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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1078
RAGUSA - 28/05/2009
Cronache - Ragusa: la Guardia di finanza ha scoperto la maxi frode in 3 province

Truffa milionaria allo Stato e all´Ue: 11 denunce a Modica

Interessate le province di Ragusa, Siracusa e Catania. Contestati, tra l’altro, ricavi evasi per 770 mila euro e ricavi non registrati per 22 mila euro
Foto CorrierediRagusa.it

Una truffa di un milione 343mila euro commessa in danno dello Stato e della Comunità Europea da 11 imprenditori agricoli denunciati a Modica, con la complicità di 37 aziende operanti nel settore dell’agricoltura nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania. La Guardia di finanza del comando provinciale e della tenenza di Modica ha scoperto l’ingegnoso sistema escogitato dalle undici persone denunciate all’autorità giudiziaria dagli stessi finanzieri per aver indebitamente fruito dei Fondi Europei di Orientamento e Garanzia nel settore dell’Agricoltura (Feoga).

I titolari delle aziende specializzate nella vendita di attrezzature e macchinari per l’agricoltura, con sede a Modica e nell´Ipparino, emettevano delle fatture «in prova», per consentire agli acquirenti di poter provare l’attrezzatura prima dell’acquisto definitivo. Tutto regolare, non fosse stato per il fatto che in realtà la compravendita definitiva dei macchinari si perfezionava subito, e le fatture «in prova» servivano solo a posticipare l’acquisto effettivo delle attrezzature, in modo tale da poter accedere subito ai bandi europei per l’assegnazione dei Feoga. Queste fatture «in prova» servivano in prativa a nascondere il reale acquisto delle attrezzature. Per non correre rischi, le aziende venditrici provvedevano altresì ad annullare in un momento successivo le fatture «in prova», emettendo poi quelle di «rinnovo del periodo di prova».

Tutto questo allo scopo di posticipare, da uno a tre anni, il momento di emissione della fattura «definitiva» onde far rientrare, in maniera fittizia, la vendita o l’acquisto delle attrezzature agricole in un periodo temporale successivo a quello della domanda di accesso ai contributi Feoga o al decreto di concessione degli stessi contributi, per poterne fruire indebitamente. In realtà, la cessione dei beni si era già realizzata al momento dell’emissione della prima fattura in prova, con la compiacenza di ben 37 aziende agricole. Proprio questa circostanza avrebbe impedito alle aziende interessate di poter accedere ai bandi europei. Ovviamente, per portare a termine il raggiro, era anche necessario rilasciare false fatture e dichiarazioni liberatorie coincidenti con le date degli assegni e degli avvenuti pagamenti.

Inoltre, alcune fatture di vendita definitive indicavano i corrispettivi e l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quelli indicati nelle fatture in prova, allo scopo di avere maggiori indebite erogazioni di contributi Feoga ed anche al fine di consentire l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto. Le aziende agricole coinvolte sono state sottoposte ad analisi investigativa, attraverso controlli incrociati richiesti ai reparti del Corpo competenti per territorio ed eseguiti dai militari operanti all’Ispettorato provinciale agricoltura di Ragusa, dove sono stati esaminati centinaia di atti relativi ai copiosi fascicoli delle 37 aziende agricole sospettate di indebita percezione di provvidenze comunitarie.

Sono stati, infine, contestati ricavi evasi per 770 mila euro, ricavi non registrati per 22 mila euro, Imposta regionale attività produttive, non dichiarata per 743 mila euro, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 18mila 537 euro con relativa evasione all’Iva per 3mila 706 euro. Le 11 persone sono state denunciate per truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, falso ideologico, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.