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RAGUSA - 16/02/2010
Cronache - Dopo l’ispezione disposta dal presidente della Regione al consorzio ragusano

Il caso Corfilac al setaccio della Corte dei conti

E’ la seconda ispezione nel giro di due anni e riguarda le procedure di stabilizzazione di 18 lavoratori

Gli atti riguardante la gestione del Corfilac saranno passati al setaccio della Corte dei conti. E’ la risposta che lo stesso presidente della Regione Raffaele Lombardo dà a Giuseppe Licitra, presidente del Corfilac, con il quale è ormai scontro aperto. Licitra ha accusato il presidente di tagliare le gambe al consorzio per una ripicca politica e Lombardo non si è fatto pregare. «Ci sono responsabilità patrimoniali – dice il presidente della Regione- Emerge che alcuni soci fondatori non avrebbero versato quote per 300mila euro e che altri soci sono stati ammessi nel consorzio, votando per le elezione degli organi di gestione, senza versare le dovute quote.

Poi c’è la questione personale , precisa Raffaele Lombardo – Il bilancio del Corfilac è gravato dal costo di 34 persone stabilizzate in violazione del divieto di assunzione di nuovo personale imposto a tutti gli enti pubblici con una legge regionale. Ecco perché il consorzio vive una fase di disagio gestionale. C’è una responsabilità patrimoniale che ben la di là del ritardo del trasferimento delle somme dovute dalla regione, che obiettivamente c’è». Il presidente insomma liquida il presidente Licitra e sembra già emettere una sentenza di condanna.

Giuseppe Licitra attende sereno e sostiene che le 34 assunzioni sono state approvate dal vertice del consorzio di cui fanno parte anche i revisori dei conti, di cui due su tre nominati dalla Regione. «E allora di che parla Lombardo? – chiede il presidente Licitra- I suoi nominati sono stati d’accordo e non hanno mosso alcun rilievo».

Per Giuseppe Licitra c’è una vera e propria volontà di Raffaele Lombardo di mettere la museruola ad una esperienza di ricerca e di studio che ha promosso la qualità del formaggio ibleo nel mondo . Per Raffaele Lombardo ed Mpa il Corfilac è una riserva indiana che vive con i soldi della regione e che draga risorse senza avere le carte in regola.

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE LICITRA
Giuseppe Licitra a valanga. Nel mirino c’è il presidente della regione Raffaele Lombardo che ha mandato gli ispettori in casa del Corfilac e vuole liquidare il consorzio per tagliare le spese.

«Io sono stato eletto democraticamente –dice il presidente Licitra- Il presidente Lombardo vorrebbe far credere che la mia rielezione sia stata imposta, niente di più falso, sono state elezioni regolari e senza alcuna imposizione». E a proposito di tagli e di risparmi il presidente Licitra lancia la sua provocazione

«Al presidente dico che siamo disposti ad eliminare i gettoni di presenza, pronti a lavorare gratis. Qui ci sono stipendi normalissimi –dice Licitra- di gran lunga inferiori ai direttori generali della Regione; qui stanno tentando di prenderci per fame dopo la mancata modifica dello statuto ed il conseguente mancato accreditamento dei fondi al consorzio. Al Corfilac si lavora per promuovere le eccellenze del territorio, la qualità, per fare ricerca, con gare di appalto e forniture al di sopra di ogni sospetto come possono testimoniare le oltre mille aziende che lavorano per noi».

Licitra non teme le ispezioni disposte dalla Regione e mette tutto a disposizione ma lancia anche un messaggio « Se qualcuno pensa che ci sia del marcio al Corfilac presenti una denuncia alla magistratura. Solo un organo non politico può mandarci a casa dopo 15 anni di lavoro riconosciuto eccellente da università ed enti stranieri come testimoniano le lettere di solidarietà che ci arrivano da tutto il mondo».

L´ISPEZIONE DELLA REGIONE
Ancora una ispezione al Corfilac (Consorzio di ricerca per la filiera lattiero casearia) di Ragusa. L’iniziativa è del governo regionale e riguarda la stabilizzazione di 34 lavoratori cui sarebbe stato dato corso in violazione delle norme in materia contabile.

Il governo regionale vuole infatti vederci chiaro su alcune procedure di assunzione che sono state peraltro denunziate dalla Fai Cisl con un dossier. Questa ispezione segue quella avviata nel 2007 sempre sulla scorta di un dossiere della Csil che lamentava il mancato rispetto delle garanzie sindacali e del contratto di lavoro. Tra i vertici della Corfilac e la Cisl c’è infatti un contenzioso aperto riguardo alle procedure di assunzione di 26 lavoratori dei 42 in organico.

I lavoratori stabilizzati avrebbero avuto diritto ad un incremento salariale del 30 per cento mai concesso. Inoltre solo 18 lavoratori sono stati stabilizzati grazie ad una modifica della pianta organica mentre per gli altri otto sono ancora in attesa di sistemazione.

Queste procedure tuttavia sono in contrasto con una circolare della presidenza della regione del dicembre 2008 che vieta la stabilizzazione di personale interno ed esterno per il contenimento della spesa pubblica.