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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1110
RAGUSA - 07/02/2009
Cronache - Ragusa - Parla il professore in pensione padre della giovane

Di Natale: "Mia figlia Sara vorrebbe morire come Eluana"

"Sono favorevole al testamento biologico. Questa vicenda è stata troppo strumentalizzata. Beppino non è un assassino" Foto Corrierediragusa.it

Eluana Englaro (in una foto degli anni 90) si è spenta alle 20.10 di ieri sera. L´epilogo più doloroso di una drammatica vicenda che ha scosso e diviso l´Italia. Il professore Luciano Di Natale è certo: se la figlia Sara dovesse risvegliarsi dal coma vegetativo persistente in cui versa da tre anni, non vorrebbe continuare a vivere in queste condizioni. Chiederebbe di morire, proprio come Eluana.

Il professore Di Natale ha trascorso una lunga e dolorosa notte in bianco. Il docente in pensione vive il suo dramma con dignità, assieme alla moglie a Ragusa. Una vicenda simile e parallela a quella di Eluana. Sara, adesso 25enne, il 7 febbraio 2006 accusò uno shock anafilattico dopo aver mangiato una polpetta di carne contenente solfiti, vietati per legge. Sara viene ogni giorno alimentata attraverso i tubi, respira grazie ad un apparecchio, deve essere girata di continuo nel letto per evitare che le piaghe dilanino il suo corpo inerme. Il professore Di Natale difende la scelta del padre Beppino sul testamento biologico.

"Englaro non è un assassino. Ha voluto bene a sua figlia come io ne voglio alla mia. Mi farei crocifiggere e mangiare il fegato dai corvi per Sara, ma se lei si svegliasse anche per pochi secondi dal coma per chiedermi di lasciarla morire, non avrei nessuna esitazione nell´esaudire le sue ultime volontà. Mia figlia, ne sono certo, non vorrebbe continuare a vivere prigioniera di un corpo inerme ridotto in queste condizioni".

Il caso di Eluana Englaro ha creato un precedente e farà discutere per parecchio tempo. Ma il professore Di Natale cercherà adesso rifugio nel silenzio, per continuare ad assistere sua figlia.


SCICLI: IL CASO DONZELLA

A Scicli è Franco Donzella a portare a conoscenza dell’opinione pubblica il caso del figlio Davide , oggi 31enne, che all’età di quattro anni fu colpito da una tetraparesi per un incidente automobilistico. Franco Donzella è uomo di fede e vive la condizione del figlio e della sua famiglia con un approccio antitetico a quello di Beppino Englaro e Luciano Di Natale. Ha avuto fede, non ha voluto staccare la spina quando i medici dell’ospedale di Ariccia glielo hanno suggerito al momento del ricovero del figlio ben 26 anni fa.

«Ho iniziato con mia moglie, amici e parenti un percorso molto doloroso- scrive nella sua lettera Donzella; la nostra costanza e perseveranza ci ha aiutato a superare qualsiasi ostacolo e a guardare avanti con la speranza che il nostro gioiello un giorno si sarebbe ripreso».

Oggi Davide Donzella sorride al padre, fa capire a suo modo di volere vivere, dà conforto ad una famiglia che per 26 anni ha visto sconvolti i ritmi abituali e quotidiani ma non le proprie certezze. Franco Donzella non capisce Beppino Englaro,non condivide il suo atteggiamento e glielo manda a dire da cristiano e da padre.