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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 545
RAGUSA - 18/02/2009
Cronache - Ragusa: il consigliere comunale aveva sollevato lo scandalo

Cooperative del sesso: Cisl adirà le vie legali contro La Terra

Il sindacato intende tutelare l’onorabilità delle lavoratrici che avrebbero intrattenuto rapporti per non perdere il lavoro
Foto CorrierediRagusa.it

La Cisl si scaglia sul consigliere comunale Rita La Terra (nella foto) dopo lo scandalo sollevato da quest’ultima con una lettera su una cosiddetta «cooperativa sociale a luci rosse». «Non si può sparare nel mucchio e poi ritirare la mano come se nulla fosse. Chiediamo conto e ragione al consigliere comunale La Terra circa la sua denuncia, tanto grave quanto poco precisai». E´ Salvatore Mililli della Fisascat Cisl ad esprimersi in questi termini. Anche il sindacato vuole dire la propria dopo la lettera che La Terra ha inviato al sindaco, Nello Dipasquale, e ai capigruppo del Consiglio comunale denunciando il presunto stato di mobbing subito da alcune operatrici delle cooperative che espletano i servizi sociali per conto dell´ente di palazzo dell´Aquila. Le dipendenti si sarebbero concesse agli stessi anziani assistiti e ai loro parenti per non perdere l’occupazione o vedersi diminuire le ore lavorative, stando alla lettera di La Terra.

La Fisascat Cisl ha conferito mandato al proprio ufficio legale per verificare i termini dell´intricata questione. Mililli, che è responsabile del settore delle cooperative sociali per conto del sindacato, spiega che "tale azione viene portata avanti a tutela della dignità e del decoro delle lavoratrici delle cooperative sociali, molte delle quali sono iscritte al nostro sindacato. Non si può fare finta di niente e soprattutto non si può ritenere che queste denunce siano state fatte in maniera generica, senza precisare cose e circostanze. Noi, nella nostra lettera, lo abbiamo ben chiarito affermando che non è possibile lasciare cadere la vicenda come se non fosse accaduto nulla. Ognuno, a nostro avviso, dovrà assumersi le proprie responsabilità per quanto detto e per come è stato detto. Vogliamo andare avanti sino a quando non otterremo le necessarie soddisfazioni legali. E’ evidente – aggiunge Mililli – che la denuncia andava rivolta alla Procura e non certo al sindaco.

Ma, al di là di tale considerazione, deve ancora aggiungersi che la querela non può essere fatta da terze persone, bensì direttamente dalle parti offese le quali devono sottoscrivere personalmente l´atto, denunciando soggetti ben identificati e soprattutto esponendo bene i fatti costituenti reato. Sorprendono i modi con cui il consigliere La Terra, senza probabilmente contattare le dipendenti, ha denunciato fatti gravi che, se provati, porteranno senz´altro alla condanna penale degli anziani e dei loro parenti.

Per tutelare la dignità personale e professionale delle dipendenti delle cooperative sociali iscritte alla Fisascat Cisl, - conclude la nota - e ritenendo che i fatti esposti dalla signora La Terra sono lesivi dei diritti delle dipendenti, sia come donne che come lavoratrici, chiediamo al consigliere di ben precisare e chiarire la vicenda denunciata e ciò entro il termine di cinque giorni dal ricevimento del nostro documento. Ci riserviamo, altresì, di adire le vie legali».


LE SPIEGAZIONI POCO CHIARE DEL CONSIGLIERE LA TERRA

Il consigliere comunale Rita La Terra aveva tentato di chiarire i termini della vicenda relativa ai presunti favori sessuali agli anziani da parte di alcune dipendenti di una cooperativa sociale per non perdere il lavoro. La scelta estrema sarebbe stata dettata dalla paura delle dipendenti di perdere il posto o di vedersi ridurre le ore lavorative. La vicenda era venuta alla luce con una lettera che il consigliere comunale La Terra, peraltro presidente di un’altra cooperativa sociale, aveva indirizzato ai suoi colleghi e al sindaco. Proprio La Terra sosteneva che il contenuto di questa famosa lettera sarebbe stato travisato o manipolato per colpire lo stesso consigliere dal punto di vista politico.

La Terra non spiegava a quale scopo avrebbe comunque inviato questa lettera al sindaco Nello Dipasquale, che aveva invitato il consigliere a rivolgersi alla procura per accertare la veridicità dei fatti di cui, comunque, non era stato informato neanche l’assessorato ai servizi sociali.