo ha attivato, per la ricerca dei due dispersi in mare, due motovedette e un battello veloce. Un secondo motoscafo della Protezione civile di Marina di Ragusa è partito pure verso la zona del possibile naufragio. Tutti i mezzi marittimi sono stati coadiuvati nelle ricerche da un aereo della Guardia Costiera alzatosi in volo da Catania che ha perlustrato lo spazio marino da Marina di Ragusa a Punta Secca e fino a diverse miglia dalla costa. Le ricerche, nell’arco di tre ore, hanno sortito gli effetti sperati.

I due naufraghi venivano localizzati dal gommone della Protezione civile a otto miglia a sud-sud-ovest da Marina di Ragusa, al cui porto turistico sono stati poi condotti. Una ambulanza ha trasportato R.A. e G.B. all’ospedale «Civile» di Ragusa per accertamenti in quanto infreddoliti per le tante ore trascorse in acqua. La loro avventura, come si dice in questi casi, la potranno però raccontare ai nipotini.