Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 945
SANTA CROCE CAMERINA - 16/01/2013
Cronache - Le indagini dei Carabinieri di Santa Croce relative all’attentato del 3 gennaio

La gambizzazione del tunisino è stata una messinscena

I Carabinieri sono arrivati a queste conclusioni dopo intense indagini. Si cerca di capire il movente della simulazione del nordafricano che è sta-to denunciato

Sarebbe stata tutta una messinscena l’attentato di cui è stato vittima all’inizio dell’anno un tunisino mentre lavorava in una azienda agricola di Punta Braccetto. A questa conclusione sono giunti i carabinieri della Stazione, collaborati dai commilitoni del Nor della Compagnia di Ragusa, che hanno denunciato lo stesso tunisino che aveva affermato d’esser stato vittima di una gambizzazione il 3 gennaio scorso. Il cittadino tunisino D.B., 30 anni, disoccupato e senza fissa dimora, con precedenti per traffico di sostanze stupefacenti, si trovava quel pomeriggio ospite di un conoscente in una azienda agricola di Punta Braccetto quando, sostenne, venne attinto da un proiettile esploso da un’auto in corsa con a bordo due persone che lo colpirono di striscio sopra la caviglia.

I militari dell’Arma organizzarono dei posti di controllo finalizzati ad intercettare l’auto degli aggressori mentre il ferito veniva soccorso e tra-sportato all’ospedale «Civile» di Ragusa. I carabinieri effettivamente pochi minuti dopo fermavano un’auto quasi uguale a quella indicata dal tunisino con tre giovani ragusani a bordo che, sospettati dell’attentato, erano stati fermati, perquisiti e interrogati a lungo, ma erano stati rilasciati in quanto avevano fornito un alibi e non erano stati riconosciuti dall’uomo ferito.

I militari dell’Arma, constatato anche che alcuni particolari del racconto del tunisino avevano destato dei sospetti, cercarono di andare più a fondo nella vicenda. Riuscivano a raccogliere la testimonianza del medico del pronto soccorso dell’ospedale che aveva suturato la ferita al tunisino che confessò agli inquirenti che la ferita stessa non poteva essere compatibile con quella prodotta da un proiettile. Così i militari messi insieme tutti questi elementi hanno denunciato il tunisino per procurato allarme e simulazione di reato, smontando un episodio che aveva destato preoccupazione e allarme nella cittadina e nel comprensorio.

I carabinieri stanno continuando le indagini per capire i motivi della simulazione attuata dal tunisino. Dal sopralluogo dei carabinieri dentro e fuori l’abitazione del giovane sembra che siano emersi elementi che potrebbero portare gli inquirenti a tracciare un quadro chiaro delle motivazioni di fondo dell’intera messinscena operata dal giovane nordafricano.