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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1187
SANTA CROCE CAMERINA - 17/01/2013
Cronache - Durante la rapina fu aggredita la titolare di 35 anni, minacciata con una pistola

VIDEO - Rapina gioielleria: presi altri 2

Le manette sono scattate per Antonino Puzzo, 22 anni, e per Marco Nuncibello, 25 anni, di Vittoria Foto Corrierediragusa.it

Si è chiuso il cerchio sulla rapina a mano armata compiuta in una gioielleria di Santa Croce Camerina il 9 febbraio 2012, con l’aggressione della titolare, minacciata con una pistola. Polizia e Carabinieri hanno arrestato gli ultimi due componenti della banda.



Le manette sono scattate per Antonino Puzzo, 22 anni, fruttivendolo vittoriese già noto per reati specifici, e per Marco Nuncibello, 25 anni, pure lui di Vittoria, disoccupato e incensurato.

Sono accusati di rapina aggravata e porto abusivo di arma da fuoco in concorso con le altre quattro persone arrestate lo scorso luglio: tre uomini e una donna, ovvero Fabiola Busacca, 27 anni, disoccupata; il marocchino Soufiane Et Taoufiq, 24 anni, pregiudicato; Salvatore Giacchi, 28 anni, operaio ed Emanuele Di Martino, 39 anni, bracciante agricolo già noto per reati specifici.

Grazie alle immagini delle telecamere a circuito chiuso e con il riscontro dei tabulati telefonici, Polizia e Carabinieri hanno potuto ricostruire la dinamica della rapina alla gioielleria gestita da una commerciante di 35 anni di Santa Croce. Tre persone con i volti nascosti da passamontagna e armati di taglierini e di una pistola erano entrati nella gioielleria e, sotto la minaccia dell’arma, si erano fatti consegnare gioielli del valore di 20mila euro. Poi la fuga a bordo di un furgone Fiat Fiorino guidato da Puzzo e rubato ad un vittoriese di 47 anni.

Il mezzo fu poi trovato abbandonato in contrada Grotte. I rapinatori che minacciarono ed aggredirono la titolare per farsi consegnare i gioielli furono il marocchino, Giacchi e Nuncibello. Di Martino e la ragazza Fabiola Busacca si appostarono all’esterno per fare da «palo», mentre Puzzo rimase nel furgone col motore acceso, pronto per la fuga.