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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 736
SANTA CROCE CAMERINA - 10/01/2013
Cronache - La vicenda delle 69 denunce ha suscitato clamore

Litorale Santa Croce: "Spiagge aperte"

Il reato contestato: «abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata». Fra i denunciati, ragusani e camarinensi, ma non mancano vittoriesi, comisani, catanesi, palermitani, e addirittura milanesi, varesini, ravennati e un fiorentino. C’è anche un giornalista
Foto CorrierediRagusa.it

Ha suscitato vivo clamore l’operazione dei carabinieri del comando provinciale che, dopo mesi di indagini, hanno denunciato 69 proprietari di immobili ricadenti nelle borgate della fascia costiera per irregolarità legate alla occlusione delle vie di accesso al mare e per abusi edilizi di varia natura. L’operazione, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia, ha fatto seguito a quelle già intraprese dall’estate scorsa da parte dei carabinieri provinciali e che avevano portato, fra ottobre e novembre scorsi, alla scoperta di abusi edilizi a Caucana.

Le indagini da allora sono proseguite senza sosta ed hanno condotto adesso a queste denunce che coinvolgono un elevato numero di proprietari di abitazioni della fascia costiera del camarinense, ma che coinvolgono cittadini non solo residenti in provincia ma anche in altre zone d’Italia. L’indagine era stata avviata in estate dopo un singolare abbinamento fatto dai mass media fra la notorietà raggiunta da Punta Secca, dove di trova la «Casa del commissario Montalbano» e una diffusa illegalità edilizia, normativa e ambientale. Sono stati rilevati in particolare sei accessi al mare occlusi dai proprietari delle abitazioni ricadenti nello sbocco sulla spiaggia in modo irregolare con cancelli fissi o con catene e con strutture murali stabili e non temporanei.

Il maggiore Alessandro Coassin, comandante provinciale dei carabinieri, ci ha dichiarato che «dei sei accessi occlusi individuati come irregolari non ne esiste nemmeno uno a Punta Secca» e che quindi il fenomeno è, per esclusione, diffuso in altre borgate. L’informazione del comandante provinciale dei carabinieri porta a smentire quindi, in modo clamoroso, l’atteggiamento scandalistico verso Punta Secca imbastito in estate, quasi a voler colpire la piccola frazione marina di Santa Croce, rea di avere la famosa «Casa del Commissario Montalbano».

«Cui prodest»? A chi giovava mettere in cattiva luce Punta Secca? Oppure: si voleva mettere, colpendo il territorio di Santa Croce, indirettamente in cattiva luce tutta la provincia di Ragusa e la sua vitalità economica, l’attivo porto turistico di Marina di Ragusa, il porto di Pozzallo e il nascente aeroporto di Comiso? Le illegalità comunque sono state riscontrate e le indagini da parte del comando provinciale dei carabinieri, ci conferma il maggiore Coassin, proseguiranno senza interruzione. «Chiederò anzi – ci annuncia il comandante provinciale dell’Arma - ad ogni singola stazione dei carabinieri, da Acate a Ispica, che si curino il proprio orticello e continuino a indagare per scoprire ulteriori irregolarità come quelle emerse nel territorio di Santa Croce, anche coinvolgendo la polizia locale, verificando che gli accessi al mare siano a norma di legge e che siano regolari gli insediamenti nel demanio marittimo».

LE 69 DENUNCE
I Carabinieri del Comando provinciale di Ragusa hanno denunciato 69 proprietari di immobili nella costa che va da Casuzze a Punta Braccetto per irregolarità varie attinenti alla fruizione delle aree a ridosso delle spiagge. E’ l’esito dell’eclatante sopralluogo dello scorso 26 agosto da parte dei militari del Comando provinciale condotto con un appariscente dispiegamento di uomini, natanti ed elicotteri sul litorale santacrocese.

I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Ragusa quel 26 agosto avevano redatto un primo rapporto dell’indagine, depositato in Procura, sanzionando in via amministrativa quindici persone per aver parcheggiato sul demanio marittimo e denunciato due persone per aver installato su area demaniale una pedana e un gazebo. Nei mesi successivi quell’intervento, i militari del nucleo operativo e radiomobile Ibleo avevano proseguito e approfondito gli iniziali accertamenti tesi ad individuare i responsabili delle altre irregolarità riscontrate. L’attenzione era stata rivolta sia in mare che sulla costa.

Mentre la cartellonistica sulle spiagge e le boe in mare erano risultate tutte regolari, sono stati invece riscontrati illeciti nei blocchi delle vie d’accesso all’arenile, che la legge vuole siano libere e sgombre da impedimenti che ostacolino l’accesso al mare. Sono stati rilevati sei accessi dove arbitrariamente erano state poste opere rimovibili e murarie, finalizzate a impedire agli utenti l’accesso alla spiaggia. L’occlusione e il blocco temporaneo degli accessi saranno sanzionati con pene amministrative fino a 206 euro mentre l’occlusione permanente al demanio marittimo verrà punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.

Sono state riscontrate altre violazioni da parte di privati come l’istallazione abusiva di cancelli per parcheggio auto e quella di paletti o muretti con catene chiuse da lucchetti sia per privatizzare l’area demaniale sia per impedire l’accesso al mare e, indirettamente, l’intervento di mezzi di soccorso. Dei sei accessi trovati bloccati da manufatti permanenti e temporanei situati tra le località di Caucana e Punta Braccetto, sono stati individuati e identificati i proprietari delle abitazioni a valle della chiusura, che hanno tratto vantaggio dalla forzata «privatizzazione» dell’area.

