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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 783
SANTA CROCE CAMERINA - 03/09/2012
Cronache - Manette per l’incensurato Giovanni Cabibbo, 33 anni

Preso "cecchino" che sparò col kalashnikov a Punta Secca

Il giovane, in concorso con altro soggetto rimasto ignoto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, andava in giro con un fucile mitragliatore d’assalto modello AK-47 «Kalashnikov», con relativo munizionamento, in maniera illegale Foto Corrierediragusa.it

Aveva sparato lo scorso febbraio dei colpi di kalashnikov contro i locali delle ditte di legnami «Gruppo Barone» e «Sud Legno» e ai danni del ristorante «Rosengarten» in due distinti episodi verificatisi gli scorsi 21 e 23 febbraio a Santa Croce Camerina. Il tutto a poche centinaria di metri dalla "casa del commissario Montalbano". Dopo mesi d´indagine i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ragusa, con l´ausilio dei colleghi del Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno ammanettato, in esecuzione d’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Ragusa Giovanni Giampiccolo, un 33enne incensurato di Santa Croce Camerina. Si tratta di Giovanni Cabibbo (foto), 33 anni, accusato di detenzione e porto illegale di arma da guerra e minacce.

Il giovane, in concorso con altro soggetto rimasto ignoto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, andava in giro con un fucile mitragliatore d’assalto modello AK-47 «Kalashnikov», con relativo munizionamento, in maniera illegale.

L’atto intimidatorio ai danni del ristorante «Rosengarten» veniva documentato dalle riprese video di una telecamera installata nei pressi dell’esercizio commerciale. La svolta alle indagini veniva data dall’analisi di tali filmati, dai quali si vedeva nitidamente una persona scendere alle spalle del ristorante, da un’autovettura poi risultata appartenere a Cabibbo, e dirigersi nella piazzetta dove sorge la casa resa famosa dalla fiction di Montalbano, dopodiché si notavano chiaramente alcuni colpi di kalashnikov bucare la saracinesca.

Cabibbo era poi tornato all’interno dell’autovettura per fuggire con un complice rimasto alla guida. A Cabibbo, insospettabile, si è risaliti in seguito ad intensi e continuati servizi di controllo del territorio, svolti nei giorni immediatamente successivi ai due attentati dai militari della Compagnia di Ragusa, con l’ausilio dei Cinofili del Nucleo Carabinieri di Nicolosi e con il supporto aereo del 12° Elinucleo di Catania, nel corso dei quali il territorio di Santa Croce Camerina veniva setacciato in lungo e in largo, con posti di controllo lungo le vie di accesso all’abitato e l’effettuazione di numerose perquisizioni su strada e a personaggi della malavita locale.

Lo scorso sette marzo, in un terreno incolto in via Giotto, proprio nei pressi di un garage di Cabibbo, venivano ritrovati un caricatore e numerosi colpi calibro 7.62 identici a quelli utilizzati contro le due attività commerciali. Le attenzioni degli investigatori si concentravano dunque su Cabibbo, che veniva monitorato con attività tecnica, attraverso la quale venivano raccolti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati per cui oggi è stato tratto in arresto. In particolare in più occasioni l’arrestato faceva riferimento all’arma da guerra che teneva nascosta in un luogo imprecisato, e che in passato aveva utilizzato.

Resta ancora da accertare a quale titolo Cabibbo svolgesse attività di intermediazione e di esazione nel recupero crediti, e per quali cause lo stesso vantasse tali crediti con diversi soggetti che gravitano nel mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo. Nel corso delle perquisizioni svolte nelle ultime ore è stato sequestrato materiale d’interesse per il prosieguo delle indagini.