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SANTA CROCE CAMERINA - 05/01/2013
Cronache - La scomparsa nel giorno di Natale nel corso di un’uscita in solitario del sub

Il mare non restituisce il corpo di Bufardeci

La scomparsa nel mare di Punta Secca. Ancora scandagliato un relitto al largo della frazione Foto Corrierediragusa.it

Non si hanno ancora notizie di Bruno Bufardeci (nel riquadro della foto del luogo della scomparsa a Punta Secca), il sub di 53 anni di Ragusa, disperso dalla mattina di Natale al largo di Punta Secca mentre effettuata una battuta di pesca in solitario. L’uomo si era allontanato con il suo gommone dal porticciolo della frazione santacrocese e si era diretto all’altezza di un relitto di un mercantile adagiato sui fondali ad un miglio dalla costa. Qui aveva ancorato il suo natante e aveva iniziato a pescare ma qualcosa era andato storto e di Bufardeci si sono perse le tracce.

I parenti non vedendolo arrivare hanno dato l’allarme e sul posto si portavano degli esperti subacquei che hanno potuto constatare che l’uomo risultava disperso. Il suo fucile, al quale era fissata una piccola telecamera, faceva però luce sulla scomparsa di Bruno Bufardeci che, assalito da una sincope anossica, lasciava cadere l’arma usata per pescare in fondo al mare non riuscendo a risalire in superficie. Le ricerche da allora, nei primi giorni effettuati con un largo spiegamento di forze navali, aeree e terrestri, non hanno consentito di ritrovare il sub scomparso, facendo presagire per lui una tragica scomparsa. Dopo i primi giorni di ricerche, le introspezioni della Guardia costiera via mare sono calate di intensità ma sono sempre continuate incessantemente. Si cerca il corpo anche a svariati chilometri di distanza.

E’ questa infatti la speranza dei parenti, distrutti dal dolore, che si possa almeno ritrovare il corpo del loro congiunto. Non è facile. La dinamica di quella che sembra sempre ormai una tragica scomparsa in mare è stata delineata nei particolari da parte dei colleghi che, dalle immagini della telecamera posta sul fucile, hanno avuto ben chiaro quello che ha preceduto l’incidente in mare dell’esperto sub. L’uomo aveva compiuto quella mattina, dall’inizio della sua battuta di pesca che eseguiva sempre in apnea senza l’ausilio di bombole d’aria, tre immersioni. La corrente in fondo al mare era forte ed era in direzione «ponente», si sviluppava cioè da occidente ad oriente. Alla terza immersione aveva adescato una grossa ricciola posta proprio vicino al relitto del mercantile e posizionata contro corrente. Era quindi risalito in superficie per riprendere aria e recuperare le forze proprio a causa della forte corrente ma, forse, desideroso di ridiscendere subito in apnea per non farsi sfuggire la preda, non avrà compensato aria a dovere. Bufardeci si immergeva scendendo in obliquo controcorrente così da giungere sul punto dove si trovava la ricciola aiutato anche dalla forza della corrente stessa. Individuava la preda, sparava, ma il filo, come si vede dalle immagini, si impigliava in parte sul pesce, costringendo l’uomo a sforzi supplementari per riprendere la grossa preda.

Sforzi e tempo che gli possono essere stati fatali. Con le risorse d’aria quasi esaurite Bufardeci veniva assalito dalla sincope, svenendo, lasciando cadere il fucile e scomparendo fra i flutti. In quella zona i fondali sono piatti e sabbiosi. Dicono i sub conoscitori della zona che ci sono solo due agglomerati rocciosi dove il corpo si sarebbe potuto impigliare. Una seconda versione fa ipotizzare che la corrente di ponente può aver trascinato il corpo sul fondale. In questo caso Bufardeci potrebbe essere stato sospinto ben lontano. Qualcuno sostiene che le correnti possono averlo portato fino a Cava d’Aliga. Qualcuno però ha azzardato l’ipotesi, molto difficile secondo gli esperti di mare, che il corpo possa essere rimasto incastrato in fondo al relitto. Questa eventualità pare sia stata verificata proprio l’altro ieri dai sommozzatori della Guardia costiera che si sono di nuovo immersi nella zona della scomparsa di Bufardeci andando a scandagliare il relitto stesso. Le ricerche però non hanno dato alcun esito. Si cerca ancora. Chi staziona sempre davanti al porticciolo di Punta Secca non distoglie lo sguardo verso il mare per avere almeno un segnale che possa far ritrovare il corpo di Bruno Bufardeci.