Queste persone, complessivamente sessantasei, sono state tutte deferite in stato di libertà per il reato di «abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata». Fra queste persone denunciate, rileva la nota del comando provinciale dei carabinieri «la stragrande maggioranza sono ragusani e camarinensi, ma non mancano vittoriesi, comisani, catanesi, palermitani, e addirittura milanesi, varesini, ravennati e un fiorentino. Si trovano - rilevano ancora in carabinieri - tantissimi pensionati, impiegati, anche pubblici, e non mancano un avvocato, un architetto e un giornalista. C’è perfino uno studente minorenne».

I manufatti (cancelli, muretti, pali e paletti, ndc), una volta emessi gli ordini di rimozione, verranno rimossi con l’ausilio del comune di Santa Croce Camerina e l’assistenza dei Vigili del fuoco. Nel corso delle attività d’indagine, sono state denunciate anche altre persone, in particolare due comisani con seconda casa a Caucana, per abuso edilizio aggravato dalla presenza di vincoli. Avevano ampliato l’abitazione con diverse nuove strutture per una metratura aggiuntiva abusiva di circa sessantatre metri quadri. Un artigiano di Vittoria aveva invece violato i sigilli del contatore per consumare senza pagare l’acqua del servizio idrico pubblico. È stato denunciato per furto aggravato e continuato e violazione dei sigilli. Le indagini dei carabinieri però continueranno nei prossimi mesi con ulteriori accertamenti con l’intento di eliminare gli ultimi abusi sugli accessi al mare prima della prossima estate.

Nella foto, un´area chiusa abusivamente


Giusto confronto
11/01/2013 | 10.10.53
Giovanni Schembari

Il sig. Gianni ha certamente un cognome e sono sicuro che presto ce lo farà sapere. Si, sono un residente e confermo che la strada, privata, è stata, parecchi anni fa, ceduta gratuitamente al Comune, che non l´ha mai formalmente accettata (salvo apporvi la toponomastica). Le tasse (TARSU, ICI/IMU, ecc.) sono regolarmente pagate da sempre e la promessa dell´Amministrazione di allora di fornire i conseguenti servizi (raccolta RSU, illuminazione pubblica, pulizia, ecc.) è stata sempre disattesa. Non è voglia di oasi deserte da godere in esclusiva ma solo richiesta di legalità; le assicuro che non è piacevole essere risvegliati nel cuore della notte da una bottigliata alla finestra, o da urla dovute ad una rissa, o essere impossibilitati ad uscire di casa per auto che bloccano i cancelli (magari con all´interno persone in stato di ebbrezza che riposano amabilmente), o ancora non potere rientrare a casa (giorno o notte che sia) per gli ingorghi del traffico generati dal parcheggio selvaggio. Il confronto non è fra residenti ed utenti, ma fra questi e le amministrazioni preposte; sia i residenti che gli utenti pagano le tasse, esattemente come avviene in altre tantissime località marinare e/o balneari dove evidentemente gli enti preposti sono riusciti a far coesistere le esigenze di tutti. L´unica chiusura della strada, cui si riferisce la foto, è avvenuta solo 2 anni fa, autorizzata dal Comune e revocata dopo qualche giorno; la definirei solo un tentativo di legittima difesa


cow boy del nuovo millennio
10/01/2013 | 16.46.25
vale

trattasi di "emancipazione" da sedia nel posto auto davanti casa.......... bifolchi !!!


SENTI CHI PARLA...
10/01/2013 | 15.51.49
Gianni

Sicuramente il sig. Schembari è un residente di via Pietro V Celestre, (strada privata ceduta gratuitamente al Comune dai frontisti proprietari per non pagare la tassa sulla strada, la pulizia, ecc), ma dimentica che proprio quei proprietari hanno ogni anno chiuso la strada come in foto (sembrava lei). Il parcheggio selvaggio si risolve con la legalità, e non con le sbarre. Chi vuole il deserto attorno e tutti i parcheggi liberi, può recarsi in un´oasi deserta.


10/01/2013 | 10.28.38
miokol

finalmente una bella notizia! purtroppo sono tante le zone costiere della nostra provincia con lo stesso problema, ed è un vero peccato, mi preme ricordare e segnalare con grosso dispiacere la quasi impossibilità di raggiungere i faraglioni di porto ulisse a causa di comportamenti simili da parte dei proprietari della zona


didascalia foto
10/01/2013 | 9.29.28
Giovanni Schembari

La foto mi sembra quanto meno contraddire la didascalia "Nella foto, un´area chiusa abusivamente" visto e considerato che sul cartello di divieto di sosta sulla destra campeggia in bella vista un´autorizzazione rilasciata dal Comune di S. Croce Camerina; lo stesso Comune che in uno con tutti gli altri Enti ed Istituzioni competenti non ha mai mosso un dito, negli ultimi 10 anni, per rimuovere il cancello installato circa 100 metri più avanti (nei pressi della Torre di Mezzo) nè per disciplinare il traffico veicolare ed il parcheggio selvaggio della via Pietro V Celestre, strada privata ceduta gratuitamente al Comune dai frontisti proprietari.