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RAGUSA - 22/05/2010
Cronache - Ragusa: la vittima è Nunziata Pluchino, 65 anni. Il matricida - suicida è il figlio Daniele Arestia

Ha ucciso la madre perchè voleva impedirgli di suicidarsi

Pare che la madre volesse impedire al figlio di togliersi la vita. E’ quini scattata la follia omicidia nell’uomo, che, dopo il matricidio, ha portato a termine l’insano gesto
Foto CorrierediRagusa.it

A distanza di una settimana dalla tragedia che ha sconvolto una provincia, sono stati celebrati ieri nel cimitero di Ragusa, secondo il rito dei Testimoni di Geova, i funerali di Nunziata Pluchino, 65 anni, e del figlio Daniele Arestia, di 37 (NELLA FOTO - TUTTI I DIRITTI RISERVATI, RIPRODUZIONE VIETATA). Il matricidio – suicidio si è verificato nella notte tra venerdì e sabato scorsi nell’appartamento dell’edificio popolare di via Anfuso. La donna voleva impedire al figlio di togliersi la vita con il coltello, scatenando la furia omicida del giovane, che ha l’ha uccisa sfondandole la testa con un attrezzo da palestra.

Poi, vinto dal rimorso, Daniele Arestia si è denudato, è corso verso un vicino terreno e si è squarciato la gola. Oggi i funerali, celebrati secondo il credo religioso che univa madre e figlio a filo doppio, nell’ambito di quel rapporto stretto e, almeno all’apparenza, sereno che fino al giorno della tragedia aveva caratterizzato la loro vita. Stamani dunque ’ultimo viaggio di madre e figlio, la cui vita è stata sconvolta da una tragedia che nessuno avrebbe mai potuto prevedere.

L´ORIGINE DELLA TRAGICA VICENDA
Voleva impedire al figlio di uccidersi. Nel vano tentativo di salvarlo, Nunziata Pluchino, 65 anni, ha pagato con la vita, avendo scatenato la furia omicida del figlio di 37 anni Daniele Arestia. L’uomo, dopo aver sfondato la testa della madre con la pesante pedaliera dello step da camera, un attrezzo da palestra, si è spogliato, è corso in un campo adiacente l’edificio popolare di via Anfuso e si è squarciato la gola con un coltello.

Sono queste le ultime indiscrezioni scaturite dalle indagini condotte dalla Squadra mobile sul drammatico matricidio – suicidio verificatosi nella notte tra venerdì e sabato. Pare che la donna avesse sorpreso il figlio con il coltello in mano, scatenando il raptus omicida dell’uomo nel tentativo di strappargli dalle mani l’arma bianca. Pare che da qualche tempo il giovane, che viene descritto da tutti come una persona mite, soffrisse di leggere crisi depressive. Incredulità e stupore tra i testimoni di Geova, di cui le due vittime erano seguaci.

I funerali saranno celebrati domattina nel cimitero di Ragusa. Nunziata Pluchino, che gestiva un negozio di ceramiche in via dei Frassini, viveva con il figlio, disoccupato, che spesso l’aiutava nelle conduzione dell’attività commerciale. Proprio la mancanza di un lavoro suo pare avesse spinto il giovane sulla strada della depressione. L’agghiacciante scoperta del fatto di sangue era stata fatta di buon mattino dalla figlia della vittima, che si era recata a far visita alla madre. Poche decine di minuti dopo i poliziotti hanno rinvenuto il corpo senza vita del giovane in un vicino terreno.

LA CRONACA DELL´AGGHIACCIANTE FATTO DI SANGUE
Ha sconvolto un’intera provincia il matricidio-suicidio di Ragusa. Daniele Arestia, 37 anni, prima uccide la madre di 65 anni, Nunziata Pluchino, sfondandole la testa con un pesante attrezzo da palestra, una pedaliera per lo step, poi infierisce sul corpo esanime sferrandole mezza dozzina di coltellate, infine si toglie la vita.

E’ la tragedia assurda che l’altra notte si è consumata in un alloggio popolare di via Anfuso. Sul fatto di sangue sta indagando la Squadra mobile, coordinati dal dirigente Francesco Marino. I poliziotti sono stati chiamati dalla figlia della vittima, che ha fatto l’agghiacciante scoperta. La donna, che si era recata di buon mattino a far visita alla madre: la donna era priva di vita in una pozza di sangue.

Nonostante lo shock, la figlia ha trovato il coraggio di chiamare il 113. Gli agenti hanno notato l’assenza del figlio della vittima, subito sospettato d’essere l’autore dell’omicidio sulla base degli indizi rinvenuti sulla scena del crimine. Le vistose tracce di sangue erano presenti in altre stanze e fra gli abiti insanguinati lasciati nel vestibolo. Madre e figlio, difatti, vivevano assieme, come confermato dalla congiunta in lacrime. Il padre era venuto a mancare quattro anni fa.

Pochi minuti dopo, l’altra macabra scoperta: il corpo senza vita di Daniele Arestia era riverso a terra nei pressi di un terreno poco distante dall’edificio popolare. Il giovane, annientato dal rimorso per l´agghiacciante delitto del quale si era macchiato, si era tolto la vita sferrandosi coltellate al torace e squarciandosi a morte la gola con lo stesso coltello utilizzato per ferire a morte la madre. Secondo la ricostruzione della Squadra mobile, il corpo del giovane era completamente nudo.

I vestiti e gli effetti personali dell’uomo erano difatti stati rinvenuti dalla polizia nell’appartamento teatro del matricidio. Inspiegabili al momento i motivi del duplice, folle gesto. La tragedia si è compiuta nell’alloggio del lotto 82, al sesto piano del palazzo popolare, nel cuore della notte. I vicini avevano udito grida e rumori, ma mai avrebbero immaginato una simile tragedia. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia scientifica, alla presenza del sostituto procuratore Carmelo Petralia. Il giovane viene descritto da amici, parenti e conoscenti, come una persona tranquilla, calma e affabile.

Tra Daniele Arestia, la madre a la sorella, che viveva altrove con la sua famiglia, c’era un bel rapporto. La donna era titolare di un noto negozio di ceramiche in via dei Frassini a Ragusa. Il figlio, che viveva con la madre, era disoccupato e l’aiutava a gestire il negozio. Ma da qualche giorno Daniele era un po’ depresso. Forse questo temporaneo stato di malessere interiore ha fatto da detonatore al repentino raptus omicida di Daniele Arestia.

Poi sconvolto dalla vista del sangue della madre alla quale egli stesso aveva tolto la vita, il giovane si è spogliato ed è uscito nudo di corsa in strada, con il coltello in mano. Daniele Arestia ha raggiunto il vicino campo e si è accovacciato dietro ad un muro a secco, tra la vegetazione, dove si è inferto le coltellate al torace e squarciato la gola.

(Nella foto in alto Daniele Arestia e la madre Nunziata Pluchino in un momento felice)