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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 912
SANTA CROCE CAMERINA - 20/03/2013
Cronache - Si aggiungono alle altre 64 persone denunciate in precedenza

Accessi negati al mare: altre 46 denunce

Le indagini sono state condotte dai carabinieri per abusivismo Foto Corrierediragusa.it

La vicenda degli accessi al mare nella fascia costiera camarinense fa segnare un’altra operazione dei carabinieri con nuove denunce. Sono state deferite infatti alla Procura della Repubblica di Ragusa in stato di libertà altre quarantasei persone responsabili di illeciti blocchi delle vie d’accesso al mare secondo il codice della navigazione, contravvenzione penale punita con l´arresto fino a sei mesi o con l´ammenda fino a 516 euro. Nei primi di febbraio erano state già deferite 66 persone in stato di libertà per il reato di occupazione abusiva di spazi demaniali in quanto responsabili di aver bloccato con manufatti permanenti le vie di accesso al mare.

Le indagini dei carabinieri del nucleo provinciale, coordinate dalla Procura di Ragusa, dopo la rimozione dei cancelli, sono proseguite ed hanno portato adesso alla individuazione di queste altre 46 persone, proprietari a vario titolo dei terreni situati a valle dei cancelli, che grazie a questi s’erano creati nel tempo esclusivi accessi al mare. Queste quarantasei persone si vanno a sommare con le altre sessantaquattro individuate già dai primi di gennaio. Nelle scorse settimane il tribunale del riesame ha annullato il sequestro dei cancelli perché diversi indagati hanno dimostrato con visure catastali la proprietà dell´area e perché mancano prove concrete per il reato. I cancelli sono stati dissequestrati e restituiti.

Questo però, precisa il comando provinciale dei carabinieri, di per sé non implica che non sussista il reato. La Corte Suprema di Cassazione afferma infatti che «si rende colpevole del reato previsto dall´articolo 1161 del codice della navigazione colui che, pur senza occupare direttamente una zona demaniale, ne impedisca l´uso pubblico mediante la esecuzione sulla propria proprietà di opere, quali sbarramenti, recinzioni, cancelli e simili, che di fatto ostacolino l´esercizio della facoltà di raggiungere la zona demaniale e di usufruirne secondo la destinazione che gli è propria, sottraendola così alla generalità degli aventi diritto e riservandola a soggetti determinati».

Pertanto, precisa la nota del comando provinciale dei carabinieri, l’attività di contrasto all’abusivismo e all’illecita interdizione degli accessi al mare continuerà e sarà rafforzata nelle prossime settimane per garantire la piena fruibilità degli arenili prima dell’inizio della stagione estiva.