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RAGUSA - 24/05/2009
Cronache - Disavventura a lieto fine per il 34enne C.E., che lavora in una piattaforma petrolifera

Sciclitano bloccato al Cairo per febbre suina. Falso allarme

Il giovane era partito qualche giorno fa alla volta dell’Egitto, dove le autorità sanitarie lo avevano messo in quarantena per tre giorni a scopo meramente cautelativo dopo un malore durante il viaggio Foto Corrierediragusa.it

Disavventura a lieto fine per uno sciclitano di 34 anni, che ha trascorso tre giorni in quarantena perché si pensava potesse aver contratto il virus H1N1, meglio noto come la temibile influenza suina. Gli accurati esami clinici hanno poi dato esito negativo, scongiurando la possibilità. Protagonista della vicenda lo sciclitano C.E., che lavora in Egitto in una piattaforma petrolifera off-shore.

L’uomo era partito qualche giorno fa dall’aeroporto di Catania, facendo poi scalo a Roma e quindi atterrando in Egitto, all’aeroporto de Il Cairo, dove le autorità sanitarie lo avevano bloccato a scopo meramente cautelativo.

Durante il viaggio in aereo, difatti, il giovane sciclitano aveva accusato un malore. Era febbricitante, e mostrava alcuni sintomi della nuova influenza, altamente contagiosa. Da qui l’attivazione del cordone sanitario e la quarantena per settantadue lunghe ore. Alla fine gli esami condotti presso l’ospedale Omyed hanno sgomberato il campo da ogni dubbio: lo sciclitano non era affetto dalla temibile influenza.

Poco prima di partire dall’Italia il giovane si era concesso una lunga immersione subacquea, durata circa cinque ore, e il suo organismo ne aveva risentito, provocando il malore passeggero scambiato per l’influenza.

I familiari, da Scicli, si erano messi in contatto con il loro giovane parente tramite il Consolato italiano in Egitto. Lo scicitano ha rassicurato tutti, annunciando d’essere in piena forma e di attendere l’elicottero della ditta per cui lavora e che lo avrebbe condotto a Port Said, la sede della piattaforma petrolifera dove lavora.