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RAGUSA - 26/05/2010
Cronache - Ragusa: operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di finanza

Arrestato Salvatore Brinch, una settimana dopo il padre

In esecuzione di una sentenza della Corte d’appello di Catania

A distanza di una settimana dall’arresto dell’imprenditore Giuseppe Brinch 79 anni, anche il figlio Salvatore, di 53, è finito in manette, al termine di un’operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di finanza. Salvatore Brinch, noto negli ambienti imprenditoriali di Ragusa, è destinatario di una sentenza della Corte d’appello di Catania. L’imprenditore, che opera nel settore delle costruzioni edili, era stato denunciato dalla Guardia di finanza e dai militari dell’Arma dopo articolate indagini contabili eseguiti in diverse ditte di sua proprietà.

L’attività investigativa condotta dal nucleo Polizia tributaria di Ragusa aveva per finalità il corretto impiego degli incentivi, finanziamenti e contributi disciplinati dalla Legge 488/92. Fin dal suo inizio, le ipotesi accusatorie vedevano Salvatore Brinch destinatario di una denuncia per uso di false fatture per documentare una realtà difforme dal vero, contabilizzate per l’indebito ottenimento e percezione di finanziamenti per oltre 2 milioni di euro, aiuti alle imprese che la Legge 488/92 destina all’imprenditoria sana.

La verifica condotta dai finanzieri ha portato alla luce anche altri reati fiscali, dalle false fatture alla presentazione della dichiarazione dei redditi fraudolenta, nonché reati contabili che hanno interessato i riflessi patrimoniali del bilancio. Adesso è stata data esecuzione alla sentenza dei giudici d’appello, a riprova dell’attività investigativa svolta dalle Fiamme gialle e dai Carabinieri.

L’imprenditore è stato condannato perché ritenuto colpevole dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubblici, per aver presentato al fisco una fraudolenta dichiarazione dei redditi e aver fatto uso di fatture per operazioni inesistenti, consentendo ad altre imprese compiacenti l’evasione. Salvatore Brinch sconterà i sei mesi di pena residua, rispetto agli originari tre anni e mezzo, nella sua residenza di Ragusa.

Ad un’analoga sentenza di condanna, come accennato, era stata data esecuzione appena una settimana prima a carico del padre Giuseppe Brinch, accusato di frode comunitaria all’Unione europea in concorso e false fatturazioni. I due Brinch, padre e figlio, sono noti soprattutto in qualità di titolari della «Calcestruzzi Srl» di contrada Mugno, società operante nel settore dell´edilizia per la costruzione di edifici. Le fiamme gialle hanno registrato l’indebita percezione di contributi per un importo totale di un milione 907mila euro. In riferimento al reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, commesso negli anni 2000 e 2001, l´importo è do 2milioni 870mila euro.

L’arresto era stato eseguito dalle Fiamme gialle in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per una sentenza passata in giudicato. Anche Giuseppe Brinch, così come il figlio, sta scontando la pena residua di sei mesi di reclusione ai domiciliari nella sua casa di Ragusa.