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RAGUSA - 17/12/2009
Cronache - Ragusa: le indagini sul caso Copai e sulla presunta truffa allo Stato e all’Ue

Riccardo Minardo indagato dalla Finanza: "Sono tranquillo"

Perquisizioni in casa del deputato regionale, della presidente del Copai e amministratore unico della "Archè Kronu" Srl Sara Suizzo e nell’appartamento di un collaboratore dello studio tecnico di Minardo
Foto CorrierediRagusa.it

C’è anche il deputato regionale del Movimento per l’autonomia e presidente della prima sezione affari istituzionali all’Assemblea regionale siciliana Riccardo Minardo (nella foto) tra gli indagati dell’inchiesta della Guardia di finanza del comando provinciale sulla presunta truffa milionaria ai danni dello Stato e dell’Unione europea.

L’indagine è incentrata sul Copai (Consorzio di promozione e sviluppo del territorio) e sulla «Arkè Kronus» Srl. Le perquisizioni a tappeto della Finanza hanno interessato, nelle ultime ore, le abitazioni, lo studio tecnico e la segreteria politica del deputato regionale. Gli oltre sette milioni di euro di contributi pubblici sarebbero stati destinati alla realizzazione di un museo e centro polivalente a palazzo Pandolfi, in piazza delle Rimembranze a Pozzallo, dov’è ubicata una delle sedi del Copai.

Le indagini del nucleo tributario delle Fiamme gialle vertono anche sulla società collegata «Arkè Kronu» Srl, di cui sarebbe socia la moglie di Minardo, Giuseppa Zocco, che risulterebbe nell’elenco degli indagati assieme all’amministratore delegato della Srl e presidente del Copai Sara Suizzo. Indagato anche Giuseppe Ruta, collaboratore dello studio tecnico dell’on Riccardo Minardo, che avrebbe seguito personalmente le pratiche per contro della «Arkè Kronu», anche nell´ambito dei finanziamenti europei richiesti dal Copai.

I finanzieri avrebbero effettuato in queste ultime ore perquisizioni domiciliari anche nelle abitazioni degli altri indagati, che sarebbero già stati raggiunti dagli avvisi di garanzia. L’inchiesta sarebbe allargata ad almeno un’altra dozzina di soggetti, tra cui responsabili presenti e passati del Copai, imprenditori, titolari e legali rappresentanti di ditte, alcune delle quali con sede all´estero. L’ipotesi di reato prospettabile è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

I sette milioni di euro sarebbero dovuti servire per ristrutturare il palazzo Pandolfi e trasformarlo in una struttura ampia e funzionale, sicura e antisismica, attrezzata con le ultime dotazioni tecnologiche disponibile sul mercato, per consentire lo svolgimento di attività culturali, convegni e seminari di studi. L’annesso museo avrebbe dovuto ospitare reperti archeologici e testimonianze del passato, anche recente, relative agli usi, alle tradizioni e ai mestieri locali.

Il progetto sarebbe invece stato realizzato solo in parte, nonostante l’ingente somma pare fosse già nella disponibilità di richiedenti. I finanzieri stanno accertando che fine abbiano fatto i finanziamenti europei e che ruolo hanno avuto le ditte e le società implicate.

Queste ultime perquisizioni nella segreteria politica, nell’ufficio tecnico e nelle residenze di Riccardo Minardo, di Sara Suizzo e del collaboratore dello studio tecnico si sarebbero rivelate utili per l´acquisizione di ulteriori elementi probatori da parte delle Fiamme gialle, che sulla vicenda mantengono il più assoluto riserbo. Riccardo Minardo pare abbia confidato ai suoi amici più stretti d’essere tranquillo, confidando nell’operato della magistratura. Solidarietà è stata espressa a Minardo dall´Mpa.