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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 705
RAGUSA - 31/03/2009
Cronache - Operazione "Cayman": la versione dell’ex br Calogero La Mantia al gip

Il sequestro del banchiere Cartia? Un progetto culturale!

Secondo la versione fornita dall’arrestato, non si voleva rapire nessuno, ma solo realizzare un libro sul capitalismo siciliano
Foto CorrierediRagusa.it

Il sequestro di Giovanni Cartia? Non esiste. Nessuno voleva rapire nessuno. Ma quale sequestro? Volevamo solo acquisire informazioni e nozioni utili alla realizzazione di un libro sul capitalismo siciliano. Era tutto un progetto culturale". E´ questa la versione dei fatti che l´ex militante delle brigate rosse Calogero La Mantia ha fornito al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltanissetta, nell´ambito dell´interrogatorio in carcere.

Insomma, stando alla versione dei fatti di La Mantia, non sarebbe stato organizzato nessun sequestro in danno di Giovanni Cartia (nella foto di Telenova), il noto banchiere ragusano, presidente della Banca agricola popolare di Ragusa: si sarebbe trattato solo di un grosso equivoco. Era solo un progetto culturale.

Non dello stesso avviso i Carabinieri, secondo cui tutto era stato pianificato a dovere da elementi della "Stidda" di Gela in collaborazione con La Mantia. L´obiettivo consisteva nel finanziare, con i soldi del riscatto, una nuova impresa edile costituita da elementi malavitosi, che avrebbe dovuto eseguire lavori pubblici al Nord. Ipotesi fermamente respinta da La Mantia, che, dinanzi al gip, si è detto estraneo ai fatti.

Stando alle indagini dei Carabinieri, il piano stava per scattare e doveva essere messo a segno nei prossimi giorni. Anche il covo in cui doveva essere portato Cartia era stato preparato nei pressi di Comiso. Giovanni Cartia è uno degli uomini più facoltosi della Sicilia.

Durante la perquisizione effettuata nell´abitazione a Gela di La Mantia, i carabinieri hanno trovato documenti che fanno riferimento a Cartia: si tratta di fotografie che ritraggono il presidente della banca e suoi familiari; e inoltre altra documentazione su Cartia scaricata da internet. "Tutto materiale - ha riferito La Mantia al gip - che doveva servire alla realizzazione di un corposo volume sul capitalismo siciliano e sulla nobiltà isolana". Il magistrato sta valutando questa versione dei fatti fornita dall´ex br.

BREVE RITRATTO DEL BANCHIERE RAGUSANO - Giovanni Cartia, 81 anni, dal 2002 è presidente della Banca agricola popolare di Ragusa che oggi opera con 96 agenzie in Sicilia e una a Milano. La famigla Cartia partecipò nel 1889 alla fondazione della Banca popolare cooperativa di Ragusa poi diventata Banca Agricola.

Figlio di Giombattista e nipote del nonno Luigi, ha svolto tutta la sua carriera all´interno della banca ragusana della quale è stato nominato condirettore nel 1965 e direttore generale nel 1970. Per 31 anni Giovanni Cartia ha guidato la Banca "di famiglia", fino al 2001 quando ha lascia l´incarico di irettore generale per assumere quello di vice presidente del Cda e amministratore delegato. Poi l´incarico di Presidente.


I VARI ATTESTATI DI SOLIDARIETA´ AL BANCHIERE CARTIA

IL SINDACO DI RAGUSA DIPASQUALE: "SONO SBIGOTTITO" - "Sbigottito". Così si è definito il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale dopo aver appreso del tentato sequestro del banchiere Giovanni Cartia. «E´ questa la dimostrazione - dice il sindaco di Ragusa - he non bisogna abbassare mai la guardia nella lotta alla criminalità organizzata e noi tutti, rappresentanti delle istituzioni, forze dell´ordine, magistratura, cittadini, dobbiamo sentirci impegnati per far trionfare sempre la legalità combattendo e contrastando chi vuole calpestare la legge senza la quale non può esserci una convivenza civile e democratica.

