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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1404
RAGUSA - 29/01/2010
Cronache - Ragusa: L’intimidazione alla sovrintendente ha scosso l’ambiente ragusano

Cartucce a Vera Greco: "Conoscono bene i miei orari"

Le 3 cartucce di fucile da caccia calibro 12 sono state trovate sul posto macchina nella dirigente. Predisposta una rete di protezione dalla Prefettura. Attestati di solidarietà arrivano dal vice presidente Antimafia Fabio Granata e da molti esponenti politici locali

«Sono molto amareggiata, non è un momento bello per Ragusa. Se accolgono così le persone che lavorano per la bellezza di questo territorio e perché esso si regga sulle proprie gambe, è veramente un brutto momento. Ipotesi? Dico solo che sul parco degli iblei c’è stata molta cattiva informazione. Il dibattito e le polemiche hanno esarcebato gli animi eccessivamente».

La sovrintende di Ragusa Vera Greco è donna di temperamento forte. Le tre cartucce di fucile da caccia calibro 12 sistemati davanti all’ufficio sul posto dove parcheggia la macchina l’hanno turbata ma non fiaccata. «Giovedì sera sono andata via alle 19 e non c’era niente- racconta la sovrintendente- stamattina alle 8 li ho trovati sistemati a terra e bene in vista. E’ qualcuno che conosce pure i miei orari. Devo ringraziare le istituzioni, la Prefettura per tutte, che si sono subito strette attorno alla mia persona».

Le indagini vengono svolte dai carabinieri del Comando provinciale. Attorno a Vera Creco è stato predisposto un servizio di vigilanza particolare. Così come quello attuato nei confronti di Giovanni Cultrera, presidente Iacp alle prese con gli sfratti degli abusivi.

Proprio giovedì Vera Greco aveva partecipato alla riunione tenutasi presso la sede della Soprintendenza e coordinata dall’architetto Calogero Rizzuto sulla questione del «lotto minimo». La dirigente s’era dichiarata insoddisfatta dell’andamento del dibattito perché i partecipanti non avevano riservato grande interesse verso il piano paesaggistico totale.

Appare scontato che le indagini degli inquirenti saranno orientate verso l’attività istituzionale della dirigente della Sovrintendenza, con particolare riguardo al piano paesaggistico, alla regolamentazione della realizzazione degli impianti fotovoltaici e al parco degli iblei.

Appena la notizia s‘è sparsa nei confronti di Vera Greco sono arrivate attestazioni di stima e solidarietà. Primo fra tutti, Giovanni Iacono di Italia dei Valori, che ha stigmatizzato il grave episodio di cui è rimasta vittima la dirigente impegnata nel delicato compito della concertazione del piano paesaggistico e del parco degli iblei.

Subito dopo il parlamentare del Pdl-Sicilia Nino Minardo: «Si tratta di un atto grave nei confronti di una donna impegnata quotidianamente per il nostro territorio. Nella piena convinzione che il suo impegno è veramente determinante, anche ai fini del rispetto della trasparenza e della legalità all’interno del territorio provinciale la invito a proseguire con professionalità e correttezza nel suo encomiabile lavoro come ha sempre dimostrato».

E poi ancora Giuseppe Mustile del Sel e il commissario regionale del Mpa Enzo Oliva. Per ultimo, in ordine di tempo, il deputato Pdl Fabio Granata, vice presidente della Commissione nazionale Antimafia. «Esprimo il vivo sdegno e la ferma condanna per il vile atto intimidatorio di cui è stata vittima la Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Vera Greco, e Le confermo la vicinanza, in questi momenti difficili, delle Istituzioni regionali e nazionali. La qualità del lavoro svolto fino ad oggi dalla dottoressa Greco, unita alle sue doti morali ed umane, necessitano una pronta risposta degli inquirenti e delle istituzioni. Per tale ragione ho già contattato il Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa, raccomandando la massima vigilanza sulla vicenda ed ho già preannunciato una mia visita ufficiale alla Soprintendenza iblea, nel corso della quale esprimerò tutta la vicinanza delle istituzioni e della Commissione nazionale Antimafia».