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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 931
SANTA CROCE CAMERINA - 28/12/2012
Cronache - La Guardia costiera ha perlustrato il mare fra Punta Secca e la costa orientale

Scomparsa Bufardeci: ricerche senza esito

Il costante flusso comunicativo con la Prefettura, ha permesso di impiegare, in modo coordinato, in questi giorni circa 150 volontari della Protezione Civile con unità appiedate e navali, i vigili del fuoco, la Guardia di Finanza con unità navali e automontate, i Carabinieri, il 118 e la Polizia locale Foto Corrierediragusa.it

Risulta ancora disperso il sub ragusano Bruno Bufardeci (nel riquadro della foto di Punta Secca, luogo della scomparsa), 52 anni, forestale e appassionato subacqueo, scomparso nel mare di Punta Secca dalla mattina di Natale, quando si trovava per una battuta di pesca al largo della costa camarinense, ad un miglio dalla riva, all’altezza di un relitto di un mercantile al quale era giunto con il suo gommone. Le ricerche per tutta la giornata di ieri sono proseguite con un impiego di uomini e mezzi non indifferenti.

La Guardia costiera infatti ha perlustrato il mare fra Punta Secca e la costa orientale con tre natanti oltre ad un quarto dei Carabinieri che hanno fatto intervenire per le ricerche anche un elicottero proveniente da Reggio Calabria. Sono stati inoltre impegnati nelle ricerche 35 volontari della Protezione civile oltre a carabinieri e ad altre forze dell’ordine che perlustrano la costa da terra per cercare qualche indizio che il mare abbia riportato a riva o lo stesso corpo dello sfortunato subacqueo. L’attività di ricerca e soccorso è stata coordinata dalla Polizia di Stato per quanto concerne le ricerche a terra lungo tutta la fascia costiera iblea ed in piena sinergia con la Capitaneria di Porto che si è occupata, fin da subito, del coordinamento delle unità navali a loro disposizione.

Il costante flusso comunicativo con la Prefettura, ha permesso di impiegare, in modo coordinato, in questi giorni circa 150 volontari della Protezione Civile con unità appiedate e navali, i vigili del fuoco, la Guardia di Finanza con unità navali e automontate, i Carabinieri, il 118 e la Polizia locale. Sono impiegati inoltre aerei e elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato, unità navali e otto volanti della Polizia di Stato. Il Reparto Volo della Polizia di Stato è stato impiegato per tutta la giornata di ieri e sarà in attività anche nei prossimi giorni al fine di poter individuare dall’alto la persona scomparsa.

Sin dal primo momento della scomparsa, un funzionario della Questura di Ragusa, è in costante contatto con i familiari di Bruno Bufardeci, al fine di assisterli e di aggiornarli sull’esito delle ricerche. Il tenente di vascello, Salvatore Trovato, della Capitaneria di Porto di Pozzallo, parla però non più di ricerca e soccorso di persona in vita ma di operazione per cercare di trovare e restituire il corpo del disperso ai familiari. Nelle prossime ore è atteso un aumento del moto ondoso del mare che potrebbe spingere il corpo dello sportivo disperso verso riva. Dopo il tramonto comunque le ricerche sono state sospese via mare ma continueranno stamattina senza soluzione di continuità per cercare di trovare il subacqueo disperso in mare.

ADESSO SI TEME IL PEGGIO
Sono riprese stamane le ricerche per ritrovare Bruno Bufardeci, 52 anni, ragusano, un forestale con la passione per la pesca subacquea. Dell´uomo si sono perse le tracce dal giorno di Natale quando si è immerso, come era solito fare, nelle acque antistanti il braccio di mare antistante Punta Secca.

Nel giorno di S. Stefano Guardia costiera, Protezione Civile, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza sono stati tutti mobilitati per ritrovare il sub ma le ricerche sono state vane. Anzi c´è più di un elemento che fa pensare ad un fine tragica per Bufardeci. Dice il capo squadra dei Vigili del Fuoco di Palermo, Vincenzo Dolce: "Abbiamo effettuato le ricerche sul troncone dalla parte prodiera del relitto dove la vittima di solito andava a pescare a circa 28 metri di profondità. Grazie all´ottima visibilità e alle favorevoli condizioni del mare, è stato ritrovato il fucile che aveva incorporata una telecamera.

Abbiamo visionato le immagini, con i colleghi della capitaneria di porto di Pozzallo e di Catania, e si è visto distintamente l´arpione che infilzava una ricciola e la lenza che si tendeva trainata dal pesce, ancora vivo, fino ad arrivare in superficie, poi la lenza si è allentata con la conseguente caduta libera del fucile verso il fondale. Da qui si può evincere che il sub ha avuto un malore. Le ricerche proseguono con l´ausilio di elicotteri e mezzi di superficie verso est, in direzione di Capo Passero"

Bruno Bufardeci è molto conosciuto nella frazione marinara per la sua passione e la sua temerarietà. Due amici, Giusseppe Nocerino ed Aldo Spina , lo hanno salvato qualche anno fa quando fu colpito da una sincope in fondo al mare. Fu un massaggio cardiaco a salvargli la vita.

RICERCHE ANCORA INFRUTTUOSE
Le ricerche sono condotte da polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, guardia costiera e volontari della protezione civile, con l’ausilio di un aereo che sorvola la zona a bassa quota. Sono giunti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco da Palermo e Catania. I sospetti che Bruno Bufardeci possa aver fatto un brutta fine sono purtroppo alimentati dal ritrovamento del gommone e del fucile subacqueo in zona, nonché dei telefoni cellulari spenti e di buona parte dell’attrezzatura subacquea. Perché l’uomo se ne sarebbe dovuto separare in maniera volontaria? Prende quindi sempre più corpo l’ipotesi della disgrazia, forse causata da un malore probabilmente dovuto ad una sincope, o a una congestione.

Non è escluso però anche l’incidente, dal momento che, in base ai pochi secondi di riprese confuse della videocamera subacquea lasciata accesa dall’uomo, quest’ultimo pare si sia trovato in difficoltà nell’agganciare un grosso pesce, che lo avrebbe quindi potuto far scivolare in mare. Bruno Bufardeci si era immerso da solo, e, nel caso si fosse trovato in difficoltà, nessuno avrebbe potuto aiutarlo. L’allarme è difatti scattato quando l’uomo non ha fatto rientro al circolo di Punta Secca. Intano l’aereo della guardia costiera continua a sorvolare la zona, mentre una squadra operativa dei vigili del fuoco del comando provinciale di Ragusa sta monitorando l´area, ma finora non c´è traccia dell´uomo. Una riunione operativa delle varie forse dell’ordine si è tenuta per fare il punto della situazione.