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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 983
RAGUSA - 26/03/2009
Cronache - Parla per la prima volta il padre del bambino sbranato dai cani a Sampieri

Sopralluogo nella zona dove è stato sbranato Giuseppe

L’avvocato Trantino: "Individuate già precise responsabilità. L’indagine riserverà una serie di sorprese sui ruoli istituzionali in questa vicenda"
Foto CorrierediRagusa.it

Un sopralluogo dei legali di Giovanni Brafa, il padre del piccolo Giuseppe, delle forze dell´ordine e della procura sarà effettuato mercoledì al Pisciotto, tra Sampieri e Marina di Modica, dove il 15 marzo scorso il piccolo modicano di 10 anni fu sbranato dai cani assassini (nella foto il casolare - canile di Virgilio Giglio, il possessore dei cani ristretto ai domiciliari).

«Chiedo giustizia per la morte di mio figlio e le altre persone ferite, chiedo che queste tragedie non accadano mai più». Straziato dal dolore ha pronunciato queste parole Giovanni Brafa (nella foto). Si profila la possibilità che l’inchiesta possa coinvolgere altre responsabilità, comprese quelle istituzionali. Sarebbero già 4 gli avvisi di garanzia notificati in queste ore.

"Le responsabilità -viene sottolineato dall´avvocato Enzo Trantino - non possono essere circoscritte solo ed esclusivamente a Virgilio Giglio, il «canaro», che avrebbe avuto in custodia il branco-assassino che per giorni ha seminato il terrore.

«Individuate già precise responsabilità -dice con certezza Trantino- l’indagine riserverà una serie di sorprese sui ruoli istituzionali in questa vicenda». Il collegio di difesa mantiene uno stretto contatto con la Procura di Modica, titolare dell’inchiesta, che potrebbe chiudersi già entro aprile.


LA TURISTA TEDESCA AZZANNATA DAI CANI E´ TORNATA IN GERMANIA

Dopo essere uscita dal coma, è stata trasferita nei giorni scorsi in un ospedale di Stoccarda Marya M., la turista tedesca di 24 anni originaria del land del Baden-Wurttemberg, che il 17 marzo scorso era stata assalita da un branco di cani randagi a Sampieri, nel Ragusano, dove due giorni prima era stato aggredito e ucciso a morsi Giuseppe Brafa, di 10 anni.

La ragazza, che era ricoverata nel reparto Rianimazione dell´ospedale "Cannizzaro" di Catania, è stata assistita dal padre ed è stata trasportata nel suo Paese con un aereo messo a disposizione dal governo tedesco.

(Si ringrazia per la collaborazione il collega Vittorio Fiorenza di Telecolor)

Da sx Giovanni Brafa e l´avvocato Enzo Trantino