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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 815
RAGUSA - 08/05/2010
Cronache - Ragusa: controlli a Pozzallo, Comiso, Ragusa e Modica

Scoperti 22 lavoratori stranieri in nero dalle Fiamme gialle

I finanzieri hanno passato al setaccio serre agricole, pescherecci, cantieri edili, bar, ristoranti ed altri esercizi commerciali, effettuando controlli in 26 ditte dell’intera provincia

Il fenomeno del lavoro nero ancora all´attenzione delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale, supportate anche dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Pozzallo. I finanzieri hanno passato al setaccio serre agricole, pescherecci, cantieri edili, bar, ristoranti ed altri esercizi commerciali, effettuando controlli in 26 ditte dell’intera provincia.

I risultati sono stati rilevanti: su 62 lavoratori dipendenti identificati tra Pozzallo, Comiso, Ragusa e Modica è risultato che ben 22 erano intenti a prestare la loro attività lavorativa completamente in nero, cioè senza risultare da alcuna documentazione obbligatoria dell’azienda, in spregio ad ogni norma di carattere previdenziale ed assicurativa. Tra i lavoratori in nero, oltre a cittadini italiani, vi sono anche alcuni albanesi.

Inoltre nei confronti di due imprese edili di Comiso è stata avanzata agli uffici delI’Ispettorato Provinciale del Lavoro, la proposta per il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, poiché l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria, al momento del controllo, superava il 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.

Pesanti sono anche le sanzioni amministrative contestate per l´impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria: da mille 500 a 12mila euro per ciascun lavoratore.

I controlli delle Fiamme Gialle, che proseguiranno con continuità, hanno evidenziato come nella provincia di Ragusa l’impiego di manodopera in nero o irregolare sia un fenomeno preoccupante che rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita economico-sociale del territorio, perchè oltre a provocare evasione fiscale e contributiva, costituisce una grave minaccia per la sicurezza economica e a volte anche fisica dei lavoratori.