Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 899
RAGUSA - 11/03/2009
Cronache - Ragusa: i Carabinieri hanno sgominato un sodalizio criminale dedito ai furti di bestiame

"Cross country": allevatori rubavano bovini, 5 arresti

In manette Giuseppe La Rosa, Giovanni Gallotti, Salvatore Amaddio, sorvegliato speciale, Armando e Carmelo Zarcone, padre e figlio Foto Corrierediragusa.it

Un duro colpo alle organizzazioni criminali specializzate in furti di bestiame è stato inferto dai Carabinieri con l’operazione «Cross country», conclusasi con cinque arresti tra Ragusa, Comiso e Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. Le manette sono scattate per cinque allevatori, alcuni dei quali già noti agli archivi per reati specifici. Si tratta Giuseppe La Rosa, 62 anni, di Comiso; Giovanni Gallotti, inteso «Turi Fazzulittieddu», 52 anni, di Comiso; Salvatore Amaddio, Inteso «Turi», sorvegliato speciale con l’obbligo di residenza a Ragusa, 63 anni; Armando e Carmelo Zarcone, padre e figlio di 55 e 25 anni, residenti a Barcellona Pozzo di Gotto. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti di bestiame, per episodi commessi nella provincia iblea tra maggio e luglio dello scorso anno. In pratica gli allevatori rubavano le bestie ai loro stessi colleghi.

L’attività d’indagine ha avuto origine dall’esito dei servizi di controllo e vigilanza dei Carabinieri, che avevano notato un camion Fiat 190, allestito per il trasporto di animali e parcheggiato in maniera sospetta nei pressi di un curvone sovrastante il ristorante-pizzeria «L’Antica Stazione», in territorio di Chiaramonte Gulfi, per l’esattezza in contrada Santissimo.

I Carabinieri hanno accertato che, in tarda serata, l’autocarro era stato raggiunto da una Peugeot condotta da uno degli arrestati e intestata a La Rosa, peraltro già noto proprio per questo genere di reati, che ha poi imboccato la provinciale 10 in direzione di Ragusa, facendo perdere le proprie tracce. Questi elementi, collegati alla denuncia di furto di bestiame avvenuto tempo prima in una masseria sita nei pressi del luogo ove si era fermato il camion condotto da La Rosa, inducevano i Carabinieri ad effettuare gli accertamenti del caso, che hanno consentito di agli Zarcone, quali proprietari dell’autocarro.

Dalle successive indagini è emerso che Amaddio era il capo indiscusso della banda e nella cui casa di campagna i complici avevano stabilito la propria base operativa, dove venivano discusse e assunte le varie decisioni e organizzati gli incontri, il tutto anche in violazione alle prescrizioni e agli obblighi imposti dal regime della sorveglianza speciale alla quale Amaddio era sottoposto.

Mentre Carmelo Zarcone risultava essere l’autista del camion per il trasporto degli animali asportati, il padre Armando, poiché invalido, lo precedeva con un’auto, fungendo da cosiddetta «staffetta», segnalandogli telefonicamente la presenza di pattuglie delle forze dell’ordine lungo l’itinerario da loro percorso, eludendo pertanto qualsivoglia tentativo di occasionale controllo.

I furti venivano commessi in danno di aziende agricole ubicate nei comuni di Moio Alcantara, Comiso e Ragusa. Già lo scorso giugno gli Zarcone erano stati bloccati a bordo di un camion con 12 vitelli appena rubati. Amaddio e Gallotti si occupavano di curare la fase di reperimento dei bovini. La Rosa, oltre che nel compiere sopralluoghi per conto proprio, veniva contatto da Gallotti al momento dei furti. In questa fase entravano gli Zarcone, che, avvalendosi della loro esperienza nel settore, della loro stalla di sosta in Barcellona Pozzo di Gotto e delle loro conoscenze sia in ambito locale che nella vicina provincia di Reggio Calabria, rappresentavano il canale di smistamento dei bovini asportati da parte del gruppo criminale. I cinque arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa.

Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale aveva di recente dichiarato che il comune di Ragusa si sarebbe costituito parte civile nei processi a carico dei responsabili dei furti di bestiame che hanno colpito diverse aziende agricole.

Nella Galleria sotto le foto delle cinque persone arrestate. Cliccateci sopra per ingrandirle.

Salvatore Amaddio Giovanni Gallotti Giuseppe La Rosa
Armando Zarcone Carmelo Zarcone