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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 916
RAGUSA - 23/07/2009
Cronache - Ragusa: operazione della Guardia di finanza

Ragusa: truffa di 245 mila euro ai fondi Por 2000/06

Le irregolarità sono emerse dalla verifica effettuata nei confronti di una azienda agricola, con annessa attività di agriturismo. 5 le persone deferite all’autorità giudiziaria

Una truffa di 245 mila euro per in danno dei fondi strutturali del piano operativo Sicilia 2000/2006 è stata scoperta dalla Guardia di finanza del comando provinciale. La truffa è emersa nell’ambito di una verifica fiscale, orientata prioritariamente alla ricerca e alla repressione di frodi proprio in riferimento al Por Sicilia 2000/2006, in materia di turismo rurale. La verifica è stata effettuata nei confronti di una azienda agricola, con annessa attività di agriturismo, con sede a Ragusa.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che l’azienda agricola ed agrituristica ha indebitamente percepito finanziamenti comunitari a carico del fondo Feoga, sezione orientamento, per complessivi 245 mila euro. Dall´attività condotta dai militari sono emerse condotte sanzionate dal codice penale da parte del titolare dell´azienda agricola e di alcuni suoi fornitori compiacenti, che con artifizi e raggiri hanno falsamente attestato e rappresentato spese in realtà non sostenute, attraverso l´emissione di fatture relative ad operazioni in tutto o in parte inesistenti per un importo complessivo di 326 mila euro.

Cinque persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Ragusa per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica ed emissione di fatture per operazioni inesistenti; sono state anche notiziate le Autorità competenti alla gestione del finanziamento, per avviare le procedure di recupero degli importi indebitamente percepiti.

In particolare, l’attività di indagine dei finanzieri ha permesso di accertare tali irregolarità, pur essendo le spese sostenute dall’azienda agricola, necessarie per poter accedere ai finanziamenti, documentate da regolari fatture d’acquisto e regolarmente registrate nelle scritture contabili. Infatti si è scoperto che, nello stesso periodo di pagamento delle fatture, che venivano saldate con regolari assegni, nei conti correnti dell’impresa agricola si registrava la presenza di consistenti accreditamenti, effettuati per contanti, di cui i responsabili non hanno saputo giustificare la provenienza.

Anche altre anomalie hanno attirato l’attenzione delle Fiamme Gialle. In alcune circostanze, l’impresa agricola per la fornitura di beni si rivolgeva ad una società facente capo a dei parenti, avente come attività principale la produzione di beni totalmente diversi da quelli richiesti dall’impresa agricola. Tale stratagemma, apparentemente privo di motivazioni economiche plausibili, permetteva che i singoli beni fossero acquistati da questa seconda società e rifatturati all’azienda agricola con percentuali di ricarico esorbitanti (in alcuni casi anche oltre il 500%), al solo fine di far lievitare i costi in maniera fittizia, per rientrare nelle spese ammesse dallo stesso finanziamento.