Non posso che plaudire - conclude Dipasquale - l´attività di intelligence portata avanti dai Carabinieri di Caltanissetta e Gela, coordinate della Procura della Repubblica della città nissena; è questa l´ennesima dimostrazione che le forze dell´ordine e la magistratura sono sempre vigili per garantire al massimo la nostra sicurezza». L´Amministrazione Comunale sta verificando se sussistano le condizioni per costituirsi parte civile nei confronti degli autori di questo tentativo di sequestro.


LA SOLIDARIETA´ DI CONFCOMMERCIO E COMMERFIDI - Il presidente provinciale di Confcommercio Angelo Chessari E Salvatore Guastella, presidente di Commerfidi, a nome dei rispettivi consigli di amministrazione, delle direzioni, dei collegi sindacali e di tutti i dipendenti delle due strutture, esprimono "profonda solidarietà e sincera vicinanza al presidente Giovanni Cartia e alla sua famiglia per l’insano gesto che aveva progettato la malavita organizzata. E´ un dolore il nostro – concludono Chessari e Guastella- che ci avvicina non solo a Giovanni Cartia ma a tutto quello che lui e la sua famiglia hanno fatto per il nostro territorio"

CONFINDUSTRIA RAGUSA: "MANTENIAMO ALTA LA GUARDIA" - Il presidente di Confindustria Ragusa Enzo Taverniti, esprimendo solidarietà al banchiere Cartia e alla sua famiglia, manifesta gratitudine e pieno apprezzamento nei confronti della Procura di Caltanissetta, coordinata dal dottore Sergio Lari. Taverniti ringrazia anche l’aggiunto Domenico Gozzo e il sostituto della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino, che, seguendo da tempo la vicenda, grazie alle segnalazioni di alcuni collaboratori di giustizia e all’utilizzo del prezioso strumento delle intercettazioni ambientali, hanno saputo agire con tempestività e prevenire il peggio.

"Il pronto intervento dei Carabinieri di Gela - dichiara Taverniti - cui l’Associazione esprime compiacimento, ha bloccato per tempo il criminoso tentativo, impedendo che tutta la popolazione ragusana potesse subire questo gravissimo colpo.

Evidenziando la necessità di continuare a tenere alta l’attenzione in un momento in cui la recrudescenza dei fenomeni criminali, anche in forme non consuete e in una provincia finora rimasta ai margini dell’interesse mafioso, sembra piuttosto riaffermarsi - conclude Taverniti - Confindustria Ragusa richiama tutte le imprese alla massima vigilanza e collaborazione nel sostenere l’amministrazione della giustizia e favorire il lavoro delle forze dell’ordine".

LA NOTA CONGIUNTA DI CONFESERCENTI E SOS IMPRESA - «Stava per succedere qualcosa di veramente grave ma fortunatamente grazie all’intervento dei magistrati della Procura della Repubblica di Caltanissetta e dei Carabinieri, tutto è andato per il meglio. Questo episodio è comunque un campanello d’allarme e deve ricordarci che non bisogna mai abbassare la guardia». Con queste parole il presidente provinciale di Confesercenti, Massimiliano Buffa, ha dichiarato la sua preoccupazione per il tentato sequestro del banchiere ragusano Giovanni Cartia, presidente della Banca Agricola Popolare di Ragusa, manifestando nel contempo la sua gratitudine nei confronti dell’importante lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine.

Parole queste pienamente condivise dal presidente di Sos impresa Riccardo Santamaria, presidente inoltre dell´Antiracket Città di Vittoria, che evidenzia l’importanza di un continuo controllo sul territorio «Ciò che è successo ci dimostra che viviamo intorno ad equilibri precari che da un momento all’altro potrebbero rompersi. La minaccia della mafia è sempre in agguato e ci fa capire la grande importanza di azioni coordinate condotte da uomini che, giorno dopo giorno, portano avanti un lavoro fondamentale ed indispensabile per la lotta contro la criminalità organizzata. Siamo vicini alla famiglia Cartia, e ci auguriamo che possa ritrovare la massima serenità".